Questo caldo mi sta mettendo in seria difficoltà. Ci sono alcuni momenti in cui è difficile persino pensare, figuriamoci mettere in fila delle frasi sensate. La mia mente è rallentata, il mio lavoro pure. Ma non mi ci affanno più.
C’è stato un tempo in cui avrei guardato fuori dalla finestra, facendomi venire la tachicardia, nella speranza di partorire un’idea abbastanza buona da non essere scartata; oggi non lo faccio più.
Non combatto condizioni contro cui posso fare ben poco, non mi metto più a guardare l’agenda per controllare quante cose ci sono da depennare nella settimana. Ho più consapevolezza delle mie capacità: se non riesco oggi, recupererò domani. Non vi è mai stata scadenza o consegna che non sia riuscita a rispettare.
Mi sdraio sul ciglio del fiume e aspetto, non il mio cadavere, ma la vita che verrà. Concedendomi anche la libertà di essere stanca ogni tanto, il privilegio di essere umana.

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