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luglio 11, 2014

I sogni in un comodino

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Si può essere felici per un comodino? Io dico di sì. Ben inteso, non sto parlando di un pomeriggio di shopping selvaggio all’Ikea, ancora non mi entusiasmo per quel genere di cose (anche se da Maison du Monde, devo dire, che mi emoziono con poco…), ma di un piccolo innocente mobiletto posizionato nel posto giusto al momento giusto. Oggi mi arriva una notifica su Facebook, in cui sono stata taggata da Teo in una foto che ritrae un comodino messo a fianco del suo letto, in condivisione per questa settimana che è tutto solo soletto a casa, con la frase: “Non ho ben capito se era una richiesta reale o da sonnambulo, ma Bimba vuole un comodino, Bimba ha il suo comodino! Love U”. Dopo essermi addormentata arrabbiata con lui poiché voleva provare a dormire con Buzz sul letto e io mi sono opposta categoricamente “perché non bisogna dargli il vizio, perché sono allergica, perché se no dormo male…”, pensando a quanto fosse stronzo ed egoista, stamattina mi trovo questa sorpresa sulla bacheca, che mi ha strappato più di un sorriso e mi ha fatto ricredere: “Forse la stronza sei tu!”.

Essendo io a volte sonnambula e facendo i più contorti pensieri e discorsi nel sonno, discorsi che all’inizio diventavano dialoghi, perché Teo aveva la pazienza di rispondermi, stanotte ricordo di essermi lamentata del fatto che a fianco del letto non ci fosse un comodino, ma non ricordo di essere stata cosciente durante questo discorso, sicuramente stavo dormendo. Lui non solo mi ha ascoltata, ma mi ha anche esaudita.

Che poi le maggiori incomprensioni nascono perché non ci si ascolta davvero; perché ci si trincera dietro pregiudizi, senza avere l’accortezza o la pazienza di approfondire la questione; perché si sceglie di restare arrabbiati senza motivo con l’altro, solo per farsi rincorrere e pregare ancora una volta, per nutrire la nostra vanesia voglia di sentirsi importanti.

Che poi alla fine, la stronza sono io: ci lamentiamo sempre che gli uomini non ci ascoltano e pensano ai fatti loro quando parliamo… ma come si fa ad arrabbiarsi con uno, invece, che ti ascolta anche mentre dormi, magari resta a guardarti con gli occhi pieni d’amore durante il tuo delirio notturno e invece di maledirti, ti esaudisce l’indomani? Proprio non si può, già.


amore coppia uomini uomini e donne
by Francesca Favotto | no comment
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Chi sono

"...Non è Francesca", recita la canzone di Battisti. E invece sì, son proprio io.
Nasco a metà degli anni Ottanta, la settimana in cui i Dire Straits dominavano le classifiche mondiali con il loro successo ‘Money for nothing’, sotto il segno della Bilancia, ascendente Leone. Determinata e tenace, innamorata della vita e del bello, appassionata di musica fino al midollo (grazie ai Dire Straits nel mio trigono), sin da piccola preferisco i temi di italiano alle equazioni di algebra, inclinazione che mi porta a intraprendere studi a carattere umanistico. Linguista per necessità, ma giornalista per passione, ben presto scopro quant’è bello e divertente girare come una trottola in cerca di notizie. La serie tv ‘Sex and the city’ dà il colpo di grazia al mio destino: la vita di Carrie Bradshaw è troppo bella per non provare a realizzarla!

Un’insana passione per lo shopping unita alla curiosità per il fashion biz mi aiutano quindi a ‘masterizzarmi’ in Giornalismo di Moda, titolo che mi apre la strada in un settore pieno di sogni e di amore: quello del matrimonio! Fidanzata da quindici anni, cerco di apprendere più nozioni possibili sull’argomento, applicandole nella vita a due. A un rimpianto preferisco un rimorso, a un muso lungo un sorriso, al bicchiere mezzo vuoto sempre quello mezzo pieno, a una vita senza sogni per paura di non riuscire ad avverarli, ne preferisco una piena di cicatrici e sudore nel tentativo di esaudirli. Sognavo la vita di Carrie… e intanto non mi accorgevo che la mia è pure meglio.

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