“Per June, che amava questo giardino. Da Joseph, che le sedeva sempre accanto”. Certe persone passano la loro vita insieme…”. Amore mio eterno, questa è una delle mie frasi cinematografiche preferite tratte da uno dei miei film preferiti, tanto che ogni volta che trovavo una panchina che somigliasse a quella di Anna e Will ti ci trascinavo a fare una foto romantica. Tu lo sapevi. E così mi hai fatto un regalo grande. “Piccole fiabe per grandi guerrieri” non era stato dedicato a nessuno. Dicevi che ti eri scordato. In realtà, credo tu volessi dedicare il tuo vero e unico sogno: il tuo primo romanzo. Perché tu non sprecavi mai un gesto, ma davi un significato a tutto. Così quando ho aperto “Un altro giorno insieme” per la prima volta, il cuore mi si è fermato di colpo alla dedica: “Da Matteo che sognava intensamente, a Francesca, che ancora oggi è tutti i suoi sogni”. Hai voluto dedicare a me…
Posts by Francesca Favotto
Un altro giorno insieme
Amore mio luminoso e puro, stasera ho onorato la nostra tradizione: come 3 anni fa, quando uscì “Piccole fiabe per grandi guerrieri”, sono andata alla Mondadori di Arese e ho acquistato la nostra copia di “Un altro giorno insieme”, anche se ne avevo già una in casa, perché dicevi: “Il talento va sostenuto e io voglio sostenermi e gratificarmi”. Sai che eri dove sognavi di essere da sempre? All’ingresso, sotto “Romanzi” e tra le “Novità”. Ricordo ancora quando 3 anni fa spostasti Piccole fiabe dal reparto Bambini a quello delle Novità! Be’, ora ci sei di diritto! Così come sei tra i primi 100 in tutte le classifiche di Amazon, dai Bestseller alle Novità, ai Libri per ragazzi. Così come oggi da Nord a Sud tutta Italia si è tinta di arancione! Così come Piccole fiabe è andato in ristampa: abbiamo venduto 7 mila copie, e ora saranno sempre di più! Quanti miracoli, Losino! Ma quello più grande l’hai compiuto…
I miei punti fermi
Da 35 anni a questa parte ogni volta che era il momento di tornare a casa dai miei zii di Ferrara, mi prendeva un groppo alla gola difficile da spiegare e calde lacrime rigavano il mio volto. Non era solo la compagnia, l’atmosfera, il buon cibo, la confortante routine delle vacanze. Era qualcosa di più, ma non capivo mai cosa. Ora che sono di ritorno, sto piangendo, come ogni volta. Ma son lacrime diverse. Questa volta non son venuta per passare semplicemente qualche giorno dagli zii. Sono arrivata distrutta, disintegrata, con l’anima a brandelli, nascosta sotto il mio proverbiale immancabile sorriso. Avevo bisogno di venire qui. Perché sapevo di trovare la pace che mi serviva. Ma non immaginavo così. Non ho trovato solo la solita amorevole accoglienza, ma orecchie desiderose di ascoltare le mie paure, parole cariche di significato, abbracci in grado di ricomporre i pezzi del mio cuore stanco, luoghi immacolati e immersi nella natura che mi hanno curato…
Pantera nera e SuperTeo
Ti eri tatuato la Pantera nera sul braccio, perché quella notte a Torino, nel freddo dell’inverno, a vedere “Black Panther” da solo, dicevi che era stata la più bella della tua vita. Perché avevi realizzato che eri l’uomo che volevi diventare e lo sei diventato davvero. Era tra i tuoi supereroi preferiti, il primo nero. Così come amavi Deadpool, il primo e unico supereroe col cancro, ma immortale. Anche Chadwick, l’attore che ha dato il volto alla Pantera nera, non ce l’ha fatta. Cancro al colon preso troppo tardi, se ne è andato troppo presto. Come te. Anche qui però muore la persona, ma il supereroe che era rimane per sempre. Come te. Ora vi sarete incontrati nelle savane eterne. Comincia a essere un posto sicuro lassù. Non dimenticatevi di noi.…
Fare l’amore
Ieri sono andata sotto alla grande quercia, che ora è anche un po’ mia. Ho messo su la playlist, quella che ho dedicato a Teo, e mi sono lasciata cullare un po’. All’improvviso, si è alzato un vento forte, e le foglie di palma accanto a me hanno cominciato ad accarezzarmi delicatamente. Ho sentito dei brividi, forti, lungo la schiena. Perché è da tanto che nessuno mi accarezza più. Mi mancano le sue dita affusolate su di me. Non credo a chi dice che del sesso si possa fare a meno o a chi dice che sta bene anche senza. Il desiderio è una cosa seria. Due corpi non diventano un’anima sola solo con le parole. Perciò chi può, appena può, costruisca insieme all’altro il suo tempio. Non per niente si dice “fare l’amore”.…
Come i cavalloni
Questo è il pontile da cui mia mamma ha imparato a nuotare: mi raccontava sempre che da piccola mio nonno Ido per insegnarle una cosa di cui aveva paura, l’aveva lanciata in acqua da questo molo. E così, nella difficoltà, aveva imparato a stare a galla, quella volta e poi per sempre. La paura è come con i cavalloni: se li affronti, rimanendo in piedi, rigido come una tavola, ne vieni travolto, facendoti anche un gran male. Ti ci devi tuffare, per capire non solo che puoi sopravviverle, ma anche che sott’acqua ti puoi godere la sensazione e il momento.…
23 agosto 2002, ore 23.40
Amore mio straordinario, oggi sarebbero stati 18 anni insieme. Quest’anno mi sarebbe bastato festeggiarli a casa nostra, con le nostre cucciole e uno dei tuoi hamburger buonissimi. Ma tu non ci sei. O meglio, non sei più fisicamente accanto a me. Ma con la tua forza incredibile, ci hai trascinato tutti qui, in questo luogo così pieno di senso per noi. Qui ci siamo incontrati per la prima volta 19 anni fa: io giocavo nella Mista, tu volevi provare la pallavolo. Ti ho visto al bar e ho detto a mia mamma: “Lo vedi? Lui sarà mio”. Come dicevi sempre tu, “Bimba vuole Bimba ha”, e così è stato. Dopo un anno di corteggiamento (una volta si usava così), dopo svariate bollette intercontinentali del cellulare che mio padre sogna ancora di notte, la sera del 23 agosto del 2002 ho deciso di baciarti, sancendo l’inizio della nostra storia (una volta si usava così). Che speravo fosse da sogno, ma mai…
Difenderò il nostro Amore
Amore mio santissimo, in questi giorni contrastanti, fatti di momenti di gioia intrisi di dolore, c’è una cosa che più di tutte mi pesa affrontare: il fatto di essere impotente per rendermi utile. Se per te ero “tutta la tua vita”, per lo Stato non sono nessuno. E non è per il fatto di non avere diritto a nulla in termini materiali, ma anche in termini spirituali, come se io non essendo moglie, non avessi diritto a soffrire come un cane. “Siete sposati?”, “No”, “Ah allora vabbè, niente”. Volevi sposarmi quando saresti guarito, per offrirmi un futuro perfetto. Ora ho un futuro imperfetto, ma perché non ci sei tu. Tutto ciò che avrò, lo otterrò non per diritto, ma per l’amore che sono e sarò riuscita a seminare. Che abbiamo seminato insieme. Difenderò il nostro amore perché è tutto ciò che mi rimane. E non è poco. E vale tutto l’oro del mondo.…
Un regalo per me
Amore mio puro, ricordi quando un mese fa son tornata a casa dal viaggio stampa a Desenzano del Garda? Ti parlai in modo entusiastico di un posto dove volevo assolutamente portarti: non avresti apprezzato il vino, ma di sicuro la natura, il paesaggio, l’atmosfera. Ecco, quando per una strana concatenazione di eventi, sono riuscita a portare qui i nostri amici, avevo il cuore che mi traboccava di gioia. Era un regalo per Tico, ma in realtà il regalo l’hai fatto tu a me. Perché so che hai fatto in modo che io potessi trovarmi qui, anche senza di te. Perché era un mio piccolo sogno, e tu amavi realizzare anche questi per me. Così mi son vestita come se avessi dovuto venirci con te, con il body che abbiamo comprato insieme negli ultimi giorni e che mi dicevi starmi benissimo. E ti ho cercato tra le nubi acquerello. Sorridendo a ogni sorriso. È stata una serata perfetta. E tu eri…
Ti ho trovato nel sole che calava
Amore mio gigante, oggi sono partita per il lago. La prima vacanza senza di te. Non ero più abituata: come si fanno le vacanze in gruppo? Avremmo dovuto partire insieme, la pneumologa ci aveva consigliato un luogo fresco al di sotto dei 1000 metri di altitudine per non affaticare i polmoni. Poco prima della tua partenza, ti avevo girato dei link da guardare per provare ad andare in vacanza. Ma sei partito senza di me. È una sensazione strana, quella che provo: avevo una gran voglia di cambiare aria, ma al tempo stesso mi sentivo in colpa. Sai, nell’immaginario comune, dovrei rintanarmi in casa vestita di nero. Ma non sono mai stata una persona comune, noi due non lo eravamo. È stata una giornata spensierata, ma verso sera, ho sentito il bisogno di venirti a cercare. Ti ho trovato nel sole che calava, la tua ora preferita. E lì, siamo stati insieme per un po’.…