Avete presente il libro delle risposte, quello che fai una domanda nella mente, poi lo apri e lui ti risponde, ma alla fine non ti risponde mai? Ecco, io quando ho bisogno di risposte metto su la mia playlist del cuore modalità random e la musica mi dà tutte le risposte che cercavo. Ma risposte vere. Tipo oggi mi ha insegnato che le lacrime non macchiano. Ed è vero. Nessuno se ne accorge quando le versi. Ma pesano: un cuore zuppo pesa il doppio. E raffreddano, come quando hai il costume bagnato sotto l’ombrellone e un brivido ti percorre la schiena. Bisogna mettersi al sole, per asciugarlo. Io oggi ho steso il cuore, cantando. Mi sento già meglio.…
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Vivi il momento
Spesso non occorre capire qual è il momento giusto per fare le cose, perché il momento giusto si rivela da sé. Solo siamo troppo concentrati sul far succedere le cose invece che semplicemente ascoltare il nostro cuore. È da qualche mese che sto lasciando accadere senza preoccuparmi delle conseguenze e assillarmi per il futuro. Semplicemente vivo il momento. Questo stato di grazia ha portato la mia mente a intuizioni che mai avrei pensato di poter avere. Un’intuizione è un pensiero del cuore che se accettato dalla mente diventa un obiettivo. Ecco, ora ho un’agenda zeppa di obiettivi che non ho più paura di raggiungere, perché è il momento. Guardo con tenerezza alla vecchia me stessa e al tempo stesso con immensa benevolenza, perché non ha mai mollato il colpo nonostante tutto e perché ha preparato il terreno a questa nuova me. Sto cambiando pelle, e su quella nuova ho inciso per sempre le cose per me essenziali. Zaino in spalla…
Apologia del basso
Ho passato una vita a credere di essere una chitarra, poi un’altra vita a desiderare di essere batteria. Ma no. Oggi ho avuto chiaro cosa sarei se fossi musica. Mentre scrivevo, cantava in sottofondo Brandon Boyd e mi chiedeva: “Are you in?”. Mi cade l’orecchio sulla melodia, quelle note che mi colpiscono nel profondo. Una linea di basso pazzesca, non ci avevo mai fatto caso. Così ho realizzato. Nella vita sono una linea armonica pazzesca, a cui quasi nessuno fa mai caso, ma che ti colpisce nel profondo. Sono la sottotraccia che suona quasi sempre per i cazzi suoi, ma che sostiene tutta la melodia. Sono lo strumento che passa sempre in terzo piano, ma che quando si prende la scena, se la prende in grande stile. Sono il dundundundudududun di “Under pressure” o le dita di John McVie che pizzicano le corde in “The chain” dei Fleetwood Mac: difficile immaginare tali capolavori senza quei giri di basso. Sono la…
La dodicesima stanza
Ieri ho cominciato a piangere alle 7 e ho smesso alle 22, quando mi sono rintanata sotto le coperte, dicendo addio al mondo. Ieri, tra un dolore e un altro, ho appreso della morte di Ezio Bosso. Non lo conoscevo, non di persona e non bene quantomeno, ma ho pianto. La mia amica dice che la vecchiaia unita all’isolamento mi stanno aprendo le cateratte. Ma no, invecchiando, invece, sto imparando a piangere per ciò che lo merita davvero. Ed Ezio è tra queste. Ieri era una di quelle giornate in cui pensare che al mondo ci fosse anche una persona come lui, mi aiutava ad andare avanti. Invece no. Lui questo mondo lo ha lasciato. Lo conoscevo per quello che si può leggere e vedere di lui su Internet. Ma no, lo conoscevo in realtà anche per questo: 3 anni fa, un’amica di Teo e mia, insieme alle due sorelle, raggiunse Bosso, ai tempi direttore del Verdi di Trieste, e…
Come musica
Avete mai sentito suonare da solo un basso? Note profonde, perforanti, apparentemente senza tonalità. E il violino? Grazioso, per carità, ma stridente. Persino la chitarra da sola perde di fascino. Ma se li unisci tutti insieme, si raggiunge la pienezza, tutto ha più senso. Sabato ho assistito al concerto estivo dell’Ente Filarmonico di Guidizzolo: una raccolta delle colonne sonore più belle di sempre, magistralmente eseguite da un’orchestra sinfonica di 90 elementi, accompagnati da soprano, coro giovanile e coro gospel. In alcuni passaggi ho faticato a trattenere le lacrime: per i ricordi, per le emozioni, per le evocazioni, per la musica nell’insieme. È incredibile come ogni strumento suoni per sé, ma in realtà va a perfezionare la melodia, e in alcune parti suona uno e un istante dopo, quello strumento si fa da parte per lasciare spazio a un altro. Così è nella vita: da soli suoniamo certo, ma la melodia non sarà mai così bella, perfetta ed emozionante come quando…
La costruzione di un amore
“La costruzione di un amore | Spezza le vene delle mani | Mescola il sangue col sudore | Se te ne rimane | La costruzione di un amore | Non ripaga del dolore | È come un altare di sabbia | In riva al mare”. L’attrice sul palco interpreta questa canzone che Ivano Fossati regalò a Mimì, il quale nonostante si sforzasse di spiegare che no, non parlava del loro amore, invece sì, dentro c’erano loro. E io piango, perché dentro ci siamo anche noi. 36 ore prima, interno giorno. La mia ex collega mi chiede: “E quando vi sposate?”. Io: “Ah, bisogna chiedere a lui. Fosse per me…”. “Be’, sei brava a non impuntarti e a non pretenderlo…”. “E una volta che mi impunto e mi metto di traverso, che cambia?”. “Be’, ma è un tuo desiderio!”. Già, è un mio desiderio… “E a ogni piano c’è un sorriso | Per ogni inverno da passare | A ogni piano…
Chi è il vostro sex symbol?
Qualche settimana fa stavo scorrendo il wall del mio profilo Facebook, quando mi capita sotto tiro un post di Vanity Fair, che chiedeva al pubblico con quale star avrebbero tradito il partner. Così mi è venuto in mente: perché non rilanciare la domanda anche sul mio blog? Ecco com’è nata questa nuova divertentissima puntata de #IsondaggidellaFrancina, cui hanno risposto in tantissimi. Dal canto mio, solo due volte ho sentito il sangue ribollire nelle vene e una scena – magari insignificante per altre – diventare per me un’ossessione. È successo con due video musicali: il primo è quello degli Incubus “Are you in?” del 2001: ai tempi avevo solo 16 anni e vedere Brandon Boyd in smoking e cravatta bianca, col capello ribelle, sospirante e sensuale, mi faceva sbroccare. Allo stesso modo, qualche anno più tardi, su Mtv andava in rotazione il video “L’odore” dei Subsonica: a metà video, rimasi folgorata dalla lingua di Samuel, che gli accarezzava le labbra. Una…
Love songs
La musica è sempre stata una parte fondamentale della mia vita: mi ha accompagnato nei momenti belli e in quelli brutti, nei ricordi pieni di gioia e in quelli carichi di lacrime, mi ha fatto ballare e sfogare nella notte e cantare a squarciagola appena sveglia, mi ha donato sorrisi e pianti in egual misura. E anche quando credevo di essere sola, sola non lo ero mai, perché c’era lei a farmi compagnia. Ed è incredibile come riesca sempre a fissare nitidamente ogni cosa, una specie di estensione della nostra memoria e del nostro cuore, e a far riaffiorare i volti e i ricordi, anche quando pensavi di non pensarci più. L’altro giorno, sfogliando un vecchio numero di Elle, sono incappata in un articolo, in cui la giornalista chiedeva a una ventina di cantanti di raccontare le loro canzoni del cuore. Così, io ho pensato bene di lanciare #ISondaggidellaFranci e di girare la domanda alle mie amiche su Facebook: qual…
Le canzoni che mi fanno piangere
Ognuno di noi ha momenti difficili, in cui non sa come andare avanti, che senso dare a quello che ci sta succedendo. Provate a pensarci: in quei momenti chi c’era a farvi compagnia, a farvi sfogare, a darvi le risposte che cercavate o semplicemente vi aiutava a non pensare? Con me c’era una canzone. La musica spesso ha risolto tutto per me: mi ha aiutato a fare chiarezza, a saltare sul letto in preda a un raptus, a tirare i pugni giusti contro il vento, a urlare, a piangere, a esorcizzare le mie paure. E a fissare gli attimi: belli o brutti che siano, rimarranno sempre con me, per sempre miei e di nessun altro. Per questo, ho raccolto la sfida lanciata da Luca Bianchini di Vanity Fair (che peraltro saluto e abbraccio da qui: sono la Francesca della presentazione alla Ubik di Busto Arsizio, ricordi? Perché io di te mi ricordo benissimo!) di scrivere quali sono le canzoni del…
Una canzone per te
Oggi va così. Oggi sono melanconica. O meglio, oggi sono all’apice della malinconia, saranno settimane che va avanti così. Sarà il cambio di stagione, saranno i mille pensieri, sarà che si sta avvicinando la primavera e a me il cambio di stagione gioca brutti scherzi, ma oggi è tutto il giorno che ho in testa le canzoni di una volta, quelle dei grandi cantautori italiani piene di magia, di tensione affettiva ma anche di malinconia. Endrigo, Tenco, Lauzi… “Io che amo solo te”, “Mi sono innamorato di te”… e mi è tornato in mente il mio nonno, che spesso gliele cantava alla mia nonna, di giorno ma anche di notte. Mi capitava spesso, quando andavo a letto, di sentirlo nella stanza a fianco intonare le note di “Parlami d’amore Mariù” e di ricordare nei suoi sogni, di quando da giovane gliela cantava alla nonna. Ma si usa ancora? Ci sono ancora uomini che prendono le mani dell’amata tra le loro…