Amore mio grande, sto cercando di andare avanti, sai? È sbagliato? Non so. Non son mai riuscita a vivere nel passato.
Oggi in tanti han condiviso la nostra partenza di due anni fa per il Giappone, ma io no, perché tutto quello che abbiamo costruito in questi 18 anni insieme ce l’ho scolpito nel cuore e nella mente. Però non riesco a pensare al futuro: se nomino settembre ho una crisi di panico.
Eppure fino a qualche settimana fa ero così carica e piena di progetti. Poi è subentrato l’epilogo cui nessuno pensava e ora ci sono responsabilità cui non ci si può sottrarre. Però questo mi fa star male perché la burocrazia mi sottrae l’entusiasmo e distoglie la mente dai pensieri belli su di te e questo mi dispiace.
Cerco di andare avanti, ma tutto mi parla di te: alzo lo sguardo e vedo le tue magliette appese nell’armadio, in bagno ci sono le tue creme, in giardino la tua fontana, in cucina il tuo bicchiere, persino in frigo compaiono ancora le tue creme spalmabili.
Ma sto andando avanti, mi ingegno come posso: stasera ci ho messo un’ora a tagliare il video che ti ho dedicato. Prima era così facile: “Amore, mi tagli il video?” ed era fatto. Ora sono da sola e ci metto il doppio del tempo. Ma sai che non mi do per vinta, mai. Così ho avuto una ragione per essere fiera di me oggi.
Sono sola e non mi ricordo più come si fa, perché un conto è essere indipendente e un conto sola.
Dio, quando smetterà di fare male la tua assenza? Mia zia stasera mi ha risposto: “Mai”. Sapevo che sarebbe successo, ma invece di saltare giù da un treno proiettile diretto a 280 km/h verso un muro, ho preferito restare a bordo fino alla fine. Non so se questo fa di me una donna coraggiosa o solo incosciente. Di sicuro pazza, che nelle relazioni fa rima con innamorata.
Ma ora sto cercando di andare avanti, perché dicono che il tempo lenirà il dolore, ma la cicatrice, a ricordarmi di noi, quella resterà per sempre.
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