“C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce”. Leonard Cohen Ho sempre amato le perle. Non i diamanti, troppo sfacciati nella loro preziosità e brillantezza; non i rubini, gli smeraldi, gli zaffiri, ogni volta tagliati in modo diverso che non riesci a riconoscerli. Le perle, semplici, ma così eleganti e raffinate. Non ho mai saputo riconoscere però quelle autentiche da quelle di coltura o false. Così non ho saputo riconoscere te. Avevo una perla rara tra le mani e stavo rischiando di perderla. Lo sapete come nasce una perla? Deve entrare un corpo estraneo, inaspettato, indesiderato – come un granello di sabbia o un parassita, per esempio – nel guscio dell’ostrica: le pareti di quest’ultima iniziano a secernere una sostanza chiamata madreperla, che va a ricoprire l’ospite con vari strati, per isolarlo e proteggere il mollusco. Questo alla fine diventa qualcosa di prezioso: la perla. Ma una perla vera, autentica per essere tale…
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A te, che sei il mio uragano
Le persone speciali sono fatte così: arrivano in punta di piedi e nelle mani custodiscono l’uragano che ti stravolgerà il mondo. 16 anni fa mi innamorai del tuo sorriso, ignara di tutto quello che sarebbe venuto dopo. Altri sorrisi sarebbero arrivati, ma anche quante lacrime. E fatica, tanta. Ma il tuo pregio è sempre stato cancellare il brutto con un sorriso. A volte riesci a dimenticare anche la malattia, o quantomeno farla dimenticare a noi, che ti amiamo. E che abbiamo bisogno di sapere che ce la farai. Perché tu ce la farai. Mi ripeti sempre: “Niente è regalato, le cose succedono, riescono, se lo si vuole con tutto il cuore”. Il tuo desiderio più grande é guarire, e qualcosa mi dice che ci riuscirai. Finora hai realizzato uno dei tuoi sogni: quello di diventare uno scrittore professionista. Nonostante le mille porte sbattute in faccia, i numerosi no o “Non venderai”, hai dimostrato a tutti che una forza di volontà…
Trincea
Ve la ricordate la guerra di trincea durante la Prima Guerra Mondiale? Sì, quella estenuante serie di battaglie su più fronti, in cui non vinceva solo chi riusciva ad avanzare, ma vinceva anche chi riusciva a non arretrare, a non perdere uomini, a non alzare bandiera bianca. A resistere, insomma. Noi la stiamo vivendo, questa guerra in trincea: una lotta che dura da 11 anni ormai, tra noi e il suo tumore. Milioni di puntini nel suo petto, noi due e migliaia di altre persone che ci vogliono bene da questa parte del fronte. I primi anni erano tutte battaglie vinte, il bastardo batteva la ritirata, a colpi di operazioni e chemio. Oggi lui è ancora lì, nei suoi polmoni. Ma non sta avanzando. E noi non arretriamo di un passo, armati fino ai denti. Non stiamo alzando bandiera bianca. Non stiamo perdendo vita, insomma. C’è ancora speranza di vincere la guerra. E questo nella malattia significa la vittoria più…
Chi dice che l’amore è bello è un bugiardo
“Non è più baci sotto il portone, non è più l’estasi del primo giorno, è una mano sugli occhi prima del sonno. È questo che sei per me”. Niccolò Fabi L’amore è complicato. Un vero casino. A tratti una merda. Più sacrifici che soddisfazioni. Non sto parlando dell’innamoramento, no. L’amore è un’altra cosa. È quando il giorno prima lo vorresti picchiare e quello dopo non potresti vivere senza; è quando piangi tutto il giorno e hai gli occhi talmente gonfi da bruciare, ma poi lo vedi e tutto passa; è quando ti giri e ti rendi conto che avete costruito tanto insieme, nonostante ogni giorno sembra che no; è qualcosa che ha a che fare con la pazienza e la lungimiranza e l’aspettare qualcosa che, quando arriva, no, non si esaurisce l’entusiasmo; è quando maledici il giorno che l’hai incontrato perchè mannaggialcazzo, io avevo dei sogni – l’abito bianco, la staccionata bianca, due bambini, un cane – e ora…
La teoria della relatività
Salve, ho quasi 32 anni e quasi metà della mia vita ho convissuto con la malattia. Non la mia, ma del mio compagno: ma poi alla fine che differenza fa? Lui la porta dentro, un ospite indesiderato che alberga nel suo intestino, poi nel suo fegato, ora nei suoi polmoni. Stiamo cercando di sfrattarlo, ma con scarsi risultati. I medici dicono che basta che dormi, solo alloggio, niente vitto. Fosse facile. Il terrore che si risvegli affamato come una belva c’è sempre. Lui la porta dentro, la bestia. Lui rischia la sua vita. Io comunque la porto nel cuore. Ogni tanto mi rende rabbiosa, intransigente, impaziente, incazzata, perché il senso che tutta questa grande sofferenza non sia un’ingiustizia ancora non ce l’ho. Quella consapevolezza, quella serenità io ancora non ce l’ho. Ma il fatto che entrambi siamo felici e riusciamo a vivere con il sorriso vuol dire che stiamo facendo un percorso bello, il percorso giusto che ci porta a…
#Fiabecontroilcancro: la fiaba di Matteo
Matteo lo conoscete tutti, è il mio fidanzato. È il mio grande amore, la mia famiglia, il mio tutto. È giovane, bello, spigliato, volitivo, sempre sorridente e… malato. Brutto da dirsi, ma sì, Teo è malato. Di cancro. Da dieci anni. Potrebbero sembrare pochi, ma da giovani, nel periodo in cui ci si dovrebbe costruire una vita e invece la vita ti impegna nella lotta contro la morte, sono tantissimi. Dieci anni in cui la sua voglia di vivere e di andare avanti hanno fatto tutta la differenza, insieme alla ricerca scientifica. Teo ora è impegnato con la chemio, una compagna che non lo abbandonerà mai più e che gli dà già un bel pensiero e del filo da torcere, ma si è messo in testa che questo non può totalizzare la sua vita. Perché ha un messaggio da lanciare: le avversità non mancano mai e condizionano immancabilmente la nostra vita, ma tutto si può affrontare, combattere e sconfiggere. Proprio…
La danza della foglia
“La libertà della foglia che abbandona il ramo è la responsabilità di tornare ogni primavera”. Fabrizio Caramagna Esterno, giorno. Fine settembre. Da pochi giorni è già autunno, eppure la natura non ci vuol sentire: le foglie sugli alberi sono ancora tutte verdi e rigogliose, il sole cerca ancora di riscaldare le ossa. Oh no… ecco che una foglia si stacca dal ramo, per via di una folata di vento, e viene trasportata poco più lontano, lasciata cadere per terra con una delicata violenza, quella di chi sa che non può opporsi al suo destino, ma che ancora non tutto è finito. Ora è tempo che l’albero si metta a riposo, trattenga le energie per una nuova rinascita: della foglia non c’è bisogno, non più, non ora. Ma il suo momento tornerà. Interno, giorno. Metà settembre. Ospedale. “La malattia si è ripresentata… Senza cure non può stare… Proponiamo una chemio contenitiva, che miri a tenerlo sotto controllo, se non a…
Un taglio col passato
L’emozione più grande per voi nell’ultimo periodo? Per me è stato un taglio di capelli. Sì, un gesto banale, ripetitivo, cadenzato dalla ricrescita della chioma, per qualcuno un momento di relax nella vita frenetica, per altri solo una scocciatura e un inutile esborso di soldi, comunque sia, per tutti un appuntamento usuale, per niente speciale con la propria bellezza e la cura di sé. Ottobre Teo si presenta davanti a me con il rasoio elettrico, deciso a far piazza pulita sulla testa della sua folta chioma, ai tempi lunga, lucente, di un bel nero corvino, dei capelli bellissimi. “Ma amore, han detto all’ospedale che con questa cura non dovresti perderli”, “Non mi interessa: già la chemio mi dà ansia, non voglio dover aver paura di trovarmi delle ciocche per le mani. Non ce la farei”. A quel punto, facendomi coraggio, mi sono armata del rasoio e ho rasato quasi a zero la sua testa. La chemio avrebbe fatto il resto:…
Il mio matrimonio
A te che mi hai salvato. Piangevo. Stamattina sul treno piangevo, come una scema. Sul Vanity Fair di qualche mese fa (dovete sapere che ho arretrati di due mesi!) leggevo l’intervista fatta a Andrea, marito di Anna Lisa Russo, la ragazza scomparsa quasi un anno fa, sconfitta da un cancro. Diventata famosa suo malgrado, poiché teneva un blog dove raccontava la sua vicenda, le sue paure, i suoi sorrisi, la sua voglia di vivere, qui il marito Andrea (che l’ha voluta sposare un mese prima della morte) racconta dei loro progetti: “Una casa nel bosco, con le api per fare il miele e due capre, due asinelli, due ochette. Tutto due, perché diceva che nessuno doveva stare mai solo”. E allora piangevo. Piangevo, perché ricordavo di quella volta che successe a me, a noi. Solo con un epilogo, per fortuna, diverso. Che mi ha, ci ha reso diversi. E più forti. Avevo 21 anni. 20 e mezzo per la…