L’altro giorno mi è arrivato a casa il libro ‘Perché non sei (ancora) sposata?’, edito da Corbaccio e scritto da Tracy McMillan, autrice nientepopodimeno che della serie tv ‘Mad men’. Un manuale semi-ironico, su “Tutto quello che devi sapere per avere la relazione che meriti”, scaturito da un suo articolo, pubblicato sull’Huffington Post, che ha generato uno straordinario dibattito in Rete. Ora, dopo averlo aperto e leggiucchiato qua e là, mi sono soffermata sul titolo e su quell’inquietante parolina di sei lettere: ancora. Già, perché il punto qui non è perché non sei sposata e quindi sulle motivazioni esterne che ti hanno impedito il grande passo, ma sulle motivazioni interne, ovvero: “Prova a pensarci un po’: qui il problema sei tu!”. Perché quell’ancora implica che qualche maschio sulla Terra ci abbia anche provato a farti la corte, a starti vicino e a pensare in un futuro lontanissimo di sposarti, peccato che poi TU e qualche tuo difettuccio invisibile a occhio…
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L’insostenibile pesantezza del non essere
Può mancare qualcosa che non c’è o non c’è ancora? Me lo son chiesta parecchie volte e la risposta a cui sono giunta è sì. Nella fattispecie, mi manca la quotidianità di coppia, quel vivere accanto all’uomo che ami, giorno dopo giorno, condividendo sogni, risate e piccole cose. E vi dirò di più: mi è mancata proprio in questo periodo, fatto di grandi paure, di ansia e di dolore. In questi giorni fatti di grande sofferenza e di lacrime, ecco io avrei voluto fare di più, essere di più. Mai come in questi mesi ho sentito l’esigenza di non tirarmi indietro davanti alla prova, ma di fare un passo avanti per legittimare la nostra vita insieme. Teo aveva bisogno di me e io ci sono sempre stata, ma avevo le mani legate. Mi è pesato non esser potuta rimanere in ospedale tutto il giorno tutti i giorni al suo fianco, non aver potuto fare le notti. Mi pesava fare avanti…
Crisi = opportunità
Crisi. La parola più cliccata, più detta, più scritta, più ragionata, più temuta, più tutto del 2012. Gli esperti dicono che ci rincorrerà come un cane randagio attaccato alle caviglie anche per tutto il 2013. ‘nnamo bene. A me ‘sta crisi non mi ha mai fatto granchè paura, bene o male me la son sempre cavata, barcamenandomi tra una collaborazione e l’altra in questo pazzo pazzo mondo del giornalismo. Ma mò un po’ m’ha scocciato. Dicono che sia la peggiore crisi mai vista dal 1929: da lì a qualche decennio sarebbe scoppiata inevitabilmente la seconda guerra mondiale, che avrebbe ristabilito con immane sacrificio di vite e di popolazioni, la crescita dell’andamento economico. Oggi una guerra è assolutamente da scongiurarsi e verrà evitata dai numerosi organi internazionali e diplomatici, ma la domanda è: allora come ne usciremo? Questa crisi inizia a pesarmi un po’: da un lato, ci ha messo nelle condizioni di rimboccarci doppiamente le maniche e di alimentare la…
DuemilaeCredici
Sono qui al computer, ho di fianco a me la mia micia che dorme beata, e il suo respiro costante e regolare mi quieta. Anche il cielo questa sera mi ha fatto il dono immenso di un tramonto di fuoco stagliato contro le montagne. Finalmente un attimo di serenità, finalmente la pace, nell’anima e nel cuore. E l’ho interpretato come un segnale di speranza. Nelle ultime ventiquattr’ore ho provato per l’ennesima volta la perversa, sottile e fottutissima paura di perderlo, ma per sempre. No, non come quando si litiga, ci si dice parole di fuoco e si medita di mandare l’altro a quel paese, facendolo uscire per sempre dalla nostra vita. No, non come quando su un sentiero di montagna, uno dei due lascia la via maestra per un’escursione fuori programma e l’altro inizia a urlare per la vallata, pensando di essere stato abbandonato. No, non così, perché in questi casi, si può sempre tornare indietro, trovare le parole migliori…
Quel sogno chiamato famiglia
Natale strano, questo appena passato. Iniziato in sordina, poi mi è esploso nel cuore, come solo il Natale sa fare. Incapace di trattenere i sentimenti e la gioia e costretta a reagire con un sorriso per scacciare le difficoltà dell’ultimo periodo, ho avuto modo di apprezzare ancora di più le cose belle che mi circondano e di rivedere le mie priorità: ho amici stupendi, che mi riempiono la vita di abbracci e risate; una famiglia meravigliosa, che non mi fa mai mancare l’affetto necessario per andare avanti e un ragazzo che mi fa innamorare ogni volta che mi guarda negli occhi, che mi manca già quando è presente e con il quale vorrei al più presto farne una mia, di famiglia. In questi giorni, mi sono molto interrogata sul perché certe cose capitino in determinati momenti o a determinate persone, così mi sono chiesta come mai questo periodo di tensione e lacrime sia capitato a me proprio sotto Natale. La…
A letto, cercandosi le mani
Ultimamente non dormo bene. Troppi pensieri per la testa. Mi corico, mi rilasso e la mia mente va, vaga tra i pezzi che dovrò scrivere l’indomani, le cose che dovrò fare, chi dovrò chiamare, le mail che dovrò mandare, le preghiere da dire affinché i miei affetti stiano sempre bene… Insomma, ora che prendo sonno, è sempre ormai notte fonda. Sapete quando è stato l’ultimo sonno beato e sereno che mi sono fatta? Qualche sera fa, quando mi sono addormentata da seduta in una posizione scomodissima sul divano di Teo, con la testa appoggiata al suo petto, le sue braccia intorno a me… e il suo ginocchio nella schiena. Eppure ho dormito per due ore, che mi sono parse lunghissime e che mi hanno rigenerato. Tornare poi a casa, sotto la pioggia e infilarmi in un letto troppo freddo è stato traumatizzante. E non c’entrano l’inverno, le basse temperature o l’umidità che ti entra nelle ossa. No, la notte è…
Il momento giusto
L’altro giorno stavo leggendo su Style le ultime dal canale Sposa, come sempre (deformazione professionale, credo! ;)) e ho trovato un pezzo della mia collega nonché amica Vale molto interessante, che non ho potuto fare a meno di leggere tutto d’un fiato: come farsi sposare, ovvero come scucirgli e neanche troppo velatamente, la fatidica proposta. Un momento di svolta in una coppia, tanto intenso quanto desiderato da tutte, anche da quelle che fanno le distaccate, le disinteressate, le finte snob o le emancipate. È vero, oggi la proposta si è evoluta: non per forza deve partire da lui, molte prendono in mano la situazione e si fanno avanti per prime, o spesso invece non è la classica domanda “Vuoi sposarmi?”, ma assume altre forme, tipo “Andiamo a convivere?” oppure “Facciamo un figlio?”, uguali però nel cambiarti la vita per sempre. Però dai, tutte sotto sotto attendiamo con ansia che lui un giorno si inginocchi davanti a noi e infili al…
P.S. Ti amo
Vi siete mai trovate a vedere un film tra amiche, uno di quei film strappalacrime, melensi, che necessitano per forza di un pacchetto di Kleenex lì di fianco? Sicuramente sì! Ecco, oggi voglio inaugurare una nuova sezione del mio blog, una sezione che accomunerà molte di noi per certi versi, perché almeno una volta nella vita ci sarà capitato tutte insieme di soffiarci il naso a ripetizione e di lacrimare come nemmeno un’allergica alle graminacee in un campo di grano, quel momento in cui ci si gusta un bel film ‘vietato agli uomini’: il momento del Gineforum, ovvero il cineforum delle Gine, delle amiche di sempre o di quelle conosciute da poco, delle donnine sensibili e di quelle che hanno il ‘cuore di pietra’ e che non piangono nemmeno a picchiarle. Un film gettonato tra amiche e che con il Club delle Gine ho provato a vedere più volte è ‘Ps I love you’ con Hilary Swank e Gerard Butler,…
Zutto issho-ni itai. Kekkon shite-kureru?*
* Voglio restare con te per sempre. Vuoi sposarmi? “L’arte dell’amore s’impara tra le rughe del tempo”. Haiku giapponese Sono sempre e da sempre affascinata dal Giappone. Una terra così lontana da noi, sia fisicamente che di mentalità. Da piccola sarà stato perché ero assidua fan del cartone animato giapponese ‘Kiss me Licia’, ambientato a Tokyo, credo, alle pendici del monte Fuji e ad ogni puntata mi ripromettevo sempre che da grande sarei andata a trovare zio Marrabbio, Mirko e Licia proprio lì, nella terra del sol levante. Poi crescendo, la fascinazione subita da questo Paese è stata sempre maggiore: le loro usanze, il loro abbigliamento, i loro gesti (per ora visti e vissuti soltanto attraverso film e libri), tutto mi faceva pensare a un popolo elegante, alla costante ricerca della perfezione e a una terra dove modernità e tradizione, sacro e profano, passato, presente e futuro convivono alla perfezione senza entrare in conflitto mai. Sensazioni confermate da chi ci…
Dietro le apparenze
Racconti per riflettere, sorridere, pensare. Una nuova categoria dedicata a storie con protagonista la coppia, il matrimonio, l’amore. Buona lettura! «Dio mio non è possibile», pensò Luca mentre ancora girava la chiave nella toppa. L’odore nauseante di frittura era più forte della porta della cucina che Martina teneva sempre chiusa quando stava ai fornelli, dei venti metri quadri del salotto e pure della porta blindata nuova di zecca che il primo giorno di matrimonio gli aveva giocato il brutto scherzo di non aprirsi, lasciandolo lì fuori casa con la sua sposina fra le braccia tremolanti. Per fortuna sua moglie era sempre stata uno scricciolo altrimenti gli si sarebbero spezzate. «Sei tu?». Appena entrò diede un’occhiata alla porta della cucina, chiusa come si era immaginato. «Sì, Marti». Luca gettò la ventiquattrore sul divano insieme alla giacca e al suo appetito. «La cena è quasi pronta». “Cena”, pensò. In un mese di matrimonio Martina gli aveva cucinato solo una cosa. «Che si…