Sarà stato nel modo in cui si tenevano le mani, la sua di lui sotto, a sostenere quella piccolina di lei, come a dirle: “Sono qui con te, ti sorreggo io”. Deve aver fatto così anche nella vita, Don: sempre pronto a supportare la moglie Maxine, a starle accanto, a proteggerla. Anche nell’ultimo suo periodo, quello più difficile, quello in cui ha combattuto contro la malattia: fratturatosi un’anca dopo una caduta, han passato gli ultimi giorni della loro esistenza fianco a fianco, in due letti separati ma vicini. E se ne sono andati insieme: prima lei e dopo quattro ore lui. Che senza di lei non sapeva stare.
Me la immagino così la storia di Don e Maxine, che sta facendo il giro del mondo, apparsa sulle principali testate nazionali e internazionali: un amore folle, vero, un’unione d’anime e di cuori, un sodalizio durato 62 anni, fino a che il “finché morte non vi separi” è diventato realtà. Un link che mi ha passato Alessandra e che subito mi ha strappato una lacrima: si può davvero amare così tanto una persona da essere una sola cosa con lei, da smettere di battere il cuore nell’istante in cui quello dell’altro fa lo stesso? Non faccio in tempo a darmi una risposta che leggo su un’altra bacheca di questa coppia che festeggia l’incredibile traguardo dei settant’anni di matrimonio e nonostante i problemi di salute di lei, che la costringono a stare a letto, lui la mattina stessa, si è presentato lì, con una rosa rossa in mano, ed emozionato, le ha stampato un bacio sulle labbra, come se fosse la cosa più preziosa della sua vita.
Si può davvero amare così tanto una persona? E per così tanto tempo? In questi anni, ho avuto l’onore e il piacere di intervistare diverse coppie, tutte sposate da più di settant’anni e mi ha sempre sorpreso la loro infinita voglia di stare insieme, il loro guardarsi negli occhi pieno d’ammirazione e d’amore per l’altro, il loro cercarsi le mani e cercarsi anche dopo un litigio, per ricominciare, insieme. “Ascolta sempre quello che ti dice il cuore: tu stai insieme a lui per amore e non per orgoglio, giusto? Quindi, lascia fuori le cose inutili dal rapporto e fai quello che ti fa stare bene, fosse anche fare sempre il primo passo per andargli incontro”, mi disse un giorno mia nonna, donna di poche parole ma di grande esempio.
Si può davvero amare così tanto una persona da essere una sola cosa con lei, da smettere di battere il cuore nell’istante in cui quello dell’altro fa lo stesso? Sì, se si è disposti sempre a fare del proprio cuore una casa dove accogliere quello dell’altro e della propria mano un sostegno, pronta a raccogliere quella dell’altro quando stanca di combattere o a inseguirla, quando si sta allontanando.

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