“L’infinito del verbo amare è restare, è esserci nonostante tutto. Amare è restare sotto la croce di chi ami, bevendo fino in fondo l’amaro calice dell’impotenza. Il dolore più grande è non poter fare nulla davanti alla sofferenza di chi ami. Ma l’amore vero è restare lì nonostante l’impotenza, nonostante tu non puoi salvare da quella croce. L’amore è Maria e Giovanni sotto la croce. L’amore è Cristo che muore comunque, ma non muore solo. La Madre e il discepolo amato restano fino alla fine e abitano l’ora più buia della storia di Cristo. Si ama quando si resta anche nelle situazioni in cui non conviene più restare”. Don Luigi Maria Epicoco L’amore è roba per stomaci forti, niente a che vedere con le farfalle. Oggi ho letto queste parole e ho sentito una pugnalata dritta al cuore. Perché mi chiedo spesso se il mio restare accanto a chi ha una data di scadenza non sia più simile al…
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La libertà di abbracciare
Teo durante le sue presentazioni abbraccia forte e a lungo tante persone. Teo frequenta spesso e da solo molte donne, per lavoro o per salute. Teo ha una sensibilità molto spiccata e particolare, che lo rende amabile, all’istante. Ieri sera mi hanno chiesto, mentre assistevo all’ennesimo abbraccio: “Ma tu non sei gelosa?”. E io: “No, per niente”. E sono sincera. Perché so che lui con quegli abbracci si ricarica di energia e felicità. Perché Teo ha gli occhi che parlano e capirei se in quegli abbracci ci investisse di più. Perché insieme abbiamo costruito tanto, tutto. E vale infinitamente di più di qualsiasi istinto o effimera affinità. Perché io in questo rapporto ho investito e sto continuando a investire tutto, e se dovesse fallire per un abbraccio andato storto, non sarebbe solo colpa sua, ma anche mia, ché avrei potuto dare di più. Perché come mi guarda lui, nessuno mai. E finché continuerà a guardarmi con quegli occhi pieni di…
Hai mangiato?
Quando sono via per lavoro e chiamo Teo per sapere come sta, la prima cosa che gli chiedo è “Hai mangiato?”. E non solo perché questa cura è molto debilitante e ha bisogno di energie, ma perché se mangia, vuol dire che ha appetito, quindi che sta bene. Oggi a mezzogiorno non aveva molta fame, essendosi svegliato tardi, così a metà pomeriggio lo vedo passare dal corridoio con del tè e dei biscotti: “Posso?”, mi chiede con occhi dolci. “Devi”. Perché se mangia vuol dire che ha appetito, quindi che sta bene. Lui è l’unico per cui potrei sperimentare in cucina, per cui mi metto a cucinare col sorriso. Perché se mangia sta bene. Perché così mangia anche il mio amore. Elsa Morante sosteneva che la più bella, la più vera, l’unica frase d’amore è: “Hai mangiato?”. Oggi il mio Amore si misura in grammi di pasta, biscotti e fettine di pollo. E va bene così.…
Tu sei la mia pace
Che belli gli anniversari di matrimonio, io mi commuovo sempre. Che belle quelle coppie che scelgono giorno dopo giorno di starsi accanto. Per 10, 25, 50, 70 anni. Oggi che tutto dura qualche anno o appena 24 ore. Che belle quelle coppie che allo scambio della pace, si danno un bacio. Come a dire: “Tu sei la mia pace”. Teo lo fa sempre, intendo il bacio, e una volta me l’ha anche detto: “Tu sei la mia pace”. Mi ci vedo ancora tra 50 anni a scambiarci la pace, in un mondo di guerre. Che belle le coppie che si amano, ma di quell’amore che resiste. E proprio per questo esiste. Grazie per l’esempio.…
Il cancro è un dono?
Il cancro è un dono? Lasciate che vi racconti non una, ma la mia, la nostra storia. Questa è la faccia di due giovani, che la mattina stessa si sono dovuti svegliare alle 6 per recarsi in ospedale per l’esame che ogni tre mesi decreta una sentenza. Questa è la faccia di due giovani che hanno messo in attesa la loro esistenza, una vita in cui la musichetta in sottofondo suona all’infinito e non smette, non smette mai. La sua è la faccia di una persona stanca, trasfigurata dal dolore, sfinito dalle cure, che spesso vuole farla finita, ma che sempre continua a lottare perché sa che non ha scelta, se vuole rimanere qui. La mia è la faccia della paura nascosta da un sorriso, della sospensione, dell’attesa. Alla nostra età, quando i nostri coetanei frequentano gli ospedali per fare morfologiche o amniocentesi, noi attraversiamo il reparto di oncologia, per farci dire se c’è ancora un futuro. A volte ci chiediamo…
Le coppie felici
Non è vero che le coppie felici sono quelle che non discutono o che non desiderano mai separarsi. Sono quelle che un giorno sì e l’altro anche vogliono mandarsi a quel paese. Ma poi gli basta guardare l’altro di soppiatto, seguire i suoi occhi tesi verso l’infinito per innamorarsi di nuovo.…
Come Benjamin Button
Tutti vivono perennemente tesi al futuro, curiosi di vedere cosa ci sarà. Anche nelle storie d’amore tutti si domandano se si ameranno ancora tra 50 anni, quando il corpo si farà grinzoso e rovinato e la mente vacillerà. Bene, noi nel futuro ci siamo già: a noi è già stata riservata la cattiva sorte in cui tutti si promettono di esserci, in un perenne vivere al contrario, come Benjamin Button. Nemmeno il tempo di capire se eravamo fatti l’uno per l’altra che il fato avverso ha bucato la clessidra, per far scorrere più velocemente il tempo che ci è stato dato insieme. È così che non abbiamo dovuto capire niente, ma solo vivere. Solo viverci. Prima della gioia, il dolore; prima della salute, la malattia; prima della buona, la cattiva sorte: come in una eterna rincorsa alla felicità, come se per noi dovesse essere un traguardo da meritare e non dato in dote come a tutte le altre coppie. Oggi…
Se stai male tu, sto male io
Quando sta male chi ami, tremi. Quando sta male chi ami, sapendo che già sta male, lontano da casa, in un Paese in cui sei straniero, muori. Letteralmente. Ieri non è stata una buona giornata. Teo non è stato per niente bene, così ci siamo dovuti fermare una notte in più in un posto che da paradiso si è presto trasformato in inferno. Perché quando sei in vacanza e va tutto bene, essere tra le montagne a respirare aria pulita ti sembra la cosa più bella, ma quando stai male e hai bisogno di aiuto, essere a 50 minuti di tornanti dall’ospedale più vicino, è la notizia che mai avresti voluto sentire. Ieri in una bettola trovata all’ultimo momento, in una fredda hall, con di fianco un karaoke che proiettava lucine sui muri e in cui vi erano dei giapponesi stonati, ho pianto le lacrime più amare della mia vita. Ho temuto di non farcela: è una vita che mi…
Come Adriana, come Rocky
Come ci si sente a vivere sempre in bilico? A essere la persona che vorrebbe proteggere chi ama da tutto il male, ma anche che deve spronarlo a partire armato e convinto perché quella che lo aspetta è una guerra? L’ho capito l’altra sera guardando Rocky IV. Sarà stata la trentesima volta che lo vedo, eppure mi emoziona sempre come la prima volta. Da qualche anno mi emoziona ancora di più. La storia la conoscete tutti, ciò che non conoscete è come ci si sente a vederla, sapendo di viverla nella propria vita. La similitudine è fin troppo scontata: io sono Adriana, ma anche Duke. Teo è sul ring per cercare di mettere a tappeto il suo tumore, un’impresa che sulla carta sembra impossibile: Teo è uno, lui è un esercito, pronto a colpire su più fronti. Come Adriana, lo osservo da fuori e cerco di proteggerlo dal male, anche se qui, il male abita in lui. Come Duke, lo…
Fare la differenza
Ieri ho fatto la differenza. Niente di eclatante, una cosa piccola piccola, che ero solita fare, ma che poi per svariate ragioni ho dovuto interrompere. Oggi dopo qualche mese ho riaccompagnato Teo all’ospedale: era un mio compito negli ultimi anni, ma da qualche mese per via delle tante incombenze di lavoro non ero più riuscita ad assolvere. Niente di che: si tratta di accompagnarlo e aspettare che faccia la visita con l’oncologa e vada in farmacia a ritirare la cura. Tutto qui. Una questione di qualche ora, tra autostrada e ospedale. Di solito, poi noi abbiamo un rituale: finita la visita, ci fermiamo a mangiare in un locale carino lì davanti, così la trasferta ci sembra meno triste. “Era da tanto che non venivamo qui…”, mi dice oggi con un sorriso dolce. Spesso, nell’ultimo periodo mi tornava a casa sempre sfatto e incazzato; ieri dovevate vederlo… era felice e sorridente e non sembrava nemmeno che eravamo stati al Monza Village. Oggi faccio il…