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Tag Of malattia

  1. maggio 19, 2016

    L’eternità in un istante

    • Strettamente personale

    Tutti noi sin dalla nascita siamo proiettati nell’immortalità: a nessuno a nessuna età viene in mente che prima o poi, un giorno, non ci saremo più. Per questo tendiamo a procrastinare, a rimandare a domani quello che non abbiamo voglia di fare oggi, dicendo: “Tanto c’è tempo”. C’è tempo domani per scrivere quell’articolo che oggi non ho voglia di scrivere, per mettersi a dieta, per chiedere scusa, per progettare una vita insieme, per organizzare un matrimonio, per fare un figlio… C’è tempo domani, tanto abbiamo tutta la vita davanti. Un orizzonte di spazio infinito per tentare di essere felici, per provare a vivere. Che di solito la parola fine compare solo prima dei titoli di coda, e i titoli di coda in un’esistenza scorrono solo in prossimità di quella comune ai più come vecchiaia. Ma se così non fosse? Se il destino volesse tirare il sipario e far finire lo spettacolo molto prima? Se a trent’anni tu fossi costretto a…

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  2. febbraio 12, 2016

    Facciamo festa

    • Strettamente personale
    Facciamo festa

    «Ho una malattia, ma non sono malato. È questa malattia che mi ha fatto entrare nella mia dodicesima stanza. Era buia. Per il solo fatto di esserci entrato, ho disimparato tutto: a parlare, camminare, suonare. E poi ho imparato tutto di nuovo. È come se fossi rinato. È stato sulla sua soglia che hanno cominciato a sbocciare delle cose, a cadere delle reti. […] Non ho più guardato al futuro, solo alla fine della giornata. Fa paura, il futuro. Fa paura pensare di averlo, e per questo ho imparato a ridisegnare il mio orizzonte. So che il mio corpo cade, e io cado. Si dice che se si cade ci si rialza, ma io non lo so se un giorno mi rialzo più. Però non mi importa. Non è una difesa, davvero non mi importa. Io sono fortunato: ogni giorno che ho guadagnato, ogni sguardo che ho ricevuto, ogni affetto che ho saputo dare, ogni piatto che ho cucinato è…

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  3. novembre 21, 2014

    Quell’amore che c’è… ma non c’è

    • Storie di tutti i giorni
    • Uncategorized

    Cosa significa rimanere soli, dopo una vita passata insieme, dopo che l’altro se ne va per sempre senza lasciare diritto di replica? Probabilmente significa morirci assieme, ma dentro, lasciandosi mangiare lentamente dal ricordo e da qualche rimpianto che ci trasciniamo dietro. Piano piano però si ricomincia a vivere, ce ne si fa una ragione, si trova il buono della vita, laddove ci ha strappato il compagno di viaggio, ci ha lasciato una sedia vuota di fronte e qualche pasto da consumare da soli. Ma cosa può voler dire, invece, rimanere soli con l’altro ancora al nostro fianco fisicamente, ma che non sa più chi è lui, chi siamo noi, cosa ci fa qui? Lascia un senso di impotenza e di frustrazione, vedere spegnersi pian piano colui che un tempo era volitivo, gagliardo, attivo, intraprendente e ci riempiva le giornate solo con la sua presenza. Lascia un senso di rabbia vederlo combattere contro una malattia subdola che azzera l’autonomia, la dignità…

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  4. luglio 4, 2014

    Appesi a un valore

    • Storie di tutti i giorni
    • Uncategorized

    “Stanotte sono rimasta sveglia a guardarti. Dio come sei bello, adoro toccarti i capelli mentre stai dormendo, mi piace guardare le tue labbra che si increspano e seguire con le dita il tuo profilo. Tanto so che non ti svegli. Prima avevi il sonno leggero, bastava un mio bacio innocente per farti aprire le palpebre, così potevo perdermi nel tuo sguardo profondo. Da quando ti sei ammalato il sonno si è fatto più profondo, la dottoressa ha detto che dipende dall’anemia. Ieri ti ho trovato sul divano, a testa in giù, a Donatella ho detto che stavamo giocando a nascondino e che tu ti eri nascosto così bene, che io non ti ho trovato, e ti sei addormentato. Lei ha riso, tu hai accennato un sorriso, io ho fatto finto di ridere. Ma dentro sono rotta, mi sento come un disco in vinile incrinato, all’apparenza sono intatta, ma basta toccarmi nel modo sbagliato che mi divido in mille pezzi. Rido…

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  5. maggio 30, 2014

    Il mio momento migliore

    • Faccio cose vedo gente...
    • Uncategorized

    “Il momento migliore per piantare un albero era 20 anni fa. Il secondo momento migliore è ora”. L’altro giorno apro la mail e ne trovo una che inizia proprio con questo proverbio cinese. Lì per lì non capisco, ma poi arrivando alla fine del testo, realizzo: sono stata coinvolta nel progetto social per lanciare il nuovo libro di Valentina Camerini, “Il secondo momento migliore”, uscito proprio l’altro giorno. Perché nella vita tutti noi abbiamo un momento migliore, e se siamo troppo ciechi o indaffarati per coglierlo, viverlo o capirlo, la vita ce ne offre anche due. Il libro (che devo ancora leggere, ma che non mancherò – grazie Sabina, grazie Socialmediaholic!) parla di quel “secondo momento migliore”, quel momento in cui ci ridestiamo dalla nostra vita ormai organizzata, strutturata, ordinata, e ci ricordiamo di quando eravamo ragazzini e dei sogni che allora facevamo. Di quando, magari adolescenti, immaginavamo come sarebbe stato il nostro futuro, la nostra vita, mentre ora, quella…

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  6. maggio 10, 2014

    A tempo determinato

    • Strettamente personale
    • Uncategorized

    “Driiinn, driiin!”. “Pronto?”. “Sì, Francesca sono io, mi ha chiamato la dottoressa, ha detto che ancora non si sa nulla. Purtroppo con le feste di mezzo, è così”. “Beh, a questo punto saranno belle notizie: se mi fanno aspettare per sapere gli esami e in più mi danno poi notizie di merda… sarebbe da picchiarli!”. “Beh, non è detto…”. “Su, signora, pensiamo positivo!”. Nel frattempo… “Driiin! Driiin!”. “Pronto?”. “Sì, ciao Fra, si sa niente?”. “No, ancora nulla, appena so ti dico. Sto morendo…”. E su Facebook… “Allora?”. “Nulla ancora”. “Facci sapere, né!”. “Sì, ok!”. Ansia, ansia a mille. E intanto comunque dover lavorare, perché vallo a spiegare tu ai clienti che la tua testa non c’è, vaglielo a spiegare tu che hai altro di ben più importante cui pensare. In un istante, potresti toccare il cielo con un dito o essere catapultato direttamente nell’ultimo girone dell’inferno. E non dipende da te. “Driiin, driiin!”. Corro per la casa verso il cordless,…

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  7. settembre 27, 2013

    Il regalo mio più grande

    • Strettamente personale
    • Uncategorized

    Inizio settembre. Meno 26. “Amore, gli esami sono andati bene”. “Davvero? Benissimo! E allora perché questa voce un po’ triste?”. “Sai, com’è… Si è sempre un po’ tesi, finché non è finita, no?!”. “E allora, sai che c’è? La faccio io la voce felice, anche per te!”. Metà settembre. Meno 14. “Amore, anche questi esami sono andati bene”. “Grandissimo!!! Come sono felice!!! E tu, sei felice?”. “Sì, anch’io”. “E questa voce un po’ sommessa, cos’è?”. “Dai, lo sai che non è finita”. “Lo so, lo so, ma il peggio è passato, no?”. “Sì, forse. Ma io ancora non ce la faccio”. “E allora ci penso io a esplodere di gioia per due”. Fine settembre. Meno 2. “Ciao Francesca, è andato tutto bene. Adesso si sta riprendendo dall’anestesia”. “Davvero?! Grazie signora di avermi avvisato”. La sera. “Ciao amore, come stai?”. “Bene bene”. “Allora tutto bene?”. “Sì, sono andati bene. Meno male”. “Oh, che bella voce felice!”. “Sì, adesso sì”. “Ora ci…

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  8. agosto 10, 2013

    L’amore non ha prezzo

    • Storie di tutti i giorni
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    Amore e soldi. Sentimento contro o a braccetto con il materialismo? L’altra settimana mi è capitato di postare su Facebook una dichiarazione fatta da Brad Pitt riguardo sua moglie, la bellissima Angelina, dove raccontava del periodo in cui lei si ammalò di depressione e di come lui, per salvare lei e il loro rapporto, ha cominciato a prendersi cura di lei, coccolandola, facendola sentire importante, come se fosse il suo primo pensiero la mattina e l’ultimo la sera. Conclusione: lei è rifiorita e ha ripreso ad amarlo anche più di prima. La cosa ha scatenato – con mia grande sorpresa – un dibattito acceso in Rete: da una parte, i sostenitori di Brad, per lo più donne e qualche uomo innamorato, suppongo, che gli davano ragione e lo ammiravano per quanto ha fatto; dall’altra, coloro che ritenevano ingiusto che una persona fortunata come Angelina potesse ammalarsi e che per Brad certamente è stato facile prendersi cura di lei, visto il…

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  9. maggio 17, 2013

    Vittoria!

    • Strettamente personale
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    Avete mai sentito nei film quella frase ad effetto, tipo “Sono rinata dopo aver conosciuto lui” o “Non ho mai vissuto finché non ho incontrato te” o ancora “Non mi ricordo nemmeno com’era la mia vita prima di lui”? Ecco. I più cinici avranno pensato: “Frasi da film, che cazzata!”, i più romantici (o semplicemente innamorati): “Dio, com’è vero!”. Ecco, io appartengo a quest’ultima categoria. Non mi ricordo più com’era la vita prima di aver conosciuto lui, com’era uscire la sera, mangiare la pasta, respirare… Niente. Mentre di questi ultimi dodici anni ricordo tutto, o quasi. Ogni singolo istante: di quando lo vidi per la prima volta, com’era vestito, di com’è avvenuto il primo bacio, la nostra prima volta, il primo viaggio, la nostra prima vera litigata… Tutto. E forse è per questo che l’altro giorno mi ha assalito il panico, a un certo punto mi è mancato il respiro e le gambe si sono messe a tremare: al tiggì…

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  10. marzo 22, 2013

    La domanda che non ti aspetti

    • Strettamente personale
    • Uncategorized

    L’altro giorno sono andata a trovare la mia amica Ele, compagna di treno e di precariato, e parlando del più e del meno, tra una tazza di tè fumante e un pudding al cioccolato, lei mi ha chiesto di Teo. Chiacchierando sulla malattia e sul fatto che ora stesse bene, mi fa: “Però che coraggio! Ti ammiro… Una mia amica, sapendo che il suo ragazzo aveva un’aspettativa di vita molto bassa a causa dell’anemia mediterranea, l’ha lasciato. Oggi lui sta con un’altra e aspettano una bambina. Come si fa?”. Un brivido mi ha attraversato la schiena perché quella era la domanda che nessuno mi aveva mai fatto, ma che tutti vorrebbero pormi. Anzi, non è vero: anni fa, per la precisione sette, quando tutto è iniziato, una delle mie più care amiche, Aly, mi gelò con un’affermazione: “Ma come fai ad accettare tutto questo? Io non ce la farei e me ne andrei”. Anch’io a volte mi sono fatta questa domanda, come tutti coloro…

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Chi sono

"...Non è Francesca", recita la canzone di Battisti. E invece sì, son proprio io.
Nasco a metà degli anni Ottanta, la settimana in cui i Dire Straits dominavano le classifiche mondiali con il loro successo ‘Money for nothing’, sotto il segno della Bilancia, ascendente Leone. Determinata e tenace, innamorata della vita e del bello, appassionata di musica fino al midollo (grazie ai Dire Straits nel mio trigono), sin da piccola preferisco i temi di italiano alle equazioni di algebra, inclinazione che mi porta a intraprendere studi a carattere umanistico. Linguista per necessità, ma giornalista per passione, ben presto scopro quant’è bello e divertente girare come una trottola in cerca di notizie. La serie tv ‘Sex and the city’ dà il colpo di grazia al mio destino: la vita di Carrie Bradshaw è troppo bella per non provare a realizzarla!

Un’insana passione per lo shopping unita alla curiosità per il fashion biz mi aiutano quindi a ‘masterizzarmi’ in Giornalismo di Moda, titolo che mi apre la strada in un settore pieno di sogni e di amore: quello del matrimonio! Fidanzata da quindici anni, cerco di apprendere più nozioni possibili sull’argomento, applicandole nella vita a due. A un rimpianto preferisco un rimorso, a un muso lungo un sorriso, al bicchiere mezzo vuoto sempre quello mezzo pieno, a una vita senza sogni per paura di non riuscire ad avverarli, ne preferisco una piena di cicatrici e sudore nel tentativo di esaudirli. Sognavo la vita di Carrie… e intanto non mi accorgevo che la mia è pure meglio.

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