Qualche esercizio fa, più precisamente l’esercizio #2, avevamo ribadito il fatto di quanto fosse importante sapere dire Grazie a chi ci circonda: dal barista che ci fa il cappuccino alla mattina al signore che ci aiuta con il passeggino a scendere in metro; dal collega che fa cambio turno per farci un favore a nostro marito che ci ha preparato la cena.
Ma quante volte ci ricordiamo di dirci Grazie? Noi dovremmo essere le persone più importanti per noi stessi, ma spesso ci dimentichiamo di gratificarci. La crisi economica ci ha ridotto il portafogli, la crisi di valori ci ha allontanati dai nostri affetti, ma questo non ci deve impedire di essere in pace con noi stessi.
Abbiamo ottenuto una promozione, il capo ci ha fatto un complimento, abbiamo passato un esame all’università, lui ci ha chiesto di sposarlo? Per ogni nostro successo, ci meritiamo una piccola ricompensa: che sia quella maglietta tanto carina vista in vetrina o un bel viaggio di relax alle terme.
Io mi ricordo che ho imparato questa lezione ai tempi dell’università: ogni esame per me era una sfida, lo preparavo al meglio per cercare di portarmi a casa il massimo dei voti e quasi sempre ci riuscivo perché avevo dalla mia, oltre alla sete di conoscere e la determinazione di ottenere il meglio, anche la voglia di ricompensarmi della fatica e dell’impegno. Ogni volta che chiudevo il libretto e uscivo dall’università, passavo dal centro di Milano e facevo un giro per i negozi in cerca di qualcosa di carino da comprare. Poi, come un rito, prima di salire sul treno, mi fermavo all’edicola della stazione e facevo incetta delle mie riviste preferite, le portavo con me in viaggio, le adagiavo con cura sul sedile a fianco e iniziavo ad annusarne l’odore, quel fantastico odore che mi faceva sognare le grandi redazioni di moda. Un rituale che mi dava la forza di proseguire su quella strada e che con il senno di poi, mi ha portato bene. Ancora oggi è così: ogni volta che conseguo un successo, piccolo o grande che sia, scatta il premio, che sia un vestito, un libro o qualcosa che desideravo. Solo così si impara a dare il giusto valore alle cose, che assumono il ruolo di ricompensa e non solo di oggetto comprato tanto per, al nostro lavoro e a noi stessi.
Impariamo a premiarci per permetterci di dare sempre il meglio, la prossima volta che si ripresenterà l’occasione di metterci in gioco. Perché è vero che la parsimonia di questi tempi è una grande virtù, ma un animo mortificato va di pari passo con un cuore infelice. E questo non aiuta, quando è ora di tirare fuori il carattere per dimostrare quanto valiamo.
Photo by Nathan Abplanalp Photography for Style me Pretty

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