Quando si festeggia l’anniversario, una delle frasi più ricorrenti è: “Ti amo come il primo giorno”. Ma è una cazzata, è impossibile. Io Teo non lo amo come il primo giorno. Ma per niente. Il primo giorno non lo amavo, al massimo lo desideravo. Lo bramavo. Volevo possederlo. Ma non lo amavo. Mi innamorava, certo. Nello stomaco non avevo le farfalle, ma un esercito di rondini impazzite che hanno fatto la primavera, ma anche il resto delle stagioni. Ma non lo amavo. E non l’ho amato nemmeno per i mesi…
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Il mio supereroe
Avete mai subito la fascinazione per qualcuno? Intendo essere fanatici di qualcuno. Impazzire per qualcuno, prenderlo a ispirazione, copiare il modo di vivere, di parlare, voler essere come lui. C’è chi fa follie per attori, cantanti, influencer… Io non ho mai subito la fascinazione di nessuno. Perché nessuno mi è mai sembrato così immenso da illuminare la mia mente e accendere la mia coscienza. Tranne lui. Oh sì, lui è il mio idolo, il mio supereroe. Non solo combatte la lotta più grande di tutte – che non è quella…
L’amore in un piatto
Sto partecipando al challenge #25giorniacasa lanciato dall’hub Be Unsocial e la sfida di oggi era di cucinare un piatto che mi ricorda un amore. Questo è il piatto del mio Amore: lo cucinai a Matteo una delle prime volte che venne a casa mia ed eravamo soli. La ricetta l’avevo trovata forse in una rivista e l’avevo conservata per l’occasione. In quella originale ci andava anche la panna, ma non la misi perché a Teo non piaceva. Cenammo a lume di candela, titubante perché le mie doti culinarie non erano…
Buon proposito #27: invecchiare insieme
“Cià, vediamo come saremo da vecchi”. È un gioco stupido, ma mi va di farlo. Come sono da vecchi due che non sanno se arrivano a domani? Me lo sono chiesto spesso e ho sempre avuto paura di rispondermi. Immaginare di arrivare all’altro capo del filo, quando si è sospesi sul vuoto e davanti c’è solo nebbia e non si vede a un passo, è da temerari. Ultimamente ci ho anche provato, a immaginarci poi: noi due, i nostri figli e poi dei nipoti, magari… Poi ho smesso: la paura…
Buon proposito #21: leggere nel pensiero
Io e Teo pensiamo le stesse cose. Ma non nel senso che abbiamo gli stessi ideali e valori. Anche. Ma proprio che abbiamo gli stessi pensieri, nello stesso momento. È successo tre volte nell’arco delle ultime 72 ore. Ci succede spesso. Ma ogni volta mi sorprende. Sarà che siamo insieme da così tanto, ma ogni volta mi lascia a bocca aperta questo nostro essere allineati, questo parlare senza bisogno di parole. Sentiamo le stesse cose, proviamo le stesse emozioni. Qualcuno la chiama telepatia. Io la chiamo complicità.…
Buon proposito #13: imparare il mio valore
Costo troppo. Non è un periodo buono: molte collaborazioni non sono andate in porto perché ero fuori budget. È un periodo nero: si conosce il prezzo di tutto, ma il valore di niente. Anche le persone non le si ama, le si usa. Tutto è intercambiabile, sostituibile, rinunciabile. Una volta, per paura di rimaner tagliata fuori, a bocca asciutta, mi sarei svenduta. Ma poi ci sei tu, che con il tuo entusiasmo, il tuo sorriso e due pezzi di polmone in meno riesci a concretizzare ogni sogno, a rendere visibili…
Buon proposito #7: riconoscere il suo odore (per) sempre
Teo ha cambiato odore. È la chemio. È questa cura. Da quando la fa in modo continuativo, la sua pelle ha un odore più acre, più intenso. È il suo odore, ma più forte. Me ne accorgo quando entro in camera da letto la mattina per aprire le finestre, quando mi avvicino per baciarlo, quando gli smisto i vestiti prima di far la lavatrice. È un cambiamento impercettibile, ma io lo sento. Dicono che quando ci si sceglie, sia anche una questione di pelle, di chimica di odori. Dicono anche…