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giugno 17, 2016

Un taglio col passato

  • Strettamente personale

L’emozione più grande per voi nell’ultimo periodo? Per me è stato un taglio di capelli. Sì, un gesto banale, ripetitivo, cadenzato dalla ricrescita della chioma, per qualcuno un momento di relax nella vita frenetica, per altri solo una scocciatura e un inutile esborso di soldi, comunque sia, per tutti un appuntamento usuale, per niente speciale con la propria bellezza e la cura di sé.

Ottobre

Teo si presenta davanti a me con il rasoio elettrico, deciso a far piazza pulita sulla testa della sua folta chioma, ai tempi lunga, lucente, di un bel nero corvino, dei capelli bellissimi. “Ma amore, han detto all’ospedale che con questa cura non dovresti perderli”, “Non mi interessa: già la chemio mi dà ansia, non voglio dover aver paura di trovarmi delle ciocche per le mani. Non ce la farei”. A quel punto, facendomi coraggio, mi sono armata del rasoio e ho rasato quasi a zero la sua testa. La chemio avrebbe fatto il resto: non abbiamo mai saputo se li avrebbe persi davvero, ma quello che so è che la cura ne ha spento lucentezza e salute, lo notavo dalla corta ricrescita mensile. Ogni mese, infatti, per tagliare la testa al toro e non dover soffrire nel vedere andata parte della sua bellezza, mi si ripresentava di fronte, chiedendomi di ripassare sulla cute come Attila, lasciando dietro la mia mano il nulla. Ogni volta era un colpo al cuore, perché voleva dire che il calvario ancora non era finito, ma se questo lo aiutava a stare meglio, allora stavo meglio anch’io. In parte soffriva molto di questa cosa: Teo ha sempre adorato i suoi capelli, gli piaceva variare i tagli, tenerli cortissimi o lunghi a seconda dell’umore, delle mode, della stagione. Averli dovuti rasare l’ha fatto stare male, perché per lui significava tornare a essere una sola cosa: un malato di cancro, come se fosse uno stigma. E non c’era verso di fargli capire che era comunque bello, che non li avrebbe comunque persi: la paura di aggiungere ulteriore dolore a quello già procurato dalla malattia era per lui insostenibile, memore del suo passato recente.

Giugno

“Vado dalla parrucchiera a vedere se ha posto”, “Sì, effettivamente quei capelli hanno bisogno di una sistemata. Si vede che te li ho tagliati io”. La tac è andata bene, queste cure sono finite. Dopo un’ora: “Ma sei già qua? Hai fatto presto”. E giù i lucciconi: perché vederlo con quel crestino, seppur niente di esageratamente scolpito o difficile da realizzare, significava che un primo passo verso la felicità lo avevamo fatto, che poteva ricominciare a essere un ragazzo ‘normale’ della sua età, che non avremmo dovuto passare l’estate dentro e fuori dall’ospedale. Ci siamo abbracciati forte.

Un semplice taglio di capelli, atteso come si attende di tornare in superficie quando si è sott’acqua: tornare a respirare dopo un periodo passato in apnea, ringraziare per qualcosa che diamo troppo spesso per scontato, sapore di libertà.

cancro chemio felicità malattia piccole cose
by Francesca Favotto | no comment
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Chi sono

"...Non è Francesca", recita la canzone di Battisti. E invece sì, son proprio io.
Nasco a metà degli anni Ottanta, la settimana in cui i Dire Straits dominavano le classifiche mondiali con il loro successo ‘Money for nothing’, sotto il segno della Bilancia, ascendente Leone. Determinata e tenace, innamorata della vita e del bello, appassionata di musica fino al midollo (grazie ai Dire Straits nel mio trigono), sin da piccola preferisco i temi di italiano alle equazioni di algebra, inclinazione che mi porta a intraprendere studi a carattere umanistico. Linguista per necessità, ma giornalista per passione, ben presto scopro quant’è bello e divertente girare come una trottola in cerca di notizie. La serie tv ‘Sex and the city’ dà il colpo di grazia al mio destino: la vita di Carrie Bradshaw è troppo bella per non provare a realizzarla!

Un’insana passione per lo shopping unita alla curiosità per il fashion biz mi aiutano quindi a ‘masterizzarmi’ in Giornalismo di Moda, titolo che mi apre la strada in un settore pieno di sogni e di amore: quello del matrimonio! Fidanzata da quindici anni, cerco di apprendere più nozioni possibili sull’argomento, applicandole nella vita a due. A un rimpianto preferisco un rimorso, a un muso lungo un sorriso, al bicchiere mezzo vuoto sempre quello mezzo pieno, a una vita senza sogni per paura di non riuscire ad avverarli, ne preferisco una piena di cicatrici e sudore nel tentativo di esaudirli. Sognavo la vita di Carrie… e intanto non mi accorgevo che la mia è pure meglio.

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