Inerzia: torpore, indolenza, pigrizia; perseverare in uno stato senza far nulla per cambiarlo. Lo assocereste mai alla parola amore? Verrebbe da rispondere subito di no, ma vi assicuro che l’amore inerte esiste. E a questo punto non so nemmeno più se sia amore. Sapete quando si sta insieme per farsi compagnia, perché non si ha niente di meglio da fare, perché altrimenti da sola che faccio, perché se no chi mi si piglia, perché voglio assolutamente qualcuno che mi sposi, non importa se l’amo o no, perché ormai chi altro dovrei cercare? Ecco, trattasi di amore inerte. Non si ha la forza di cambiare, o all’interno del rapporto o il compagno, non si vuole scegliere la felicità. Perché farlo costa fatica: lo sforzo di essere migliori, di impegnarsi per cambiare, di scegliersi ogni giorno. Ché non è tanto l’abitudine a spaventare, anzi io sono per la routine, la comoda sana routine che fa apparire ogni cosa più confortevole: il divano…
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I maschi innamorati
Ieri, mentre scrivevo, mi sono premiata, mettendomi come sottofondo la bellissima ‘Mirrors’ del bellissimo Justin Timberlake, dedicata ai suoi nonni e a sua moglie Jessica. Proprio ieri, guardandolo di sfuggita, mi sono trovata a riflettere su quanto la fede al dito che si intravede in qualche breve fotogramma, lo renda ancora più affascinante e sexy, sempre se possibile. Così ho chiesto un parere alla mia collega Mery e lei semplicemente ha colto il segno: “É innamorato, ha una luce diversa e la si vede. È ancora più bello!”. E forse è vero. Le persone innamorate sono luminose, hanno un’aura di positività, hanno la bellezza negli occhi e nel cuore. E gli uomini ancora di più. Perché smettiamola di dire che i maschietti non sono capaci sentimenti veri e profondi e che solo noi donne riusciamo ad amare davvero. Secondo me, non esiste nulla di più falso. Siamo talmente abituate ad associare la figura maschile al farfallone o al vitellone, sempre…
Un amore così grande
Settant’anni. Quante cose si possono fare in questo lasso di tempo? È un periodo corto se si rapporta all’età dei pini secolari, alla vita delle tartarughe, all’esodo del popolo di Dio dall’Egitto, ma è un periodo lunghissimo se lo si riferisce all’amore. Oggi che tutto è così effimero, che ci si lascia senza un motivo o per noia, che si divorzia con la facilità con cui si aprono i pacchetti delle patatine, trovare due persone che si amano davvero, e lo fanno per settant’anni, è un avvenimento degno di notizia e di un applauso da parte di tutti noi. Anna e Giuseppe si conoscono e si amano da 72 anni e sono sposati da 71. Un amore infinito che ha saputo oltrepassare dolori, dispiaceri e difficoltà e godere della gioia e delle cose belle del viversi quotidianamente. A 91 anni si amano ancora come il primo giorno, e “Anche molto di più”, tengono a precisare. Entrambi di Africo Nuovo, in…
Fianco a fianco, anche sul lavoro
Lavorare insieme fa bene al matrimonio? Condividere la scrivania oltre al letto è deleterio per la coppia oppure non può che rafforzarla? Stavo leggendo un pezzo su Wired.it, scritto dal mio collega Simone, sulle otto regole per far sì che il lavoro in coppia non rovini il rapporto d’amore e mi sono posta queste domande non tanto per mia riflessione personale, quanto più perché è una situazione che mi interessa da vicino. Insieme a Teo, infatti, sto lavorando a un progetto che non solo potrebbe vederci lavorare a stretto contatto giorno per giorno, ma che anche prevedrebbe lui come mio capo. Follia? Rischio? Spesso ho sentito dirmi che portarsi il lavoro a casa o la casa al lavoro è roba da pazzi perché si rischia di mischiare i problemi della vita privata a quelli lavorativi e così non staccare mai dalle due sfere, creando una bomba pronta ad esplodere. Raccontando i nostri progetti lavorativi a una coppia di conoscenti che…
Sì, cambiare
Sei. E ripeto, sei. Per fare il marito perfetto servono sei personalità diverse. Oggi stavo leggendo Elle di marzo – da notare la puntualità con cui sono ‘sul pezzo’ – e mi sono imbattuta in questo articolo sul nuovo libro dello psicologo Steven Craig intitolato ‘I sei mariti che ogni donna dovrebbe avere’ , in cui l’autore sostiene che per far durare un matrimonio un buon marito dovrebbe saper cambiare il suo carattere e adattarsi alle diverse situazioni almeno sei volte nella vita. Poi se volete tentare la strada della immortale Liz Taylor, che invece che trovarsi un marito camaleonte, se ne è sposati anche più di sei, di uomini, beh fate pure. Il pezzo riportava che la soluzione affinché un matrimonio sia felice e immortale è che la coppia impari a crescere insieme, che lui soprattutto sappia plasmare il suo carattere per supportare la famiglia nel processo di evoluzione, dall’altare alla… tomba. Voi direte: “Che cce vò?” e invece…
In viaggio
Ci siamo. Siam qui a 300 km dal casino, dai problemi, dalla stanchezza, dalle preoccupazioni (non dal lavoro, che per quello c’è sempre il wi-fi a portata di click, ma del resto a noi piace quello che facciamo, quindi nessun peso). Siamo io e lui e una settimana per ritrovare noi stessi. Dopo tutto il trambusto degli ultimi mesi, e gli ospedali e il lavoro e le operazioni e le notti insonni, ora abbiamo deciso di premiarci con una minivacanzina. Una settimana in cui saremo solo io e lui, cucinerò io, farò il bucato (se occorre), ci sfonderemo dei nostri film preferiti e ci coccoleremo e parleremo, tanto. Che l’unico problema che non ho mai avuto da quando sto con lui è quello di non sapere che dirgli. Sì ok, già di mio sono logorroica, ma non è questione di parlare tanto e a vanvera, è proprio che abbiamo sempre avuto qualcosa da condividere, di cui parlare, da progettare. Spesso…
Una risata ci seppellirà
“Durante la notte nessuno dei due muove un muscolo. Restate sdraiati inerti come due sassi. Questa posizione è nota anche come ‘sesso coniugale’”. Rido, e di gusto, anche. Questa è una delle chicche che ho letto di sfuggita, ma continuando nella lettura ne trovo altre, ugualmente divertenti e altrettanto vere. Oggi mi è stato recapitato a casa questo libro dalla copertina azzurra e invitante dal titolo ‘Matrimonio. Un manuale di sopravvivenza’, edito dalla DeAgostini, e l’ho trovato un pensiero graditissimo: primo, perché non riesco a smettere di leggerlo; secondo, perché la copertina ricorda un bel ghiacciolo all’anice, con quell’azzurro che fa cielo e che fa mare, una lettura rilassante, insomma. Un trattato semiserio dove l’autrice Tessa Clayton mette alla berlina un’istituzione seria come il matrimonio, non inteso come cerimonia e giorno dei festeggiamenti, no: tutto quello che ne viene dopo, “finché morte non ci separi”. Una serie di luoghi comuni di cui tutti abbiamo sentito parlare, ma di cui nessuno…
Un amore a tempo indeterminato
Son tempi grami, effimeri. Tutto non dura che lo spazio di un secondo, è passeggero, precario o a tempo determinato. Abbiamo un lavoro precario, destinato a venir meno da un momento all’altro e non per nostra volontà. Quando ti trovi davanti un contratto da firmare – se e ripeto se, hai la fortuna di trovartelo davanti – il più spesso delle volte riporta la scritta: ‘a tempo determinato’ oppure ‘a progetto’, così tu inizi un’avventura sapendo già che dovrà finire. Abbiamo una salute precaria. Ci ammaliamo per tutto e anche di più: intolleranze, allergie, patologia che solo cinquant’anni fa non esistevano e che ci costringono a convivere con i farmaci in alcuni casi anche per tutta la vita. Abbiamo un meteo precario. Un giorno piove, l’altro c’è il sole; a volte piove e c’è il sole nel giro di un pomeriggio. Non si possono più programmare partenze né weekend, nemmeno le stazioni meteorologiche riescono a stare dietro a questo meteo…
I miei sogni sono i tuoi sogni
Con il lavoro che faccio, più volte le persone mi hanno scritto e più volte mi sono chiesta anch’io: cos’è che fa andare in crisi una coppia? Quale cosa determina il punto di rottura oltre il quale il rapporto è più simile a un campo di battaglia che a un idillio? Per alcune la soglia potrebbe essere molto bassa, come lui che ci ruba le coperte di notte o che fa il risucchio mentre mangia il brodo, per altre la mal sopportazione passa per il fatto che a letto lui duri meno di un cactus al Polo Nord e pensi solo al suo piacere o che vi abbia tradito con la vostra migliore amica. Cose futili o molto gravi, certo, ma scommetto che in ognuno di questi casi saremmo disposte anche a passare sopra e a sopportare, alcune lo fanno per una vita intera. Una vita fatta di rancori, di risentimenti e di recriminazioni magari, non certo felice, ma molte…
Come Sandra e Raimondo
Per lavoro, sto facendo delle ricerche su coppie famose che hanno scelto di sposarsi e di rimanere insieme davvero per tutta la vita. Un argomento che ovviamente ho proposto io, essendo una fervente sostenitrice dell’amore per sempre (questo blog ne è la prova!), e che mi sta appassionando sempre di più. La prima coppia analizzata è stata quella di Paul Newman e Joanne Woodward, insieme per cinquant’anni fino alla morte di lui, una scommessa vinta nonostante il primo matrimonio fallito dell’attore. Una coppia di bellissimi e ricchissimi, certo, ma non credo che sia stato solo il denaro e la bellezza a far sì che il loro rapporto non naufragasse dopo qualche anno. Credo che l’amore sia fatto di altro, e che anzi, spesso proprio il superfluo possa danneggiare i sentimenti e innescare strane trame fatte di gelosia, rancori, sotterfugi e tradimenti. Ora per esempio, sto studiando una delle coppie più amate della televisione italiana: i mitici Sandra e Raimondo. Insieme…