Ti eri tatuato la Pantera nera sul braccio, perché quella notte a Torino, nel freddo dell’inverno, a vedere “Black Panther” da solo, dicevi che era stata la più bella della tua vita. Perché avevi realizzato che eri l’uomo che volevi diventare e lo sei diventato davvero. Era tra i tuoi supereroi preferiti, il primo nero. Così come amavi Deadpool, il primo e unico supereroe col cancro, ma immortale. Anche Chadwick, l’attore che ha dato il volto alla Pantera nera, non ce l’ha fatta. Cancro al colon preso troppo tardi, se ne è andato troppo presto. Come te. Anche qui però muore la persona, ma il supereroe che era rimane per sempre. Come te. Ora vi sarete incontrati nelle savane eterne. Comincia a essere un posto sicuro lassù. Non dimenticatevi di noi.…
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Fare l’amore
Ieri sono andata sotto alla grande quercia, che ora è anche un po’ mia. Ho messo su la playlist, quella che ho dedicato a Teo, e mi sono lasciata cullare un po’. All’improvviso, si è alzato un vento forte, e le foglie di palma accanto a me hanno cominciato ad accarezzarmi delicatamente. Ho sentito dei brividi, forti, lungo la schiena. Perché è da tanto che nessuno mi accarezza più. Mi mancano le sue dita affusolate su di me. Non credo a chi dice che del sesso si possa fare a meno o a chi dice che sta bene anche senza. Il desiderio è una cosa seria. Due corpi non diventano un’anima sola solo con le parole. Perciò chi può, appena può, costruisca insieme all’altro il suo tempio. Non per niente si dice “fare l’amore”.…
Come i cavalloni
Questo è il pontile da cui mia mamma ha imparato a nuotare: mi raccontava sempre che da piccola mio nonno Ido per insegnarle una cosa di cui aveva paura, l’aveva lanciata in acqua da questo molo. E così, nella difficoltà, aveva imparato a stare a galla, quella volta e poi per sempre. La paura è come con i cavalloni: se li affronti, rimanendo in piedi, rigido come una tavola, ne vieni travolto, facendoti anche un gran male. Ti ci devi tuffare, per capire non solo che puoi sopravviverle, ma anche che sott’acqua ti puoi godere la sensazione e il momento.…
Difenderò il nostro Amore
Amore mio santissimo, in questi giorni contrastanti, fatti di momenti di gioia intrisi di dolore, c’è una cosa che più di tutte mi pesa affrontare: il fatto di essere impotente per rendermi utile. Se per te ero “tutta la tua vita”, per lo Stato non sono nessuno. E non è per il fatto di non avere diritto a nulla in termini materiali, ma anche in termini spirituali, come se io non essendo moglie, non avessi diritto a soffrire come un cane. “Siete sposati?”, “No”, “Ah allora vabbè, niente”. Volevi sposarmi quando saresti guarito, per offrirmi un futuro perfetto. Ora ho un futuro imperfetto, ma perché non ci sei tu. Tutto ciò che avrò, lo otterrò non per diritto, ma per l’amore che sono e sarò riuscita a seminare. Che abbiamo seminato insieme. Difenderò il nostro amore perché è tutto ciò che mi rimane. E non è poco. E vale tutto l’oro del mondo.…
Ti ho trovato nel sole che calava
Amore mio gigante, oggi sono partita per il lago. La prima vacanza senza di te. Non ero più abituata: come si fanno le vacanze in gruppo? Avremmo dovuto partire insieme, la pneumologa ci aveva consigliato un luogo fresco al di sotto dei 1000 metri di altitudine per non affaticare i polmoni. Poco prima della tua partenza, ti avevo girato dei link da guardare per provare ad andare in vacanza. Ma sei partito senza di me. È una sensazione strana, quella che provo: avevo una gran voglia di cambiare aria, ma al tempo stesso mi sentivo in colpa. Sai, nell’immaginario comune, dovrei rintanarmi in casa vestita di nero. Ma non sono mai stata una persona comune, noi due non lo eravamo. È stata una giornata spensierata, ma verso sera, ho sentito il bisogno di venirti a cercare. Ti ho trovato nel sole che calava, la tua ora preferita. E lì, siamo stati insieme per un po’.…
Vado avanti
Amore mio grande, sto cercando di andare avanti, sai? È sbagliato? Non so. Non son mai riuscita a vivere nel passato. Oggi in tanti han condiviso la nostra partenza di due anni fa per il Giappone, ma io no, perché tutto quello che abbiamo costruito in questi 18 anni insieme ce l’ho scolpito nel cuore e nella mente. Però non riesco a pensare al futuro: se nomino settembre ho una crisi di panico. Eppure fino a qualche settimana fa ero così carica e piena di progetti. Poi è subentrato l’epilogo cui nessuno pensava e ora ci sono responsabilità cui non ci si può sottrarre. Però questo mi fa star male perché la burocrazia mi sottrae l’entusiasmo e distoglie la mente dai pensieri belli su di te e questo mi dispiace. Cerco di andare avanti, ma tutto mi parla di te: alzo lo sguardo e vedo le tue magliette appese nell’armadio, in bagno ci sono le tue creme, in giardino la…
C’è così tanta bellezza nel mondo
Amore mio dolcissimo, son giorni strani. Io sono strana, credo. È da domenica sera che non riesco più a piangere. Sento che sale il magone, avverto la tua mancanza, ma non riesco a liberarmi. Avrò esaurito le lacrime: quante ce ne possono stare in due occhi? In tanti si stanno preoccupando per me: mangi? Dormi? Sei stanca? Sei incazzata? Vuoi sfogarti? Vuoi maledire Dio? Quando dico che sto bene, mi guardano come fossi matta. So che la reazione che si aspettano da me è quella di una donna affranta, inconsolabile, incazzata, frustrata, ma non lo so, non lo sono. Sono immensamente triste perché tu mi manchi terribilmente, ma sono serena. Sai quella frase che tutti si tatuano: “Amore è saper lasciare andare”? Ecco, è la cosa più difficile al mondo, perché tendiamo al possesso. Ti avrei voluto tenere qui con me, ma non sarebbe stato giusto. Io ora sono felice perché tu te ne sei andato appagato, pieno di gioia,…
Vivi il momento
Spesso non occorre capire qual è il momento giusto per fare le cose, perché il momento giusto si rivela da sé. Solo siamo troppo concentrati sul far succedere le cose invece che semplicemente ascoltare il nostro cuore. È da qualche mese che sto lasciando accadere senza preoccuparmi delle conseguenze e assillarmi per il futuro. Semplicemente vivo il momento. Questo stato di grazia ha portato la mia mente a intuizioni che mai avrei pensato di poter avere. Un’intuizione è un pensiero del cuore che se accettato dalla mente diventa un obiettivo. Ecco, ora ho un’agenda zeppa di obiettivi che non ho più paura di raggiungere, perché è il momento. Guardo con tenerezza alla vecchia me stessa e al tempo stesso con immensa benevolenza, perché non ha mai mollato il colpo nonostante tutto e perché ha preparato il terreno a questa nuova me. Sto cambiando pelle, e su quella nuova ho inciso per sempre le cose per me essenziali. Zaino in spalla…
La cura nelle parole
Questo è il mio albero. È un albero sghembo, il piede destro dovrebbe aderire bene alla coscia sinistra e stare più su, il ginocchio dovrebbe aprirsi di più, le braccia dovrebbero stare più dritte. Ma quando ho iniziato yoga, il piede destro non arrivava nemmeno al ginocchio e le braccia non riuscivo a tenerle nemmeno davanti al petto nella posizione di preghiera. Sto ancora migliorando, ma ora sto nella posizione, e ci sto comoda. C’è voluta tanta pratica, e non mi sono mai data per vinta. Soprattutto non mi sono mai detta: “Non ce la faccio”. Nello yoga come nella vita. Piuttosto: “Con questo metodo non mi riesce, cambio modalità”. Perché le parole sono importanti, le parole sono già azioni. Dire la parola giusta o sbagliata cambia tutto nel modo di affrontare la vita. Ieri Teo è stato male. Tornando a casa, mia suocera mi fa: “Non sta bene”. Nel pomeriggio, però, passata la burrasca, gli era tornato un filo…
Voglio essere leggera
Nell’armadio ho un paio di shorts e una salopette di jeans, messi una volta e poi accantonati perché non mi salivano più. Li conservavo nella speranza che mi sarebbero riandati a pennello un giorno. Li tenevo lì come monito a prendermi cura di me, senza in realtà trovare mai la spinta per farlo. Il solo fatto che fossero tra i miei pezzi preferiti non bastava come sprone. Fino a che una cinta che non si allacciava più e l’inasprirsi della malattia di Teo non mi hanno fatto scattare qualcosa. Gli ultimi mesi sono stati l’inferno: sapete, il cancro è un’enorme montagna di merda che ti piove addosso, e più cerchi di spalarla via da te, più cresce e ti sommerge. E la combo cancro più pandemia è stata un incubo. Così mentre il mio cuore e la mia testa si facevano sempre più pesanti, io ho capito che per contrasto dovevo diventare più leggera. Perché aggiungere zavorre a un’anima pesante…