Mi è sempre piaciuta l’idea di nascere sotto Natale, quei giorni che precedono la festa più bella dell’anno, carichi di attesa, di affetto e di buoni sentimenti. Per carità, io amo il mio giorno di nascita, che sa di mosto e di foglie rosse, ma se avessi avuto la possibilità di scegliere un’altra data, avrei sicuramente indicato questo periodo dell’anno. Perché nonostante il freddo, le giornate più corte e la mancanza di sole, mi sembra che in giro ci sia più calore e più luce, forse perché quando si avvicina il Natale istintivamente tutti accendiamo il meglio dentro di noi e lo portiamo al di fuori. E perché per una famiglia in attesa dell’evento più bello, la nascita di un figlio proprio in questi giorni rappresenta una gioia doppia, un dono dal cielo, l’occasione per dire: “Ora siamo famiglia!”.
Ecco, tu sei nato in questi giorni qui, ormai trent’anni fa. I tuoi genitori ti hanno dato un nome che significa ‘dono di Dio’ e non è un caso. Perché è esattamente quello che ho pensato la prima volta che ti ho conosciuto. All’inizio eri troppo figo per poter solo pensare che mi avresti degnata di uno sguardo e da figo qual eri, ero convinta che uno come te non avrebbe mai potuto essere anche un bravo ragazzo. E invece, mi hai voluta al tuo fianco. E mi hai cambiata, in meglio. Hai stravolto le mie priorità, io che la felicità pensavo fosse un buon posto di lavoro, una bella casa, dei figli e un marito, forse. Mi hai spinta a prendere la vita così come viene, a lasciar perdere ogni tanto i programmi, a essere meno ansiosa, a sorridere di più. Mi hai spronata a credere in me stessa, nei miei sogni, nelle mie capacità, io che se non ci fossi stato tu, probabilmente adesso sarei dietro a un desk in banca a contare i cento euro, che di questi tempi non ci si sputa su, ma sai che noia! L’ha detto anche Monti, poi. Tu che mi dici sempre quanto sono bella, soprattutto con il mollettone in testa, i pantaloni della tuta e le ciabatte rotte, che forse vale anche di più, rispetto a una di quelle rare volte che ho su la gonna. Noi che quando siamo insieme ci divertiamo come matti, ridiamo di tutto e di niente, ci basta poco, una pizza in macchina o una pastasciutta all’olio in casa davanti ad un bel film e ci sembra di toccare il cielo con un dito; che riusciamo a parlare di tutto, anche delle nostre paure e soprattutto riusciamo a fare progetti di vita, nonostante le difficoltà. Perché il futuro è importante, ti dà la speranza necessaria per andare avanti, ma è il presente quello che conta davvero, riuscire a godere di ogni momento come fosse l’ultimo. Tu che se non ci fossi stato nella mia vita, non sarei la persona che vedo oggi allo specchio. E che nonostante i miei mille difetti, mi piace.
Tu non sei stato un dono solo per i tuoi genitori quel freddo giorno di dicembre di trent’anni fa, tu lo sei stato anche per me. E non so come tu faccia, ma sai esserlo ogni singolo giorno della mia vita. Mi hai lavato via dall’animo un po’ di quella rabbia, di quell’invidia nel guardare agli altri e ai loro traguardi realizzati: quelli che hanno un buon posto di lavoro, quelli che sono andati a convivere, quelli che son pieni di soldi… Non avrò tutto questo, ora, ma ho te, posso chiedere di più? Mi hai insegnato ad avere fiducia nel domani e a non disperare nei momenti più duri, come questo che ci sta mettendo in ginocchio anche ora. Ma ti vedo sorridere e sento che le tue braccia quando mi cingono sono forti come al solito. E allora capisco che andrà tutto bene. Ne abbiamo superate tante insieme, che niente ci può più scalfire, separare o distruggere. Chi sa stare insieme nelle difficoltà, sa stare insieme sempre, giusto? Me l’hai insegnato tu.
Prendiamo questa prova come l’inizio di una nuova era per noi, altroché Maya o chi per essi, con questa si apre un nuovo capitolo per la nostra vita, che ci vedrà ancora insieme e ancora più uniti a doppio filo. Avremo altre pizze mangiate di notte in macchina al freddo, altre notti in cui potrò addormentarmi sul tuo petto, altri momenti in cui ridere a crepapelle di quello che ci succede, altre passeggiate nella neve insieme al nostro cagnolone… forse una casa grande e un buon posto di lavoro, macchissenefrega, quello che mi importa davvero è avere te al mio fianco, che mi stringi la mano e mi dici quanto sono bella per i prossimi 54 anni, come ci diciamo sempre. E faremo in modo anche di avere nostro figlio sotto Natale, un bel bambino paffutello e sorridente, un dono dal cielo, come il suo papà.
Allora buon compleanno amore mio: ti auguro una vita piena di attimi da ricordare e di momenti che ti tolgono il respiro. E grazie di essere come sei, dono per gli altri, non solo nel giorno in cui i regali dovresti riceverli tu, ma tutti i giorni della tua vita.

Bellissimo…esprime tutto l’amore per il tuo ragazzo!! tantissimi auguri Matteo!
🙂
Grazie Leti, ti abbraccio forte!
Teo, sei tutto per me. E lo sai. Grazie di esserci.