Siamo tornati. Dalla nostra mini vacanzina, intendo. Ci siamo portati dietro i nostri sorrisi, le nostre foto, i nostri abbracci, i nostri baci, i nostri pranzi e cene preparate con quello che c’era nel frigo, la presenza rassicurante dell’altro nel corso della giornata, le nostre discussioni, i nostri mano nella mano. Siamo tornati da solo un giorno e già spuntano fuori i problemi. Non che là non ne abbiamo avuti, di problemi. Anzi. Ma essere insieme vuol dire averli risolti già per metà. Oggi sono qui, sola, con la testa che gira, dovrei scrivere ma non riesco, avrei bisogno di lui vicino per sentire che tutto potrebbe andare già meglio per il fatto che lui è lì di fianco a me. Solo l’altro ieri abbiamo avuto una discussione pesante, quelle in cui senti di aver sbagliato, quelle in cui ti senti una merda perché sai che in parte lui ha ragione, quelle in cui lui per un attimo non ti…
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In viaggio
Ci siamo. Siam qui a 300 km dal casino, dai problemi, dalla stanchezza, dalle preoccupazioni (non dal lavoro, che per quello c’è sempre il wi-fi a portata di click, ma del resto a noi piace quello che facciamo, quindi nessun peso). Siamo io e lui e una settimana per ritrovare noi stessi. Dopo tutto il trambusto degli ultimi mesi, e gli ospedali e il lavoro e le operazioni e le notti insonni, ora abbiamo deciso di premiarci con una minivacanzina. Una settimana in cui saremo solo io e lui, cucinerò io, farò il bucato (se occorre), ci sfonderemo dei nostri film preferiti e ci coccoleremo e parleremo, tanto. Che l’unico problema che non ho mai avuto da quando sto con lui è quello di non sapere che dirgli. Sì ok, già di mio sono logorroica, ma non è questione di parlare tanto e a vanvera, è proprio che abbiamo sempre avuto qualcosa da condividere, di cui parlare, da progettare. Spesso…
Una risata ci seppellirà
“Durante la notte nessuno dei due muove un muscolo. Restate sdraiati inerti come due sassi. Questa posizione è nota anche come ‘sesso coniugale’”. Rido, e di gusto, anche. Questa è una delle chicche che ho letto di sfuggita, ma continuando nella lettura ne trovo altre, ugualmente divertenti e altrettanto vere. Oggi mi è stato recapitato a casa questo libro dalla copertina azzurra e invitante dal titolo ‘Matrimonio. Un manuale di sopravvivenza’, edito dalla DeAgostini, e l’ho trovato un pensiero graditissimo: primo, perché non riesco a smettere di leggerlo; secondo, perché la copertina ricorda un bel ghiacciolo all’anice, con quell’azzurro che fa cielo e che fa mare, una lettura rilassante, insomma. Un trattato semiserio dove l’autrice Tessa Clayton mette alla berlina un’istituzione seria come il matrimonio, non inteso come cerimonia e giorno dei festeggiamenti, no: tutto quello che ne viene dopo, “finché morte non ci separi”. Una serie di luoghi comuni di cui tutti abbiamo sentito parlare, ma di cui nessuno…
Per-dono
Lo sapete qual è la causa maggiore di litigi o separazioni? Non è lui che lascia i calzini in giro per tutta la casa e nemmeno la mamma di lei, che si palesa nei momenti meno opportuni. No. È la mancanza totale di saper chiedere scusa quando si sbaglia, è l’orgoglio. La convinzione di essere dalla parte giusta sempre e comunque, la non voglia di mettersi in discussione anche solo per un secondo e l’addossare all’altro tutte le colpe e la responsabilità di far crescere il rapporto, l’arroccarsi nella propria torre, aspettando che sia lui a venire implorante da noi e non scendere dal proprio piedistallo per cercare di capire: questo ci frega. Quante volte è capitato anche a me, orgogliosa fino al midollo, di essere convinta di aver ragione, quando poi analizzando bene i fatti tutta quella ragione non ce l’avevo? O quante volte, discutendo ma sempre con il sorriso, facevo capire a Teo che aveva sbagliato nei miei…
Un amore a tempo indeterminato
Son tempi grami, effimeri. Tutto non dura che lo spazio di un secondo, è passeggero, precario o a tempo determinato. Abbiamo un lavoro precario, destinato a venir meno da un momento all’altro e non per nostra volontà. Quando ti trovi davanti un contratto da firmare – se e ripeto se, hai la fortuna di trovartelo davanti – il più spesso delle volte riporta la scritta: ‘a tempo determinato’ oppure ‘a progetto’, così tu inizi un’avventura sapendo già che dovrà finire. Abbiamo una salute precaria. Ci ammaliamo per tutto e anche di più: intolleranze, allergie, patologia che solo cinquant’anni fa non esistevano e che ci costringono a convivere con i farmaci in alcuni casi anche per tutta la vita. Abbiamo un meteo precario. Un giorno piove, l’altro c’è il sole; a volte piove e c’è il sole nel giro di un pomeriggio. Non si possono più programmare partenze né weekend, nemmeno le stazioni meteorologiche riescono a stare dietro a questo meteo…
I miei sogni sono i tuoi sogni
Con il lavoro che faccio, più volte le persone mi hanno scritto e più volte mi sono chiesta anch’io: cos’è che fa andare in crisi una coppia? Quale cosa determina il punto di rottura oltre il quale il rapporto è più simile a un campo di battaglia che a un idillio? Per alcune la soglia potrebbe essere molto bassa, come lui che ci ruba le coperte di notte o che fa il risucchio mentre mangia il brodo, per altre la mal sopportazione passa per il fatto che a letto lui duri meno di un cactus al Polo Nord e pensi solo al suo piacere o che vi abbia tradito con la vostra migliore amica. Cose futili o molto gravi, certo, ma scommetto che in ognuno di questi casi saremmo disposte anche a passare sopra e a sopportare, alcune lo fanno per una vita intera. Una vita fatta di rancori, di risentimenti e di recriminazioni magari, non certo felice, ma molte…
La domanda che non ti aspetti
L’altro giorno sono andata a trovare la mia amica Ele, compagna di treno e di precariato, e parlando del più e del meno, tra una tazza di tè fumante e un pudding al cioccolato, lei mi ha chiesto di Teo. Chiacchierando sulla malattia e sul fatto che ora stesse bene, mi fa: “Però che coraggio! Ti ammiro… Una mia amica, sapendo che il suo ragazzo aveva un’aspettativa di vita molto bassa a causa dell’anemia mediterranea, l’ha lasciato. Oggi lui sta con un’altra e aspettano una bambina. Come si fa?”. Un brivido mi ha attraversato la schiena perché quella era la domanda che nessuno mi aveva mai fatto, ma che tutti vorrebbero pormi. Anzi, non è vero: anni fa, per la precisione sette, quando tutto è iniziato, una delle mie più care amiche, Aly, mi gelò con un’affermazione: “Ma come fai ad accettare tutto questo? Io non ce la farei e me ne andrei”. Anch’io a volte mi sono fatta questa domanda, come tutti coloro…
Come Sandra e Raimondo
Per lavoro, sto facendo delle ricerche su coppie famose che hanno scelto di sposarsi e di rimanere insieme davvero per tutta la vita. Un argomento che ovviamente ho proposto io, essendo una fervente sostenitrice dell’amore per sempre (questo blog ne è la prova!), e che mi sta appassionando sempre di più. La prima coppia analizzata è stata quella di Paul Newman e Joanne Woodward, insieme per cinquant’anni fino alla morte di lui, una scommessa vinta nonostante il primo matrimonio fallito dell’attore. Una coppia di bellissimi e ricchissimi, certo, ma non credo che sia stato solo il denaro e la bellezza a far sì che il loro rapporto non naufragasse dopo qualche anno. Credo che l’amore sia fatto di altro, e che anzi, spesso proprio il superfluo possa danneggiare i sentimenti e innescare strane trame fatte di gelosia, rancori, sotterfugi e tradimenti. Ora per esempio, sto studiando una delle coppie più amate della televisione italiana: i mitici Sandra e Raimondo. Insieme…
Una Donna con la D maiuscola
Sono una donna. Sì, ok, non sono una santa, parafrasando la grande Rosanna Fratello e ok, lo si potrebbe intuire dalle mie caratteristiche fisiche, che lo rendono scontato. Ma non è proprio così. Secondo il genere, io sono una femmina e questo è sì, scontato. Ma non tutte le femmine sono anche donne. Molte si accontentano di essere individui, ma non di essere donna, ovvero persone che vivono appieno la loro vita, soddisfatte di ciò che fanno, dicono, pensano e sono, felici di ciò che hanno perché se lo sono meritate con sudore e sacrificio. Ecco, io mi sento una donna, non più ragazza, ma una persona matura, realizzata, non più impaurita dalle sfide che la vita le offre, ma pronta a raccoglierle e a vincerle una ad una. Un percorso arduo, costellato di difficoltà, paure e prove sempre più imprevedibili e difficili da superare, impossibile da portare a termine se non avessi avuto lui al mio fianco: l’amore della…
Giorni, progetti e sogni di nuvola
Io credo nei progetti. Fare progetti aiuta a vivere, a proiettarsi nel futuro senza paura di volare, a ritrovare un senso nelle cose per se stessi e per gli altri. Fare progetti aiuta a diventare qualcuno, come individui ma anche come coppia. Da cosa si capisce se due persone stanno bene insieme o vanno d’accordo? Non dal fatto che a letto fanno scintille né dal fatto che non litigano mai, ma se hanno un progetto di vita in comune: condividere un sogno, un ideale, un’attività aiuta a prendersi cura dell’altro come di se stesso e a vederlo come compagno di vita, di un percorso, non solo come accompagnatore. E si capisce subito se due persone sono uscite da una crisi perché ricominciano a guardarsi negli occhi, a prendersi per mano e a sognare ad occhi aperti. Ricominciano a fare progetti. Proprio in questa settimana, Teo ha ripreso in mano il suo progetto di lavoro, a cui sta lavorando con passione…