È una vera verità: dividono l’opinione pubblica. Tra chi è favorevole e chi è assolutamente contrario, tra alcuni scienziati che sono contrari e altri invece che dicono che fan bene alla crescita di coppia, i nomignoli che gli innamorati si danno tra di loro innervosiscono molti (forse coloro che non hanno nessuno che li chiama così?), ma al contempo fanno tanta tenerezza, soprattutto se a chiamare cucciolotta la propria compagna è un omone tutto d’un pezzo ma con gli occhi a cuoricino. È così che mi è venuta l’idea per questo post su We for Wedding: ho chiesto alle mie amiche con quali nomignoli chiamano il loro fidanzato o sono chiamate da lui. Le risposte che sono state date le trovate tutte qui sotto: alcune fanno sorridere, altre fanno sbellicare, tutte aprono il cuore. Per quanto mi riguarda, chi ci conosce lo sa: il mio compagno ama chiamarmi con i soprannomi più fantasiosi ed estrosi mai sentiti. Niente in confronto…
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Ogni respiro conta
Respirare è l’atto più sottovalutato che c’è. Respirare non dovrebbe essere qualcosa di donato a tutti. Ma tant’è. Siccome nasciamo con due polmoni funzionanti, creati per tenerci in vita attraverso quel movimento involontario, reiterato, abituale, non ce ne rendiamo conto e lo maltrattiamo, il respiro. Lo inquiniamo con sostanze malefiche: molti potrebbero pensare al fumo, allo smog; ma fa assai più male respirare l’atmosfera di un ambiente cattivo, pieno di cattiverie, di critiche, di maldicenze. Lo sprechiamo, aprendo la bocca per nulla: facendo promesse che non manterremo, facendo rimostranze inutili, esprimendo opinioni non richieste, lamentandoci per ogni piccola cosa, senza però beninteso fare nulla per cambiare, perché sia mai, sono gli altri a dovermi dimostrare sempre qualcosa, io sono già perfetta perfettissima così. Accidenti, Dio, con il respiro non l’hai fatta giusta: dovevi crearci programmati per fare un tot di respiri al minuto, chessò dieci, così ci passava la voglia di sprecarne, anzi stavamo lì a centellinarli, come si fa…
Le cose che più amo di te
Può trattarsi della fossetta sulla guancia, di come gioca con i capelli, del suo modo di abbracciarci: tante sono le piccole cose che ci fanno innamorare ancora di più dei nostri compagni. Gesti, movimenti, modi di fare che notiamo solo noi, che solo noi potremmo percepire mentre siamo in mezzo agli altri o che potremmo anticipare, poiché lo conosciamo meglio delle nostre tasche. Particolari che magari a un occhio esterno possono apparire insignificanti o anche fastidiosi, ma che per noi rappresentano quel dettaglio di cui non potremmo mai fare a meno, che lo caratterizza in mezzo a mille. La riflessione è partita leggendo questo articolo sull’Huffington Post, così mi sono ritrovata come al solito a rivolgere alle mie amiche e amici di Facebook la fatidica domanda: qual è la piccola cosa della vostra dolce metà – modo di fare, difetto, qualità fisiche – che vi fa impazzire e che amate, tanto da non volerla cambiare mai? Per quanto mi riguarda,…
Più di un “Ti amo”
Tra due fidanzati o due innamorati, è normale come respirare, è consueto come l’albero addobbato il giorno di Natale: dirsi “Ti amo” viene con una naturalezza incredibile, in alcuni casi perché magari è abitudine, in altri “perché così si fa”, in altri ancora perché lo si sente e lo si crede veramente. Ma spesso la vita insieme è costellata anche di altre frasi, di altri gesti che forse valgono ancor più di un “Ti amo”, perché questo amore lo dimostrano con i fatti o con le parole giuste dette al momento giusto. La riflessione mi è venuta spontanea, leggendo questo articolo su Donna Moderna: qual è la stata la frase o le frasi che è stata ancora più importante di un “Ti amo”? Così ho girato questa domanda alle mie amiche su Facebook e le risposte sono state come sempre sorprendenti: c’è la coppia pragmatica, quella romantica, quella pitagorica… ma in ognuna di queste c’è la volontà di andare avanti,…
Tequila & Bonetti
Catania, un caldo pomeriggio d’autunno. Lei è seduta in questa graniteria del centro, è in compagnia di una coppia, ma sembra scrutarsi attorno, attenta a non perdersi nemmeno uno sguardo, nemmeno un secondo di quello che sta succedendo. Non sembra annoiata, in compenso sembra molto giovane ed esuberante. Attende che arrivi la sua coppa di gelato, di cui le sarà concesso assaggiare solo qualche cucchiaino. All’improvviso, ecco arrivare lui: in compagnia di un amico, si accomoda poco lontano. Bello, biondo, possente, con due spalle ben piazzate, è subito intesa con lei, più magrolina, piccolina, con poche forme ma slanciata. Da subito cominciano a guardarsi di sottecchi, ad annusarsi, ad avvicinarsi, a emozionarsi… Ma non possono stare vicini, disturberebbero gli altri avventori del bar. Perché il loro è un incontro rumoroso, pieno di gioia, difficile da contenere. E così rimangono distanti ma abbastanza vicini per corteggiarsi. Entrambi inchiodati alle loro postazioni, cercano però di avvicinarsi il più possibile, perché sentono che…
Facciamo che sia per sempre
In principio fu un elastico. E già da lì, dovevo capire che era particolare e fuori dal comune. Un banalissimo elastico, intrecciato a 8 sul mio ditino adolescente, con la promessa che sarebbe stato per sempre, infinito, così come l’otto che disegnava sulle mie dita. Poi fu un anello della Breil regalatomi per il mio 17° compleanno, con la frase: “Io so già che tu sei lei, mettitelo quando ti sentirai sicura della stessa cosa”. L’ho indossato all’uscita dall’ospedale dopo che la prima operazione, ormai quasi dieci anni fa, andò bene: perché se eravamo riusciti a stare sulla zattera durante quella tempesta e io avevo continuato a remare per entrambi, allora cosa avrebbe potuto buttarci giù? Poi fu un anellino comprato da un venditore ambulante di colore, ribattezzato Matumba, durante il nostro primo torneo 24 ore di beach volley. Mi fece salire sulla panchina e tutto raggiante mi disse: “Guarda cosa stiamo facendo… Voglio farlo per tutta la vita con…
Il rimedio alla crisi
Crisi. Ultimamente ne sentiamo parlare sempre più spesso, peccato che questo ultimamente duri ormai da quasi dieci anni. C’è una crisi generale: a livello sociale, economico, politico, religioso, filosofico e di riverbero, c’è una crisi anche in noi. E tra di noi. Il buon Morgan ai tempi dei Bluvertigo (e quando ancora aveva una voce) cantava che “una crisi c’è sempre ogni volta che qualcosa non va”. Assunto banale ma non scontato. Perché una crisi può arrivare all’improvviso, quando meno te l’aspetti, ma non è mai subdola o non annunciata, delle avvisaglie te le dà sempre. Può arrivare quando una storia è ben avviata o quando è appena al principio, ma in ambedue i casi mette alla prova. Una crisi è il termometro per misurare la qualità di un rapporto: una crisi superata è sinonimo di un rapporto sano e solido, una crisi ancora in corso è sinonimo che non si è ancora trovato il modo giusto per superarla, che…
Tifo da stadio
Settimana scorsa ho chiesto alle mie amiche di provare a dare una definizione dell’amore: una mi è rimasta attaccata per tutto il tempo e mi ha fatto riflettere, trovando riscontro nella realtà. “L’amore è fare il tifo l’uno per l’altra”: semplice, chiara, concisa. Nulla da aggiungere, è già più vera del vero così. Spesso ho visto coppie dividersi per via dell’invidia: lui che ha una buona posizione di lavoro e lei invece che si sente da meno oppure non sceglie di fare soltanto la mamma, ma le condizioni precarie in cui versa l’economia domestica la forzano a fare così, oppure ancora più frequente, lei che ha più successo di lui nel lavoro e lui che si sente sminuito, anche nella sua virilità. Magari non covano invidia, d’accordo, ma di sicuro a qualche frustrazione queste situazioni portano e se le frustrazioni non vengono sviscerate seduta stante, rischiano di crepare il precario equilibrio della coppia e di mandare tutto in mille pezzi.…
Che coss’è l’amor…
Si può chiedere una definizione per tutto: per un oggetto, per una persona, per un ideale… Ma per un sentimento? Quanta fatica si fa a definire i contorni di un qualcosa che non esiste, se non nel nostro cuore e nella nostra testa? Questa settimana mi sono avventurata in un’impresa impossibile: chiedere alle amiche di Facebook la descrizione dell’amore in una parola soltanto: il risultato è stato sorprendente e totalmente veritiero. È uscito l’amore in tutte le sue sfaccettature e sfumature, secondo quello che la sensibilità di ciascuna ha colto e continuamente coglie. L’ispirazione? Questo pezzo comparso sul portale di meditazione e crescita personale Omnama.it, in cui spiegano le dieci lezioni che Osho, un maestro spirituale indiano, dà sull’amore vero. L’amore è tutto e niente, sicuramente è qualcosa che annienta: se l’amore c’è, ci si dimentica di mangiare, di dormire, di respirare; allo stesso modo, se l’amore non c’è. Perchè è un qualcosa di totalizzante, senza mezze misure, senza compromessi.…
T(c)redici
Prova. Prova a immaginare di fare un passo nel vuoto, sorretto solo da un filo finissimo. Di affacciarti dalla rupe e di avere davanti un’altra montagna da raggiungere, l’obiettivo, la meta. Ma l’unico modo per poterla raggiungere è quel filo: una corda, robusta per poterti sostenere, ma troppo poco larga per garantirti l’equilibrio. Vedi dove devi arrivare, ma devi trovare il coraggio di arrivarci, l’incoscienza di muovere quei passi, uno dopo l’altro, avendo fede che la corda non si spezzi e che il tuo equilibrio sia abbastanza buono per non cadere giù. È così che, sudando copiosamente e tirando grandi respironi, chiudi gli occhi e ci provi: ti hanno insegnato che per rimanere in equilibrio non bisogna mai guardare giù, mai abbassare gli occhi, ma fissare sempre dritto davanti a sé, alla meta. E soprattutto che non bisogna titubare mai, ma dopo lo slancio iniziale, lanciarsi, andare, non fermarsi. Ma la paura di fallire, di cadere giù è troppa. È…