Amo il mio lavoro. Da morire. Per un sacco di motivi che non sto qui ad elencare, ma principalmente per due: si scrive, e tanto. E si fanno un sacco di belle esperienze, durante le quali incontrare nuova gente e imparare nuove cose. Insomma, non ci si annoia mai e un’ulteriore riprova di queste mie convinzioni mi è stata data settimana scorsa, quando mi è stato chiesto di partecipare di nuovo all’evento ‘Per tutti i gusti – Il giro d’Italia a tavola’, promosso dalla catena Starwood Hotels e coordinato da Carlo Vischi, direttore delle collane Trenta Gourmet di Trenta Editore e Immaginazione di Malvarosa Edizioni, a cui avevo già partecipato quest’estate (ecco qui il post). Questa volta però come inviata di Style e non come blogger, però poco importa: ho deciso lo stesso di raccontarvi la serata dal mio punto di vista, perché è stata un’esperienza molto interessante ed ‘illuminante’. Struttura ospite dell’evento come sempre è stato il ristorante ‘Il…
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Cinquanta sfumature… di noia
Finito. Finalmente, oserei quasi dire. Che cosa? Ma la trilogia più hot dell’anno, la più piccante. Sì, lo ammetto dovrei venire fustigata solo per il fatto di averlo letto, ma il primo libro mi è stato regalato, dunque non potevo non leggere gli altri: sono il tipo che se inizia una cosa, la porta fino in fondo. Conclusione: beh, potevo investire il mio tempo facendo altro, tipo dormire, per esempio, visto che stavo su di notte alzata, pregando che il supplizio finisse il prima possibile. Esagerata? Non credo proprio, visto che te lo vendono come il tassello mancante al puzzle della letteratura erotica, quando invece starebbe bene sugli scaffali delle librerie di fianco alla biografia di Cristina D’Avena. Io di erotico e di piccante, non ci ho trovato proprio nulla. A partire dall’autrice che poveretta, non è colpa sua se madre natura l’ha fatta così, ma avrebbe potuto mantenere un alone di mistero e non svelare la sua identità. Anche…
La lezione più importante
Guardo i miei e li vedo ridere. Li vedo felici come due bimbi davanti al loro pacchetto natalizio, emozionati e agitati come se chissà dove dovessero andare. Li ho appena salutati, in partenza per il weekend di benessere che io e mia sorella abbiamo regalato loro in occasione del loro trentesimo anniversario di matrimonio. Glielo abbiamo regalato, anche se come battuta, amiamo spesso ripetere loro: “Anche se trent’anni fa non ci avete invitato!”. Però, mi sarebbe piaciuto esserci stata. Per vedere se e come mia mamma, giovanissima, era emozionata. Per osservare mio padre e vedere se il volto tradiva la tensione. Per conoscere mio nonno, un grande uomo, a detta della mamma. Per vedere due giovani scambiarsi grandi promesse e prendere un impegno che avrebbero dovuto portare avanti insieme tutta la vita, senza sapere cosa il futuro avrebbe riservato loro. Due figlie, molti sacrifici, qualche difficoltà lungo il percorso… Ma come potevano saperlo, trent’anni fa? Perché alla fine il matrimonio…
Buone vibrazioni, buon inizio!
Settembre per me è un mese perfetto, speciale. È il mese del mio compleanno, ma soprattutto della ripresa, della ripartenza, della rinascita. In qualche modo, è come se si potesse ricominciare daccapo, riprendere da dove si è lasciato, ma con nuovo slancio, oppure stravolgere la propria vita e prendere una nuova strada. Mi piace quindi idealmente pensare che è per questo che molte coppie lo scelgono per sposarsi: perché simbolicamente vogliono cominciare una nuova vita insieme, lasciandosi alle spalle numerose primavere. Quest’anno di ritorno dalle vacanze mi aspettavano ben due matrimoni e per me non poteva esserci inizio migliore di quest’anno lavorativo. Il primo è stato di una delle mie amiche d’infanzia di più vecchia data, Rebecca, e il secondo del mio cuginone Luca, primo di una lunga serie di cugini (siamo in 9!). Nessun invitato in comune, ma tante analogie per me. La prima riguarda la forma. Entrambi hanno scelto una chiesetta piccola e raccolta di frazione o addirittura…
Il mio sogno più grande
Settimana scorsa ho toccato il cielo con un dito. Sono stata in paradiso. Niente Hawaii, Bora Bora o simili, mi sono solo trasferita 5 km più in là rispetto a casa mia, a casa del mio moroso. Approfittando dell’assenza dei miei suoceri, in vacanza sulla riviera romagnola, abbiamo fatto le prove tecniche di convivenza in vista di un eventuale futuro a due e… Ed è stato dannoso, deleterio, perchè è stato troppo bello. Ora non riesco a pensare ad altro, non riesco più a farne a meno, come un drogato in crisi d’astinenza. Sapevo già che lui è speciale, ma non fino a questo punto: un uomo che si alza solo per farvi la colazione, che cucina per voi la sera, che vi prepara l’aperitivo, che vi spina il pesce, pur di farvelo mangiare, che vi prepara la schiscetta al mattino… voi come lo definireste? Tutte queste attenzioni, questi piccoli gesti d’amore mi facevano venir voglia di lavare i piatti,…
Love forever does exist. E io c’ho le prove.
Di che cosa è fatto l’amore? Ma soprattutto, quanto dura? Abbiamo già provato a dare una risposta a questo quesito, che tuttavia rimane un’annosa questione aperta a millemila interpretazioni e opinioni. Io lo ribadisco: se uno lo vuole, l’amore può durare una vita. E c’ho le prove. Stamattina, scartabellando su Internet un po’ per lavoro e un po’ per curiosità, mi sono imbattuta in un progetto a dir poco meraviglioso. Il titolo? ‘Love ever after’, l’amore al di là. Al di là degli anni, delle difficoltà, dei bisticci, delle incomprensioni, dei tradimenti, della noia, dei nostri egoismi, di noi stessi. Per far spazio al noi, inteso come coppia. Lauren Fleishman, giovane fotografa di New York, dopo la morte del nonno, ha trovato sul suo comodino una lettera d’amore scritta da lui alla moglie dal fronte durante la Seconda Guerra Mondiale. Da lì, l’illuminazione: perché non fotografare e intervistare coppie, il cui matrimonio ha resistito a tutto, superando il test del…
Quanto dura l’amore?
“Una zanzara dura un giorno, una rosa dura tre giorni. Un gatto dura tredici anni, l’amore tre. È così. C’è prima un anno di passione, poi un anno di tenerezza e infine un anno di noia”. Olè. Che belle prospettive. Grazie Frederic Beigbeder per questo ritratto incoraggiante, ci viene quasi voglia di innamorarci. L’autore del romanzo ‘L’amore dura tre anni’, ora è diventato anche regista dell’omonimo film, in questi giorni nelle sale di tutta Italia. Settimana scorsa sono andato a vederlo in anteprima con il mio moroso e per tutto il tempo, non ho fatto altro che riflettere sulla mia storia d’amore e sulle sedicenti verità propinate dalla pellicola e mi sono chiesta: ma se l’amore dura davvero tre anni… allora il mio cos’è? Fratellanza, la solita minestra riscaldata, un passatempo? Stare insieme da dieci anni non è mica come dirlo, e dieci è più del triplo rispetto a tre: a questo punto della storia, sai che palle! E invece.…
Come polenta e merluzzo
Partiamo da due presupposti: il primo è che sono veneta per metà, da parte di papà. Il secondo è che credo nell’amore, ancor prima che nel matrimonio, ma che reputo una cosa fichissima il fatto che due innamorati si scelgano per la vita e si giurino amore eterno davanti a tutti, parentame, invidiosi e divinità (se ci credete) inclusi. Detto questo, vi chiederete: ma che sta dicendo? Delirio da caldo asfissiante? Troppo lavoro? Ora capirete. Settimana scorsa sono stata invitata come blogger all’evento ‘Per tutti i gusti – Il giro d’Italia a tavola’, un evento promosso dalla catena Starwood Hotels e coordinato da Carlo Vischi, direttore delle collane Trenta Gourmet di Trenta Editore e Immaginazione di Malvarosa Edizioni. L’obiettivo? Far scoprire le eccellenze gastronomiche delle varie regioni del nostro Paese. Premettiamo che io in cucina sono una frana, ma che di contro sono un’ottima forchetta, della serie: in mezzo a tutte quelle food blogger, mi sentivo come un pesce fuor…
Il mio matrimonio
A te che mi hai salvato. Piangevo. Stamattina sul treno piangevo, come una scema. Sul Vanity Fair di qualche mese fa (dovete sapere che ho arretrati di due mesi!) leggevo l’intervista fatta a Andrea, marito di Anna Lisa Russo, la ragazza scomparsa quasi un anno fa, sconfitta da un cancro. Diventata famosa suo malgrado, poiché teneva un blog dove raccontava la sua vicenda, le sue paure, i suoi sorrisi, la sua voglia di vivere, qui il marito Andrea (che l’ha voluta sposare un mese prima della morte) racconta dei loro progetti: “Una casa nel bosco, con le api per fare il miele e due capre, due asinelli, due ochette. Tutto due, perché diceva che nessuno doveva stare mai solo”. E allora piangevo. Piangevo, perché ricordavo di quella volta che successe a me, a noi. Solo con un epilogo, per fortuna, diverso. Che mi ha, ci ha reso diversi. E più forti. Avevo 21 anni. 20 e mezzo per la…
Desperate anch’io
Sono distrutta. Anzi, disperata. Doppiamente disperata. Desperate Housewives, una delle mie serie tv preferite, è finita. L’ultima puntata è andata in onda mercoledì scorso e il finale è stato non deludente, di più. Ecco la ragione della mia disperazione al quadrato. Dopo Sex & The City e le quattro amiche superfashion sessopatiche di New York, ora mi abbandona anche il quartetto di casalinghe di Wisteria Lane. E le mie serate non hanno più senso di esistere. Dopo di loro, il diluvio: non mi sono più affezionata a nessuna serie, anche perché non ho più avuto il tempo di stare incollata alla tv la sera (ma questo è un altro discorso). Io sono una superfan accanita dei misteri di Wisteria Lane: ho iniziato a seguire le vicende di questo ‘tranquillo’ sobborgo di non si sa di quale città americana proprio otto anni fa, quando lo trasmettevano su Rai2. Non mi perdevo una puntata e se la perdevo, la registravo (ai tempi…