Ci sono posti in Italia, così vicini a noi, ma che proprio perché ci sono sotto al naso, finiamo per ignorare. Uno di questi è Bellagio, in provincia di Como, un piccolo borgo che si affaccia sull’omonimo lago e che ospita tra gli altri il Grand Hotel Villa Serbelloni, una splendida villa ottocentesca, dove il tempo pare si sia fermato. Mea culpa, non c’ero mai stata in questa ridente cittadina, sita proprio laddove le due sponde si dividono tra il ramo di Lecco e quello di Como, men che meno al Grand Hotel Villa Serbelloni, mi ci è voluto l’incontro telefonico per questioni di lavoro con la pr Carla Solari – di nome e di fatto – che mi ha invitata a visitare questa splendida location e la piccola perla lacustre per antonomasia. Nel tragitto, per strada, cercavo di immaginarmi come avrebbe potuto essere questo Grand Hotel, ma devo dire che come spesso succede, la realtà ha superato la fantasia:…
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Do you know favors?
È bello come certe conoscenze, certe collaborazioni, certe amicizie nascano laddove proprio non te l’aspetteresti, tipo Facebook, un luogo virtuale, dove tutti in teoria sono amici di tutti, ma in pratica si conosce un quarto delle persone che si ‘frequentano’. Proprio grazie a Facebook ho avuto modo di conoscere una realtà tutta al femminile di due ragazze giovani che hanno fatto della loro passione un mestiere: si chiamano Simona e Barbara, vengono da Torino e da qualche mese hanno aperto Fair Store, un sito e-commerce di bomboniere, idee regalo e piccoli cadeau. Uno store online non solo di articoli classici legati alla tradizione (anche quelli, certo!), bensì di oggetti e idee scovate nel mercato internazionale. “È nato tutto per due semplici motivi: il primo, era che volevo creare qualcosa di mio, che mi assomigliasse e mi rappresentasse. Qualcosa per cui svegliarmi al mattino felice di iniziare a lavorare e addormentarmi la sera con ancora mille idee per la testa! –…
Impressioni di settembre
Alle mie amiche in attesa, a quelle con gli occhi che brillano e a te, vita mia: voi siete il mio settembre. Settembre è il mio mese preferito. È il mese dei propositi, dei cambiamenti, delle promesse e delle scommesse. Le giornate soleggiate lasciano il passo alla lenta caduta delle foglie e ai tramonti incendiati; le persone ricominciano a girare come trottole in città, alle prese con i loro mille impegni e io faccio progetti e scrivo buoni propositi sull’agenda, con la mia tazza di tè fumante in mano, osservando la bellezza della vita che mi scorre davanti. Settembre è il mese delle coccole nel lettone la domenica mattina, delle coccole con le micie sul divano la sera, della canzone “Impressioni di settembre”, che in questo periodo ascolto a ripetizione, della ripresa del lavoro e delle attività sportive. È il mese della rinascita, delle belle speranze, della mia nascita. Sono felice di essere nata a settembre, perché così ogni anno…
A casa
Per voi, la casa dov’è? Essere a casa cosa vuol dire? Avere quattro mura intorno e un tetto sopra la testa, certo, ma forse per me è di più. In questi giorni ero a casa mia, ma non mi sentivo a casa. Ero insofferente, perché lui era via. È andato a Madrid per quattro giorni, una cazzata, è stato via per molto più tempo di così, ma stavolta era tutto diverso: lui che ha affrontato la paura di volare da solo, lui che è stato male là e non aveva nessuno che lo potesse aiutare, io qui preoccupata per lui a tenere tranquilla me stessa e sua mamma. Ma forse non era nemmeno questo a rendere tutto diverso: forse è il fatto che ormai senza di lui non riesco più a stare, senza sapere che sta bene, che si sta divertendo. Mentre lui affrontava i suoi fantasmi, io affrontavo i miei: la paura di perderlo negli anni non si è…
L’amore non ha prezzo
Amore e soldi. Sentimento contro o a braccetto con il materialismo? L’altra settimana mi è capitato di postare su Facebook una dichiarazione fatta da Brad Pitt riguardo sua moglie, la bellissima Angelina, dove raccontava del periodo in cui lei si ammalò di depressione e di come lui, per salvare lei e il loro rapporto, ha cominciato a prendersi cura di lei, coccolandola, facendola sentire importante, come se fosse il suo primo pensiero la mattina e l’ultimo la sera. Conclusione: lei è rifiorita e ha ripreso ad amarlo anche più di prima. La cosa ha scatenato – con mia grande sorpresa – un dibattito acceso in Rete: da una parte, i sostenitori di Brad, per lo più donne e qualche uomo innamorato, suppongo, che gli davano ragione e lo ammiravano per quanto ha fatto; dall’altra, coloro che ritenevano ingiusto che una persona fortunata come Angelina potesse ammalarsi e che per Brad certamente è stato facile prendersi cura di lei, visto il…
Lui, lei, l’altro
Tu. Lui. Undici anni di mezzo. Il primo, l’ultimo, il grande amore. Che non sai nemmeno come si faccia ad amare qualcun altro, a fartelo piacere, a farci l’amore, ad annusarne la pelle. Poi arriva lui, l’altro. Che fisicamente non è il tuo tipo, che forse in un altro momento non l’avresti nemmeno notato, che non gli avresti nemmeno rivolto la parola. Ma adesso, adesso è l’unica cosa di cui avresti bisogno. E lo guardi, e ci parli, e forse lo sbatteresti al muro, così su due piedi, senza pensarci troppo. Ché lui è troppo carino: nei modi, nelle parole, nei gesti. E ti dice le cose che il tuo fidanzato non ti ha mai detto, ti stringe nel modo in cui il tuo lui non ha mai fatto. E tu lo vuoi vedere, lo vuoi sentire, ma lentamente si insinua in te il senso di colpa, e il desiderio di lui, di voi. Ma senza desiderarlo davvero, però. Perché…
Una coppia… un po’ così
“Ma noi riusciremo mai a sposarci un giorno?”, “Sì certo, stiamo lavorottando per questo”. Attimo di silenzio. “E come ti immagini che saremo noi? Come vuoi che diventiamo?”, mi rimbecca lui. “Mah, voglio che diventiamo una di quelle coppie… un po’ così”. E nel pronunciarlo, socchiusi gli occhi, strinsi le labbra a mo’ di topolino e mossi le mani nell’aria a disegnare dei piccoli cerchi. Cosa volevo dire non so, un po’ così potrebbe essere tutto e niente. Così felici, così serene, così belle, così innamorate? “Cos’è il così, cosa significa?”, mi chiese lui. “Non lo so”. Appunto. Una coppia senza definizione, non imbrigliabile in nessuna categoria, forse. Una coppia capace di litigare per tutta la sera, continuare per buona parte della notte, addormentarsi, poi cercarsi nel buio perché senza l’amore non c’è pace. Una coppia capace di prendersi ognuno i suoi spazi, ma che non fa un passo senza che l’altro dia il sostegno necessario per compierlo. Una coppia…
Il bacio del buongiorno
Il bacio del buongiorno. Esiste qualcosa di più sottovalutato e ignorato del bacino dato appena svegli a chi vogliamo bene? Ok, è sopravvalutato per tanti troppi motivi: scordiamoci, infatti, i baci appassionati dei film americani, dove lui si sveglia mezzo ignudo e bello come un dio greco e lei è tutta in ordine con la messa in piega e il viso bello e truccato. Macchè: la mattina due terzi delle coppie normali si sveglia in un campo di battaglia, lui sgarruppato e con i crostoni agli angoli degli occhi; lei sfattissima, con la faccia distrutta e due occhiaie che nemmeno un panda. Per non parlare dell’alito che altroché mentine, ci vorrebbe un tubetto di dentifricio intero. L’unica che ebbe il coraggio di parlarne apertamente fu Susan Mayer in ‘Desperate housewives’, quando osò proporre al neo marito madonna-quant’è-fico Mike Delfino il sesso mattutino solo ed esclusivamente post-mentine. Oh, che liberazione, finalmente un altro tabù è caduto, che non se ne poteva…
Picnic wedding: ed è subito festa!
È bello realizzare che la realtà corrisponde all’idea che ci si era fatti di una determinata cosa, che è meravigliosa proprio come la si immaginava. Per il mio matrimonio ho sempre sognato un ricevimento easy, disinvolto, spontaneo, tra pochi intimi e persone che a me, a noi tengono davvero. Perciò ho pensato che un picnic wedding potesse fare al caso mio, tanto più che quando il mio Boss ci propose un pezzo sui ricevimenti alternativi, io non ebbi alcun dubbio e scelsi immediatamente il picnic (leggi qui il pezzo!). Perché mi dà l’idea di un momento sincero, familiare e amichevole, proprio come sono io. È stato bello quindi lo scorso weekend avere la conferma di tutto questo. In trasferta a San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, sono stata ospite del Podere San Giuliano per il primo wedding picnic della mia vita. In questa country house deliziosa immersa nel verde a pochissimi minuti da Bologna, sono stata accolta con…
Elogio del litigio
Litigare: ci si scontra, ci si fa male ci si violenta, ci si ferisce. Ci si uccide, a volte. Con le parole o anche fisicamente. Litigare significa che qualcosa non va, aver raggiunto il punto di rottura, a volte di non ritorno. Per poi tornare insieme. Si accumulano tensioni, risentimenti, mai detti, mal detti e si scaricano come un tornado sull’altro, magari senza pensarli davvero. O senza pensare e basta. Alle conseguenze, alle ferite e alle cicatrici che inevitabilmente lasceranno. Starà poi a noi voler o imparare a ricucire lo strappo, prendere ogni coccio e rimetterlo insieme. Lavoro intenso e faticoso, quello di stare insieme, già. Ma nessuno, neppure coloro che arrivano a vivere una vita insieme, ci ha mai detto che sarà facile. Ci illudiamo dopo i primi mesi di sorrisi, farfalle fuori e dentro lo stomaco e occhi a cuoricino che tutto sarà una favola. Ma poi si scopre che non è così. Al primo no, al primo…