Certi incontri sembrano casuali. Poi la vita ti insegna che non sono affatto un caso. A questa ragazza ho voluto bene sin da subito, senza un perché. Questa ragazza mi ha fatto un dono grande, per il quale le sarò grata a vita, comunque andranno le cose. Con questa ragazza stamattina ho parlato di Dio, e di anima, e di bellezza, e di spirito, e di aura. E abbiamo pianto assieme, e ci siamo strette le mani, in uno scambio di energia bella. Se c’è una cosa che le batoste della mia vita mi hanno insegnato è quella di riconoscere e recidere i rami secchi, quelli che soffocano la pianta, sottraendole linfa vitale, e invece accudire e coltivare quelli pieni di frutti. Questa ragazza d’ora in poi sarà uno dei miei “capi”, un ramo pieno di frutti. Certi incontri sembrano un caso, poi capisci che sono un regalo che la vita ti fa per ricompensarti della fiducia che hai posto…
Posts by Francesca Favotto
Un Amore che non imprigiona
Arrivo agli studi di Tv2000 stamattina, per partecipare alla puntata di “Bel tempo si spera”. Mi microfonano. Non sono emozionata, sono abituata a parlare in pubblico. Mentre mi fanno attendere di andare in diretta però, fanno partire come prova l’intro della puntata: è uno spezzone di quando ci andasti tu, in diretta. Sento la tua voce. Vacillo, ho un tuffo al cuore. Le lacrime fuoriescono naturali. Il rimmel, mannaggia. Mi ricompongo, vado davanti alle telecamere. Sono tranquilla. Sei tu a parlare per me. Ti sento nei miei pensieri, nella mia voce che non trema. Ma poi sento le parole di Don Mauro. E vacillo di nuovo. Perché diventa tangibile l’amore che hai lasciato agli altri. E a me. Mi ricompongo, ricomincio a parlare. Ma stavolta la voce trema. Perché si fa viva la consapevolezza che tu fisicamente non sei lì con me. Ma ti sento, avverto un brivido, la tua mano sulla mia schiena, come a dire: stai andando forte,…
Un lifting all’anima
Son grata alla vita. Oggi ho ringraziato la vita almeno una decina di volte. Per l’affetto della mia famiglia, per le leccate mattutine delle mie cagnoline, per il lavoro che faccio e che amo, per i progetti che ho per me stessa, per le telefonate gentili, per i messaggi degli amici, per aver potuto ammirare di nuovo la bellezza di Roma, perché finalmente mi guardo allo specchio e mi vedo bella, perché ho tanto curioso entusiasmo verso il futuro. Perché ho conosciuto l’amore vero. Allo stesso tempo, sono incazzata perché dovrei essere arrabbiata per quanto mi è stato sottratto. Ma ho ricevuto talmente tanto che non riesco ora a sprecare tutto l’amore che c’è stato e che c’è. Lo incanalo verso me, mi prendo cura della mia anima, consapevole che questo si riverbera poi al di fuori. Perdiamo così tanto tempo a badare alle cose esteriori, quando basterebbe farci un lifting all’anima per cambiarci gli occhi e vedere il mondo…
La tua ultima intervista
Questa all’apparenza potrebbe sembrare solo un’intervista. Ma non lo è. Questo è un dono grande, immenso, che il destino ha voluto farci. Il destino che stavolta ha preso le sembianze di Angela Iantosca, direttore di “Acqua e Sapone”. A febbraio, appena cominciato il lockdown, mi scrive: “Francesca, raccontiamo la vostra storia?”. Con il tempo lento della chiusura forzata, prende forma il come: “Perché non intervisti tu lui?”. Nessuno sapeva che questa sarebbe stata la sua ultima intervista. E per questo sono infinitamente più felice che sia stata io a fargliela. Eravamo emozionati, tuttora quella rimane una delle mattinate più belle della nostra vita insieme. Ne è uscita non un’intervista, ma una dissezione a cuore aperto: risposte che sono eredità di senso, risposte per la vita. Da qui traspare com’era lui: il suo attaccamento alla vita, la sua fame di sogni – “Sto lavorando per il mio lieto fine”, recita il titolo -, il suo amore per me. “Quando ti dico…
Il mio 11 settembre
Oggi è l’11 settembre, la data che 19 anni ha cambiato tutta la Storia. Ho realizzato che proprio in quel periodo, nel 2001, giorno più giorno meno, ho conosciuto te, che hai cambiato tutta la mia storia. So che l’11 settembre ha aperto una crisi senza precedenti, ma da questa crisi son nate anche delle cose belle, delle opportunità. Tu sei stato il mio 11 settembre: mi hai colpito, demolito, disintegrato e ancora adesso vi sono le macerie a testimoniarlo. Ma da queste macerie è nato un Amore immenso, e da questo Amore tante cose belle sono uscite. E tante ne usciranno. La differenza sta tutta in come si vivono le circostanze: non serve a niente piangere e disperarsi su ciò che è stato, ma vedere cosa si può costruire con quello che è rimasto.…
Un domino di bene
Lei è la mia Amica, ha appena finito di festeggiare i suoi 32 anni. Per capirci, è la prima persona che ho chiamato quella fatidica mattina in pronto soccorso, dopo mia madre e mia sorella. Lei è venuta ed è stata lì tutto il giorno, nonostante abbia il terrore degli ospedali perché le ricordano brutti momenti della sua vita. Si è presa cura di me, prendendosi cura di ciò che io giocoforza non avevo la testa di seguire. Accanto a me ho avuto anche altre donne, un esercito di donne, che mi hanno accudito anche da lontano: con una foto, un cuore, un messaggio, una frase, una canzone, una chiamata, una preghiera. Mi hanno teso una mano e mi hanno scaldato il cuore. Tante, ma tante, che non riesco a contarle. Una specie di matriarcato, una sorta di società maternale, in cui le mie donne si sono curvate su di me e mi hanno medicato le ferite dell’anima. Ho sentito…
Surreale ma bello
E niente, Amore mio, hai deciso di farmi piangere: ieri in tv hanno dato “Pearl harbor”, stasera “Notting hill”. E tutti sanno ormai cosa significhi questo film per me, per noi. Ti ricordi quando l’anno scorso, durante la colazione in camera al San Luis, ci siamo messi a ricordare ogni battuta e a ballare sulle note di “When you say nothing at all”, cantate da me? Hai messo un po’ di questo nostro film nel tuo libro. E stasera, a un mese dalla tua partenza, sei venuto a ricordarmi che mi ami ancora. Io ero solo una semplice ragazza, che stava di fronte a un ragazzo e gli ha chiesto di amarla. E tu l’hai fatto. Amarti sulla Terra è stato surreale ma bello. Amarti tra le nuvole ancora di più.…
Un mese senza di te
Non so dove tu sia ora, ma so che sei in un posto felice. Ancora non riesco a sognarti, ma avverto la tua presenza forte e chiara. Ora che tutto vedi, saprai che sono arrabbiata con te in questi giorni, perché mi sento persa: te ne sei andato senza lasciarmi alcuna direzione da seguire, tranne quella di prendermi cura di me. Forse l’unica eredità che conta. Ma quando ci si sente persi, il segreto è cominciare con un piccolo passo perché è l’immobilità che frega. Oggi mi piacerebbe ricominciare a camminare, mi sa che lo farò. Un mese senza di te: manchi, ma ci sei. Ti amo fin dove sei tu.…
Mi manchi da vivere
Amore mio lontano, stasera in tv danno “Pearl harbor”. Il destino è beffardo: in questi giorni in cui mi manchi di più, in cui mi manca la tua parola giusta al momento giusto, danno questo film. Ricordo il momento esatto in cui lo vidi per la prima volta: è uscito nelle sale il giugno del 2001, pochi mesi prima di vederti per la prima volta. Colpo di fulmine. Poi qualche mese dopo, uscì il vhs, lo vidi e rimasi folgorata: Josh Hartnett ti somigliava così tanto. Consumai quella videocassetta. Lì capii di essere innamorata di te. Ricordi che ogni tanto te lo dicevo? Ora son qui che lo guardo in tv, da sola. Come allora. Ma ora non ho più la speranza che tu possa chiamarmi, mandarmi un sms o venire a prendermi con la Ford Fiesta. In questi giorni osservo le persone e mi sembrano tutti così matti: litigano e si tengono il broncio per cazzate. Sapessero quanto tempo…
Fallo per te
Amore mio bellissimo, sono andata ad Arese alla fine e ho trovato i pantaloni che avevamo preso insieme online, ma che non mi andavano bene. Ci ho abbinato una maglietta bianca, che prima mai avrei preso, perché “troppo per me, ma poi quando la metto?”. L’ho presa perché secondo me mi dona, perché adesso la sento più mia. Così come ho comprato un paio di pantaloni zebrati: l’avresti mai detto? Ma mi va di osare, di provare qualcosa di nuovo per vedere se si abbina alla nuova me. E alla nuova me tutto questo piace. Sei stato tu a spronarmi a uscire dal mio guscio. Mi dicevi: “Sei bellissima, scopriti, mostrati”. Eri tu a farmi quegli scatti maliziosi, ed eri l’unico a sapermi leggere dentro. Perché in quelle foto mi vedevo bella anch’io. Mi hai educato alla consapevolezza di me stessa, a essere sicura di me perché non c’è davvero nessun’altra che può eguagliarmi. Mi dicevi che ero unica, che…