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giugno 12, 2015

Cosa non si fa per amore!

  • Faccio cose vedo gente...

Per dimostrare l’amore occorrono gesti eclatanti? Credo piuttosto che servano piccoli gesti, che magari richiedono un piccolo sforzo, e che proprio per questo diventano eclatanti. Come per esempio, andare allo stadio a tifare per la squadra che da sempre non sopporti solo per amore. Una cavolata? Sì, può darsi, ma fino a qualche tempo fa mi costava fatica ed era motivo di grandi litigate con lui. Proprio sabato scorso mi sono ritrovata in curva allo stadio di Berlino ad assistere dal vivo alla finale di Champions League tra Juve e Barcellona, tra l’altro in curva in mezzo ai tifosi più tifosi che c’erano. Io da sempre tifosa interista, lì a fare il tifo per la Juve, la nostra acerrima nemica. Eppure.

Eppure non avrei mai pensato di potermi divertire così tanto, di provare simili emozioni nel sentire l’inno dal vivo, vedere quei grandi campioni a pochi metri da me, guardare lui avere gli occhi pieni di luce e di commozione. Questa volta ho fatto un passo indietro, e non mi son pentita, e non mi è pesato: fino a qualche anno fa, se segnava la mia squadra del cuore contro la sua, non riuscivo a non esultare, se la Juve perdeva, non riuscivo a non sfotterlo, senza capire quanto in fondo a me non importasse molto e quanto invece a lui fregasse. Quando dopo tre ore di tentativi, è riuscito a prendere i biglietti per la finale tanto agognata, mi ha chiamato tutto trepidante, con la voce tremula, tanto che mi sono sinceramente emozionata anch’io. Per lui significava molto esserci, per tanti motivi, quindi ho reputato giusto assecondarlo in tutto e per tutto in una cosa tanto grande per lui.

Alla fine è stato un gesto piccolo, se si rapporta al fatto che sono una tifosa all’acqua di rose, ma grande, se si pensa che quando ero là, ero là con tutta me stessa, incitando sinceramente, sperando davvero che potesse farcela a portare a casa la coppa. Un gesto forse piccolo, ma molto importante per la mia relazione, perchè ha significato sostenere il mio uomo incondizionatamente in una cosa a cui lui teneva da morire per mille motivi, facendo un passo indietro laddove prima per testardaggine o per puntiglio non retrocedevo di una virgola. Vederlo emozionato, sinceramente felice, con gli occhi lucidi, ha reso felice anche me. Che poi forse il senso dell’amore è proprio questo: fare per l’altro anche le più piccole cose perché sai che questo farà bene a entrambi, rinunciando alle parti superflue di noi stessi. Una lezione che ho imparato proprio allo stadio. E poi dicono che il calcio non ha niente da insegnare.

amore Champions League coppia finale Champions League Juventus - Barcellona piccoli gesti sostegno tifare
by Francesca Favotto | no comment
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Chi sono

"...Non è Francesca", recita la canzone di Battisti. E invece sì, son proprio io.
Nasco a metà degli anni Ottanta, la settimana in cui i Dire Straits dominavano le classifiche mondiali con il loro successo ‘Money for nothing’, sotto il segno della Bilancia, ascendente Leone. Determinata e tenace, innamorata della vita e del bello, appassionata di musica fino al midollo (grazie ai Dire Straits nel mio trigono), sin da piccola preferisco i temi di italiano alle equazioni di algebra, inclinazione che mi porta a intraprendere studi a carattere umanistico. Linguista per necessità, ma giornalista per passione, ben presto scopro quant’è bello e divertente girare come una trottola in cerca di notizie. La serie tv ‘Sex and the city’ dà il colpo di grazia al mio destino: la vita di Carrie Bradshaw è troppo bella per non provare a realizzarla!

Un’insana passione per lo shopping unita alla curiosità per il fashion biz mi aiutano quindi a ‘masterizzarmi’ in Giornalismo di Moda, titolo che mi apre la strada in un settore pieno di sogni e di amore: quello del matrimonio! Fidanzata da quindici anni, cerco di apprendere più nozioni possibili sull’argomento, applicandole nella vita a due. A un rimpianto preferisco un rimorso, a un muso lungo un sorriso, al bicchiere mezzo vuoto sempre quello mezzo pieno, a una vita senza sogni per paura di non riuscire ad avverarli, ne preferisco una piena di cicatrici e sudore nel tentativo di esaudirli. Sognavo la vita di Carrie… e intanto non mi accorgevo che la mia è pure meglio.

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