Provate a immaginare un posto meraviglioso, romantico, fantastico dove poter pronunciare il fatidico sì? Son sicura che vi verrebbe in mente tra i tanti luoghi che abbiamo nella nostra bella Italia la Liguria, per la precisione la riviera di Levante, con i suoi limoneti, i suoi porticcioli dipinti, la sua poesia. Santa Margherita Ligure, Portofino e Camogli: tutti gioielli incastonati nella costa che hanno ispirato negli anni scrittori e artisti e che saranno i protagonisti di “I found my blog in Portofino”, il press tour organizzato da “Love in Portofino” di Virginia Straneo, Wedding & Event planner, a cui avrò il piacere e la fortuna di partecipare. Il progetto, patrocinato dai comuni di Santa Margherita Ligure, Portofino e Camogli, ha l’obiettivo di promuovere il territorio e le eccellenze locali, con quel mare meraviglioso che incanta e lo spettacolo delle verdi colline, che offrono delizie a km zero. Una cornice unica in cui poter dar vita al sogno più grande: dirsi…
Posts by Francesca Favotto
Cosa vi fa sentire amati?
È tornato il blog We for Wedding (finalmente!) e con esso son tornati anche i fantastici #SondaggidellaFrancina! Stavo scrivendo un pezzo per Vanity Fair su quali sono le cose da sapere quando si ama una donna: pare che l’Huffington Post abbia rivolto questa domanda alle sue lettrici e le risposte siano state curiose (leggetele qui). Ecco, io ho rivolto la stessa domanda ai miei amici su Facebook: cosa deve fare un uomo o una donna per amarvi bene? Quali sono le cose da sapere o da fare per farvi sentire amate? Le risposte sono state tutte bellissime e alcune inaspettate. Inaspettate perché per una volta anche i maschietti si sono sbottonati su un argomento – l’amore – su cui a volte faticano un po’ a esprimersi. Qualcuno ha chiesto a me quando Teo mi fa sentire amata. Teo mi fa sentire amata quando mi chiama Trottolino o Gorillino, perché so che sono nomignoli che riserva solo a me. Mi fa…
Come ero, come eravamo
“Come ero | e come sono ora | dove ero | e come sento ora, lo so quello di cui ho bisogno, lo so”. Giorgia Ero più giovane, avevo più entusiasmo, da qualche mese è spuntato il primo capello bianco, proprio nella frangetta. Ero più magra e più in forma, avevo più fiato, senza dubbio. Ero meno cinica, diciamo anche meno stronza: col passare degli anni, mi sono arrogata il diritto di dire sempre come la penso. Che senso ha essere circondata da ipocriti o gente che non si stima? Ero meno stanca: ora mi sembra sempre di stare in affanno, di rincorrere il tempo, invece che di dominarlo. Avevo meno lavoro: era anche vero che stavo agli inizi della mia avventura, che ancora mi appassiona, come il primo giorno. Ero più entusiasta, avevo molte più aspettative, sulle persone, sui rapporti, sul lavoro, anche sull’amore: sognavo la classica favola, un marito, due figli, un cane e la staccionata bianca.…
Vince chi molla
“La salvezza non si controlla… Vince chi molla”. Niccolò Fabi Ci hanno insegnato ad accumulare, a trattenere, ad avere, a possedere. E infatti, le persone le reputiamo di nostra proprietà, non un dono, ma un acquisto. Ma degli acquisti prima o poi ci si stanca, ce ne si disfa quando non servono più. Dei doni no. Ci hanno insegnato a vincere, che De Coubertin era un coglione, perché si accontentava e chi si accontenta è infelice a prescindere, a raggiungere il successo a ogni costo, a stare sempre un passo avanti, ad avere sempre l’ultima parola. Ma dopo l’ultima parola di solito cala il silenzio. E silenzio può voler dire solitudine. Per anni ho accumulato: beni, ricchezze, parole, incomprensioni, rospi. Per anni ho voluto vincere: nelle competizioni, sul lavoro, nelle discussioni. Ed ero povera. E non avevo niente, quando in teoria avrei dovuto aver tutto. Poi sei arrivato tu. Che mi hai insegnato a lasciar andare, a non trasformare tutto…
Siamo una famiglia
Pensavo che essere una famiglia dipendesse unicamente dal fatto di essere sposati, di avere firmato delle carte che ne attestassero lo status quo. Di poter chiamare marito il partner solo se era scritto ufficialmente da qualche parte. Sorridevo quando sentivo due conviventi dire: a noi non serve altro per sentirci famiglia. Che cretina che ero. Da qualche tempo – da quando cioè mi sono trasferita a casa di lui, da quando la malattia è ricomparsa, da quando all’ospedale ce lo accompagno io e non più i suoi, da quando dentro dall’oncologa a colloquio ci andiamo in due, da quando dormiamo insieme il più delle notti, da quando a breve avremo una casa tutta nostra, da quando sto anche pensando: “Che bello sarebbe avere un figlio” (poi mi faccio prendere dalle seghe mentali del “chi lo manterrà?” o del “i medici non ci danno garanzie sul suo futuro, come possiamo pensare a un figlio?” o molto banalmente “un figlio? Io? Ma…
#StartupMonAmour – Oltre Design: oltre i confini dell’ordinario artistico
Eccoci con un’altra puntata – l’ultima di questo 2016 – del progetto “Startup Mon Amour”, il viaggio alla scoperta di realtà innovative legate al mondo del wedding, ideato da #giovaniconlapiva. Questa volta la nostra #consulenteatipica Carolina è andata alla scoperta di un laboratorio grunge nel suo senso più positivo, con resine e installazioni ovunque e un sorriso che spunta dal fondo: Chiara Del Vecchio, 30 anni, titolare e fondatrice di Oltre Design Srl. Nel cuore di Milano, ma facendo la spola con Londra, Chiara attraverso Oltre Design sviluppa e produce innovative installazioni in resina. Quando entri nel laboratorio di Via Clusone a Milano, ti senti a casa. Il team è giovane e il buonumore è il leitmotiv dell’azienda. Un po’ come quando cammini per New York, anche qui cammini con il naso in su, rapita non dai grattacieli, ma dalle installazioni e dalle opere d’arte. Che cos’è e come nasce Oltre Design?: “Oltre Design nasce nel 2015, possiamo quindi definirla…
La magia del Natale
Sono le 18.30 dell’antivigilia e sono ancora al pc a lavorare. È stata una giornata di imprevisti da risolvere, di telefonate non risposte, di lavori monotoni, così come nelle ultime settimane. Niente a che fare con il Natale, insomma. Eppure. Proprio oggi ragionavo sulla magia di questo periodo: le luci accese, il camino che riscalda la casa, i regali sotto l’albero, le musichette che riempiono l’aria di gioia… Sembra facile vedere la magia, eppure tanti sono ciechi a questo richiamo. Perché forse non basta. Non basta cercare di crearla, la magia bisogna averla dentro nel cuore. E se il cuore è schiacciato da un macigno che ne rallenta il battito? Allora bisognerà volerlo un po’ di più. Oggi una mia amica mi scriveva che anche quest’anno il Natale non lo sente perché ha il cuore pesante. Non può immaginare quanto la capisco: il mio cuore ultimamente è affaticato e mezzo azzoppato dalle mille preoccupazioni, eppure proprio questo mi ha spinto…
#StartUpMonAmour – Il giorno perfetto: un sogno che diventa realtà!
Eccoci con un’altra puntata del progetto “Startup Mon Amour”, il viaggio alla scoperta di realtà innovative legate al mondo del wedding, ideato da #giovaniconlapiva. Questa volta la nostra #consulenteatipica Carolina è andata alla scoperta de “Il giorno perfetto”: potremmo definirla un’agenzia di wedding planning… ma anche no, è molto di più. A partire dalla sua ideatrice: Glenda Marradi, anima e cuore del progetto, la quintessenza della personalità. Toscana. Elegante. Iperattiva. Geniale. La moda le fa un po’ da cornice, senza dimenticare il lato pratico della vita. Cresce con il pallino di diventare vetrinista, ha un gusto da urlo in fatto di cibi, ma soprattutto nessuno ti sa cucire addosso un matrimonio su misura come lei. Leggiamo insieme cosa è uscito dalla chiacchierata tra Carolina e Glenda… Giorno perfetto: perché?: “Il giorno perfetto è la mia azienda, è il mio brand. Peccato non averlo registrato prima dell’uscita del film, sarebbe stato un bel business! L’ho chiamato così perché quando ho deciso…
Xanax
“Chi ti farà piangere? Chi ti addormenterà? Chi userà lo sguardo tuo? Chi lo fa al posto mio? Io dove sarò?”. Subsonica Ultimamente, da un anno a questa parte, mi succede una cosa strana, che poi così strana non è: se non sono insieme a Teo, non riesco a dormire. O meglio, prendo sonno sì, ma dopo ore e ore di rigiramenti nel letto, per trovare una posizione, per respirare meglio, per scacciare i pensieri. Capita infatti che quando faccio tardi e lui non sta bene per via della cura, mi chieda di dormire a casa mia per non disturbarlo nel cuore della notte, mentre lui è già a letto. L’altra notte ero nel mio letto, quello da ‘nubile’, e nonostante non avessi pensieri e la stanchezza, non son riuscita a prendere sonno prima di due ore. Due ore infinite, in cui siccome non hai nulla da fare, poi i pensieri ti vengono per forza. Cominci a pensare ai pezzi…
Vedessi solo sole
Ho, abbiamo una vita precaria. Tutti in generale, ma nel particolare io e Teo. Da tempo mi interrogo sul senso che può avere un legame che presto o tardi si spezzerà. Tutti i legami son destinati a finire, per scelta o per destino. Ma quando sai che la spada che pende sulla tua testa ha un filo che non regge abbastanza da superare il tempo e lo spazio, cosa fai? C’è chi davanti a legami di questo genere, fugge per paura di soffrire. “Preferisco soffrire prima, quando scelgo di privarmene consapevolmente”. Sì, come se dopo sia facile far finta di non essersi mai conosciuti, di non essersi mai amati, di aver condiviso un pezzo di strada insieme. C’è chi sceglie di restare invece. E non è coraggio né tornaconto, solo voglia di esserci, di viversi fino in fondo. Come quando ti lanci a tutta velocità contro un muro consapevolmente: non è che prima dello schianto non hai una paura fottuta,…