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luglio 12, 2019

#Startupmonamour – Bubble Bar, cin cin su tre ruote!

  • Startup Mon Amour

Ed eccoci con una nuova puntata della nostra rubrica più seguita e letta: “Startup Mon Amour”, il viaggio alla scoperta di realtà innovative legate al mondo del wedding e delle donne in generale, ideato da #giovaniconlapiva. Oggi la nostra Carolina Casolo ci presenta una realtà davvero originale e perfetta per qualsiasi vostra festa, compreso il matrimonio: il Bubble Bar di Mary Kate e Alessandro.

L’Ape Car di Bubble Bar

Un wine bar su tre ruote, un’Apecar e si torna indietro nel passato, in un’epoca in cui bastava davvero poco per essere felici! Carolina è sempre stata attirata da questo mitico mezzo di trasporto e a Milano ne ha trovati diversi, da chi vende abbigliamento, a chi vende bijoux (Batika Boutique), libri, fiori e piante (Florélite). Fanno allegria e l’angolo della strada diventa subito punto di aggregazione.

Seguite Mary Kate e Alessandro, un melting pot di bollicine e non solo che ora vi raccontiamo qui.

Bubble Bar… tra i monti!

Chi siete? Presentatevi!: “Siamo Mary Kate e Alessandro. Lei newyorkese, lui siciliano. Che coppia! Entrambi nel mondo del marketing con un’infinita passione per la cucina, il vino e l’Italia. L’Italia, quella bella, quella difficile, piena di colori e profumi, di tradizioni e culture. Una storia d’amore la nostra, nata tra passeggiate sui sanpietrini a Roma, poi nei picnic di Parco Sempione a Milano. Da qui nasce la nostra idea del Bubble Bar, dall’amore (con un accento siciliano questa ultima frase farebbe più effetto!)”.

Bubble Bar: bollicine, made in Italy e tradizione. Un’idea nata in occasione del vostro matrimonio… e poi?: “Dolce Vita. Il nostro Bubble Bar vuole aggiungere un tocco di quegli anni gloriosi della nostra Italia. Forse anche per questo abbiamo restaurato un’Ape storica proprio degli anni Sessanta. Abbiamo pensato che fosse un buon modo per dare la possibilità alle coppie, che come noi amano le belle cose, di festeggiare in modo insolito. Poi ovviamente si è evoluta, dando spazio anche a eventi di altro genere”.

Un wine bar su tre ruote. Che idea! Solo matrimoni o anche feste private, aziendali o altro?: “Sempre più aziende chiedono i nostri servizi per la cena di fine anno o la promozione di un prodotto. Un modo originale e di sicuro effetto per far avvicinare più clienti al proprio stand durante le fiere, chi dice di no a un bicchiere di vino?”.

Bubble Bar, idea perfetta per i matrimoni!

Bubble Bar, la startup dello street drink? Siete legati a qualche cantina in particolare o fate ricerca sul territorio nazionale?: “Il concetto dello “street drink” non è ancora accettato, soprattutto in Italia dove il vino è quasi una religione. Stiamo provando a promuovere il concetto del “prosecco to go” con bottiglietta e cannuccia (rigorosamente di carta) per le vie di Milano, ma a volte l’ambizione si scontra un po’ con le finanze di una startup. Riguardo il vino, abbiamo avuto l’oneroso compito di assaggiarne tantissimi e ne abbiamo scelti alcuni che fanno al caso nostro soprattutto in base alla stagionalità”.

Il mondo dello street food, i trucks, anche stellati sono ormai tanti. Il vostro Bubble Bar è unico. Pensate di inserire nuove offerte, nuovi servizi, di evolvervi per il 2020? Trend da seguire ci sono anche nel mondo del beverage? Cosa berremo nel 2020?: “Ovviamente il food sta avendo maggiore riscontro sulle piazze, strade e fiere di tutto il mondo. Nel mondo beverage sono in pochi a investire. Solo alcuni si stanno facendo promotori di “Prosecco bar” in luoghi insoliti (aeroporti, navi…). Noi non limitiamo la nostra offerta al vino, ma anche a una serie di cocktail a base di bollicine, dal classico spritz, al mimosa o ad altri meno conosciuti, ma altrettanto apprezzati.

Pensiamo che l’evoluzione sarà nella fruizione del mondo beverage in generale. Fortunatamente si beve meno ma meglio, ricercando migliore qualità e novità. I party privati in giardino o in piscina saranno, secondo le tendenze, il nuovo trend della prossima stagione. Un’Ape degli anni Sessanta a servire bollicine sarà un must! Al momento la nostra evoluzione sarà geografica e logistica, abbiamo già in cantiere un’altra Ape – “la newyorkese” – che sbarcherà a New York City per la prossima stagione. Ma “la Milanese” rimarrà a disposizione di tutti i party italiani… Niente paura!”.

Bubble Bar sotto l’Arco della Pace a Milano

Matrimonio: gli sposi, per vostra esperienza, ne sanno di beverage o si affidano in toto a voi?: “Ai matrimoni a cui abbiamo partecipato, gli sposi si sono affidati a noi, chiedendo qualche consiglio in base al momento in cui hanno voluto servire le nostre bollicine, se fuori dalla chiesa o come welcome drink in villa. Riusciamo a dare una buona scelta tra bianco o rosè e diverse tipologie di uve”.

Il mondo del beverage è un settore ancora di nicchia? Credete sia possibile riuscire a far conoscere maggiormente la storia del vino, in questo caso del Prosecco, le aziende italiane e i loro prodotti attraverso il vostro Bubble Bar?: “Ce la mettiamo tutta per far conoscere la qualità e l’importanza del “buon bere”. Infatti, oltre al vino alla spina, abbiamo sempre delle ottime bottiglie da far degustare ai nostri amici e clienti”.

Bubble Bar sui Navigli di Milano

Vi sembrano maggiormente coinvolti a conoscere il mondo del vino i giovani di oggi? Avete notato una curiosità crescente durante le vostre “incursioni” con l’Ape di Bubble Bar agli eventi cui partecipate?: “I giovani hanno senza dubbio più curiosità del mondo del vino, trascinato forse dalla mass cultura culinaria che si è diffusa negli ultimi anni”.

Il mondo del beverage oggi crea tendenza e presenta una forte affinità con il fashion, il design e il lusso. Vi sentite di condividere questo pensiero in base alla vostra esperienza?: “La nostra startup rappresenta almeno due di questi mondi, quindi andiamo a braccetto con questo pensiero. Devo però criticare la loro reticenza ad accogliere nuove idee”.

È stato difficile trovare un professionista che sapesse supportarvi e consigliarvi in tema di pop economy, occupazione suolo pubblico e licenze?: “Siamo stati costretti a far tutto da noi. Purtroppo con l’ausilio di qualche ente che si occupa di commercio ambulante, continua a essere eccessivamente costosa la burocrazia italiana: con tutti i permessi, licenze e autorizzazioni, avremmo potuto costituire una Spa. Professionisti? Troppo cari in Italia per una startup!”.

Come avete gestito l’impiego di collaboratori, se ce ne sono? Avete utilizzato voucher Inps per le collaborazioni occasionali?: “Finora non abbiamo avuto bisogno di collaboratori. Ci siamo rimboccati le maniche e fatto tutto da noi. Abbiamo fatto di necessità virtù, visto che volevamo che la nostra idea avesse la nostra faccia e solo noi possiamo trasmetterla al meglio”.

Mario Soldati soleva dire che “il vino è la poesia della terra”. Auguri a voi ragazzi, cin cin!: “Grazie, è stato un vero piacere!”.

Ora ci rileggiamo tra due settimane: che realtà ci farà scoprire questa volta la nostra Carolina? Stay tuned e lo scopriremo presto!

Chi è Carolina: Carolina Casolo, ovvero #carolinaconsulente, è una consulente un po’ atipica, che ama poter assistere aziende o persone fisiche che iniziano una propria attività seguendo un sogno, fornendo punti di vista differenti e trovando soluzioni innovative per rispondere alle sempre più particolari esigenze dei clienti. Ecco da dove è nato il suo interesse per il settore del wedding e in particolare per le startup. È la founder di #giovaniconlapiva, la società di servizi e consulenze dedicata ai giovani under 35 che si approcciano al lavoro autonomo.

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by Francesca Favotto | no comment
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Chi sono

"...Non è Francesca", recita la canzone di Battisti. E invece sì, son proprio io.
Nasco a metà degli anni Ottanta, la settimana in cui i Dire Straits dominavano le classifiche mondiali con il loro successo ‘Money for nothing’, sotto il segno della Bilancia, ascendente Leone. Determinata e tenace, innamorata della vita e del bello, appassionata di musica fino al midollo (grazie ai Dire Straits nel mio trigono), sin da piccola preferisco i temi di italiano alle equazioni di algebra, inclinazione che mi porta a intraprendere studi a carattere umanistico. Linguista per necessità, ma giornalista per passione, ben presto scopro quant’è bello e divertente girare come una trottola in cerca di notizie. La serie tv ‘Sex and the city’ dà il colpo di grazia al mio destino: la vita di Carrie Bradshaw è troppo bella per non provare a realizzarla!

Un’insana passione per lo shopping unita alla curiosità per il fashion biz mi aiutano quindi a ‘masterizzarmi’ in Giornalismo di Moda, titolo che mi apre la strada in un settore pieno di sogni e di amore: quello del matrimonio! Fidanzata da quindici anni, cerco di apprendere più nozioni possibili sull’argomento, applicandole nella vita a due. A un rimpianto preferisco un rimorso, a un muso lungo un sorriso, al bicchiere mezzo vuoto sempre quello mezzo pieno, a una vita senza sogni per paura di non riuscire ad avverarli, ne preferisco una piena di cicatrici e sudore nel tentativo di esaudirli. Sognavo la vita di Carrie… e intanto non mi accorgevo che la mia è pure meglio.

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