Settembre 2017. Scrivo per Vanity Fair un articolo in occasione del #WorldHeartDay, in cui spiego la stretta correlazione tra colesterolo cattivo alto e malattie cardiovascolari e l’importanza di assumere beta-glucani per ridurre questo rischio.
Marzo 2020. Mi arriva notizia che sulla rivista scientifica “Nutrients” è stato pubblicato un articolo su uno studio compiuto dall’equipe medica dell’ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna, che conferma proprio i benefici dei betaglucani sull’indice glicemico e sul profilo lipidico del paziente, con conseguente abbassamento del colesterolo e riduzione del rischio di infarti e ictus. Perché l’hanno notificato a me? Perché gli scienziati son partiti dal mio articolo per realizzare questo studio.
Mi son messa a piangere perché oggigiorno è difficile fare il mio mestiere: soddisfazioni economiche pari a zero, critiche tante, difficoltà immense, schiaffoni morali da parte dei colleghi e dei lettori innumerevoli, motivazioni per lasciar perdere tutto in continuazione. Ma nonostante questo, non ho mai mollato e anche in tempi grami come questi, ho provato a far giornalismo al meglio che ho sempre potuto, informando con serietà e dedizione.
Ho seminato una buona notizia due anni e mezzo fa e ora ecco il buon frutto. «Pensieri buoni, parole buone, azioni buone» recita il motto religioso della comunità Parsi e dacché l’ho scoperto, l’ho fatto mio. Che sia lavandoci le mani, cedendo il posto a un anziano sull’autobus o facendo bene il nostro lavoro, possiamo provare a cambiare il mondo. Perché se anche solo una vita si salverà per merito di questa ricerca e del mio pezzo, io nel mio piccolo saprò che avrò fatto il mio per cambiare le cose in meglio. Pensateci.
[Grazie alle mie due colleghe che hanno contribuito al pezzo: questo risultato è di tutte noi, insieme]

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