Son giorni duri, carichi di tensione, di preoccupazioni, di paure e angosce: quando c’è di mezzo la malattia, anche provare a sorridere può essere molto dura, poiché annulla quel senso di meraviglia e di disincanto nei confronti del futuro, ti toglie la voglia di sperare, di guardare avanti, e così anche la voglia di vivere. Ti chiedi: “Perché devo continuare a lavorare, a mangiare, a sognare, se non ho la certezza di esserci?”. Eppure, se ci credi, i miracoli accadono. Accadono a chi ha gli occhi e il cuore predisposti per riconoscerli.
In questi giorni difficili, io e il mio compagno però non siamo mai stati lasciati soli, abbiamo sentito un affetto incredibile circondarci e darci la forza di guardare avanti: dopo aver lanciato il progetto per cui stiamo lavorando, tante persone si sono appassionate, ci hanno chiesto, ci hanno sostenuto, hanno condiviso e si sono interessate. Ma non solo, a prescindere dal progetto, tanti si sono fatti presenti, ci hanno scritto per sapere come andava, come stavamo, tanti sono passati con una torta, un pensiero, a farci compagnia, tanti hanno pregato, hanno acceso una candela, ci hanno pensato, ci hanno stretto in un abbraccio, si sono fatti sentire, nonostante la distanza.
È stato bello sentire che non siamo soli, che la nostra battaglia non vogliamo vincerla solo noi, ma abbiamo dei fedeli compagni al nostro fianco, che se hai seminato bene, allora raccogli ancora meglio. Sorrisi, abbracci, esserci con discrezione, consigli, verità e amicizia sincera: ecco quali sono stati nel tempo i nostri semi migliori, che stanno dando frutti maturi. È bello sentirsi amati e apprezzati, anche dai più insospettabili, anche da coloro che “non l’avrei detto mai”, è bello sentirsi dire: “Grazie per quello che state facendo per noi, per l’esempio, per l’entusiasmo, per la voglia di vivere e per il non arrendersi mai”.
Avevamo bisogno di qualche amico disposto a dimezzare il fardello, abbiamo trovato uno stuolo di sostenitori, pronti a fare il tifo per noi. Speravamo di trovare un manipolo di pazzi visionari che come noi credono nel bello e nel buono, siamo molti, molti di più. Insieme magari non cambieremo il mondo, ma se riusciamo a cambiare noi stessi e chi ci sta accanto, sarà già tanto. Partiamo dal poco che possiamo fare, ma che ognuno faccia quel poco. Perché non ci sono battaglie perse, se nel mentre si cresce e si migliora; non ci sono battaglie perse se quello che si ottiene è solo amore; non ci sono battaglie perse, se si riscopre il gusto di stare insieme nell’affetto sincero. Perché #insiemesipuò, basta volerlo davvero.

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