Che belli gli anniversari di matrimonio, io mi commuovo sempre. Che belle quelle coppie che scelgono giorno dopo giorno di starsi accanto. Per 10, 25, 50, 70 anni. Oggi che tutto dura qualche anno o appena 24 ore. Che belle quelle coppie che allo scambio della pace, si danno un bacio. Come a dire: “Tu sei la mia pace”. Teo lo fa sempre, intendo il bacio, e una volta me l’ha anche detto: “Tu sei la mia pace”. Mi ci vedo ancora tra 50 anni a scambiarci la pace, in un mondo di guerre. Che belle le coppie che si amano, ma di quell’amore che resiste. E proprio per questo esiste. Grazie per l’esempio.…
Posts by Francesca Favotto
Il cancro è un dono?
Il cancro è un dono? Lasciate che vi racconti non una, ma la mia, la nostra storia. Questa è la faccia di due giovani, che la mattina stessa si sono dovuti svegliare alle 6 per recarsi in ospedale per l’esame che ogni tre mesi decreta una sentenza. Questa è la faccia di due giovani che hanno messo in attesa la loro esistenza, una vita in cui la musichetta in sottofondo suona all’infinito e non smette, non smette mai. La sua è la faccia di una persona stanca, trasfigurata dal dolore, sfinito dalle cure, che spesso vuole farla finita, ma che sempre continua a lottare perché sa che non ha scelta, se vuole rimanere qui. La mia è la faccia della paura nascosta da un sorriso, della sospensione, dell’attesa. Alla nostra età, quando i nostri coetanei frequentano gli ospedali per fare morfologiche o amniocentesi, noi attraversiamo il reparto di oncologia, per farci dire se c’è ancora un futuro. A volte ci chiediamo…
ZIWA Awards 2018: sono nella giuria di esperti!
Due anni fa fui io a vincerlo nella categoria Blog e fu davvero un onore e un riconoscimento importante per me e il mio blog We for Wedding, aperto ormai quasi sette anni fa, senza troppe pretese (qui le prove!). Oggi, invece, sono stata chiamata a far parte della giuria di esperti per votare il meglio nel settore Wedding agli ZIWA Awards 2018, i premi internazionali attribuiti da Zankyou Weddings. Il mio faccione spunta tra la créme de la créme dei professionisti che operano in quel fantastico che è il matrimonio e non potrei essere più felice e fiera del mio percorso, costruito a suon di tenacia, forza di volontà e abnegazione. Quindi, grazie a Zankyou per questa bellissima opportunità e grazie a me, che non ho mai mollato. Ma cosa sono gli ZIWA Awards? Ve li spiego qui sotto. Cosa sono gli ZIWA? ZIWA è l’acronimo di Zankyou International Wedding Awards. Si tratta dell’unico premio dove i migliori fornitori…
Save the date: Sposidea a Villa Castelbarco
In una villa immersa nel verde, a metà strada tra Milano e Bergamo, si terrà uno degli appuntamenti più attesi della stagione wedding: da venerdì 28 a domenica 30 settembre, nella suggestiva cornice di Villa Castelbarco Albani, a Vaprio d’Adda, in provincia di Milano, si svolgerà Sposidea, evento in villa dedicato alla cerimonia, arrivato quest’anno alla sua 25^ edizione. Per celebrare l’importante anniversario, occorreva una veste completamente rinnovata: e così, ecco una fiera variegata e di qualità, grazie a una particolare attenzione ai prodotti e ai servizi esposti. Camminando lungo le sale decorate e preziose di Villa Castelbarco, prestigioso esempio di architettura lombarda, potrete compiere un viaggio emozionale che vi immergerà in un’atmosfera magica, alla scoperta delle ultime novità e tendenze nel mondo wedding: abiti e accessori per sposi e invitati, addobbi floreali, fotografie, bomboniere, location, prove menu, musica, wedding planner e viaggi di nozze: Sposidea è il luogo ideale per trovare l’ispirazione giusta e ricevere consigli preziosi per non…
Le coppie felici
Non è vero che le coppie felici sono quelle che non discutono o che non desiderano mai separarsi. Sono quelle che un giorno sì e l’altro anche vogliono mandarsi a quel paese. Ma poi gli basta guardare l’altro di soppiatto, seguire i suoi occhi tesi verso l’infinito per innamorarsi di nuovo.…
Come Benjamin Button
Tutti vivono perennemente tesi al futuro, curiosi di vedere cosa ci sarà. Anche nelle storie d’amore tutti si domandano se si ameranno ancora tra 50 anni, quando il corpo si farà grinzoso e rovinato e la mente vacillerà. Bene, noi nel futuro ci siamo già: a noi è già stata riservata la cattiva sorte in cui tutti si promettono di esserci, in un perenne vivere al contrario, come Benjamin Button. Nemmeno il tempo di capire se eravamo fatti l’uno per l’altra che il fato avverso ha bucato la clessidra, per far scorrere più velocemente il tempo che ci è stato dato insieme. È così che non abbiamo dovuto capire niente, ma solo vivere. Solo viverci. Prima della gioia, il dolore; prima della salute, la malattia; prima della buona, la cattiva sorte: come in una eterna rincorsa alla felicità, come se per noi dovesse essere un traguardo da meritare e non dato in dote come a tutte le altre coppie. Oggi…
Se stai male tu, sto male io
Quando sta male chi ami, tremi. Quando sta male chi ami, sapendo che già sta male, lontano da casa, in un Paese in cui sei straniero, muori. Letteralmente. Ieri non è stata una buona giornata. Teo non è stato per niente bene, così ci siamo dovuti fermare una notte in più in un posto che da paradiso si è presto trasformato in inferno. Perché quando sei in vacanza e va tutto bene, essere tra le montagne a respirare aria pulita ti sembra la cosa più bella, ma quando stai male e hai bisogno di aiuto, essere a 50 minuti di tornanti dall’ospedale più vicino, è la notizia che mai avresti voluto sentire. Ieri in una bettola trovata all’ultimo momento, in una fredda hall, con di fianco un karaoke che proiettava lucine sui muri e in cui vi erano dei giapponesi stonati, ho pianto le lacrime più amare della mia vita. Ho temuto di non farcela: è una vita che mi…
Come Adriana, come Rocky
Come ci si sente a vivere sempre in bilico? A essere la persona che vorrebbe proteggere chi ama da tutto il male, ma anche che deve spronarlo a partire armato e convinto perché quella che lo aspetta è una guerra? L’ho capito l’altra sera guardando Rocky IV. Sarà stata la trentesima volta che lo vedo, eppure mi emoziona sempre come la prima volta. Da qualche anno mi emoziona ancora di più. La storia la conoscete tutti, ciò che non conoscete è come ci si sente a vederla, sapendo di viverla nella propria vita. La similitudine è fin troppo scontata: io sono Adriana, ma anche Duke. Teo è sul ring per cercare di mettere a tappeto il suo tumore, un’impresa che sulla carta sembra impossibile: Teo è uno, lui è un esercito, pronto a colpire su più fronti. Come Adriana, lo osservo da fuori e cerco di proteggerlo dal male, anche se qui, il male abita in lui. Come Duke, lo…
Fare la differenza
Ieri ho fatto la differenza. Niente di eclatante, una cosa piccola piccola, che ero solita fare, ma che poi per svariate ragioni ho dovuto interrompere. Oggi dopo qualche mese ho riaccompagnato Teo all’ospedale: era un mio compito negli ultimi anni, ma da qualche mese per via delle tante incombenze di lavoro non ero più riuscita ad assolvere. Niente di che: si tratta di accompagnarlo e aspettare che faccia la visita con l’oncologa e vada in farmacia a ritirare la cura. Tutto qui. Una questione di qualche ora, tra autostrada e ospedale. Di solito, poi noi abbiamo un rituale: finita la visita, ci fermiamo a mangiare in un locale carino lì davanti, così la trasferta ci sembra meno triste. “Era da tanto che non venivamo qui…”, mi dice oggi con un sorriso dolce. Spesso, nell’ultimo periodo mi tornava a casa sempre sfatto e incazzato; ieri dovevate vederlo… era felice e sorridente e non sembrava nemmeno che eravamo stati al Monza Village. Oggi faccio il…
Leggera
Leggera. In acqua sono leggera. Basta non combattere il moto perpetuo delle onde e lasciarsi cullare dal blu. Che bello fare il morto, azzurro sopra e azzurro sotto, e dimenticare il mondo. Fino a che il pensiero che qualcosa di ignoto ti possa sorprendere alle spalle, ti fa agitare e ti costringe a riportare le gambe sotto il pelo dell’acqua e a nuotare. Pesante. Nella vita sono pesante. A volte caratterialmente con la mia esuberanza e le mie paturnie, di certo fisicamente. Mangio fino allo sfinimento, come se potesse mancarmi il cibo da un momento all’altro. Mangio per golosità, non per fame. Mangio come se dovessi colmare delle mancanze. O delle future assenze che incombono. Mangio perché son sempre dovuta bastare a me stessa, così inconsciamente quando non potrò più badare a me, sarò abbastanza da bastarmi. Mangio perché non riesco a rilassarmi, perché temo il peggio, proprio come quando fai il morto e ti agiti per via dell’ignoto che…