Si può essere felici per un comodino? Io dico di sì. Ben inteso, non sto parlando di un pomeriggio di shopping selvaggio all’Ikea, ancora non mi entusiasmo per quel genere di cose (anche se da Maison du Monde, devo dire, che mi emoziono con poco…), ma di un piccolo innocente mobiletto posizionato nel posto giusto al momento giusto. Oggi mi arriva una notifica su Facebook, in cui sono stata taggata da Teo in una foto che ritrae un comodino messo a fianco del suo letto, in condivisione per questa settimana che è tutto solo soletto a casa, con la frase: “Non ho ben capito se era una richiesta reale o da sonnambulo, ma Bimba vuole un comodino, Bimba ha il suo comodino! Love U”. Dopo essermi addormentata arrabbiata con lui poiché voleva provare a dormire con Buzz sul letto e io mi sono opposta categoricamente “perché non bisogna dargli il vizio, perché sono allergica, perché se no dormo male…”, pensando a quanto fosse stronzo ed egoista, stamattina mi trovo questa sorpresa sulla bacheca, che mi ha strappato più di un sorriso e mi ha fatto ricredere: “Forse la stronza sei tu!”.
Essendo io a volte sonnambula e facendo i più contorti pensieri e discorsi nel sonno, discorsi che all’inizio diventavano dialoghi, perché Teo aveva la pazienza di rispondermi, stanotte ricordo di essermi lamentata del fatto che a fianco del letto non ci fosse un comodino, ma non ricordo di essere stata cosciente durante questo discorso, sicuramente stavo dormendo. Lui non solo mi ha ascoltata, ma mi ha anche esaudita.
Che poi le maggiori incomprensioni nascono perché non ci si ascolta davvero; perché ci si trincera dietro pregiudizi, senza avere l’accortezza o la pazienza di approfondire la questione; perché si sceglie di restare arrabbiati senza motivo con l’altro, solo per farsi rincorrere e pregare ancora una volta, per nutrire la nostra vanesia voglia di sentirsi importanti.
Che poi alla fine, la stronza sono io: ci lamentiamo sempre che gli uomini non ci ascoltano e pensano ai fatti loro quando parliamo… ma come si fa ad arrabbiarsi con uno, invece, che ti ascolta anche mentre dormi, magari resta a guardarti con gli occhi pieni d’amore durante il tuo delirio notturno e invece di maledirti, ti esaudisce l’indomani? Proprio non si può, già.

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