“Prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita”. Ripetetele come un mantra. Anche se le avete già pronunciate sull’altare, anche se non le avete ancora pronunciate, anche se le vivete come la cosa più romantica. Certo lo è… ma cosa fareste se vi toccasse davvero tener fede a questa promessa? Per istinto di protezione o di pura sopravvivenza, di solito tendiamo a fermarci alle cose belle – nella gioia… nella salute… – senza pensare alle difficoltà che potrebbero capitare, ma se capitassero? Cosa fareste? Irene non ci ha pensato su due volte. Irene per amore del suo grande amore, l’amore della sua vita, ha donato una parte di sé, fisicamente. Irene è Irene Vella, una giornalista in gambissima (suoi sono i servizi del programma “X Style” e “Verissimo” su Canale 5) e una scrittrice ironica e pungente, nonché un’amica: ci siamo conosciute…
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L’eternità in un istante
Tutti noi sin dalla nascita siamo proiettati nell’immortalità: a nessuno a nessuna età viene in mente che prima o poi, un giorno, non ci saremo più. Per questo tendiamo a procrastinare, a rimandare a domani quello che non abbiamo voglia di fare oggi, dicendo: “Tanto c’è tempo”. C’è tempo domani per scrivere quell’articolo che oggi non ho voglia di scrivere, per mettersi a dieta, per chiedere scusa, per progettare una vita insieme, per organizzare un matrimonio, per fare un figlio… C’è tempo domani, tanto abbiamo tutta la vita davanti. Un orizzonte di spazio infinito per tentare di essere felici, per provare a vivere. Che di solito la parola fine compare solo prima dei titoli di coda, e i titoli di coda in un’esistenza scorrono solo in prossimità di quella comune ai più come vecchiaia. Ma se così non fosse? Se il destino volesse tirare il sipario e far finire lo spettacolo molto prima? Se a trent’anni tu fossi costretto a…
Amore stra-ordinario
Tra le conoscenze – ma questa è quasi più un’amicizia – ho Irene, una collega conosciuta anni fa per un’intervista in una rivista per cui lavoravo, con la quale poi si è instaurato un bel rapporto, fatto di complicità e affinità. Una di queste è l’argomento del suo prossimo libro, di cui vi parlerò a breve in uno dei prossimi post, ovvero il grande amore che ha per suo marito, al quale ha donato non solo il suo tempo e due figli, ma anche una parte di se stessa: un rene, per evitargli la dialisi a vita. Una scelta ponderata, ma presa senza pensarci troppo e senza ripensamenti, onorando le promesse che fece al suo Luigi, ormai vent’anni fa, ma senza quasi rendersene conto. Questo mi ha dato l’idea per lanciare un altro #sondaggiodellaFrancina su Facebook, ovvero: qual è stato il gesto d’amore più incredibile e straordinario che avete fatto nei confronti del vostro coniuge? O se ancora non vi…
Spazi di tè
Lavorare da casa non è facile. Lavorare da casa con a casa il proprio compagno lo è ancora meno. Un sottile gioco d’equilibri può evitare la tragedia quotidiana delle infinite umane incomprensioni. Orari diversi, esigenze diverse, non avere orari: tutto può portare a una possibile discussione. Ultimamente la mia anima è in balia dei sensi di colpa: da una parte il lavoro, che non si può rimandare; dall’altra, il voler dedicare più tempo a lui, più fragile per via della malattia. In definitiva, anche quando sembra che stia facendo bene, la sensazione è di stare facendo tutto una merda. Giorni in cui non ho tempo nemmeno per respirare, altri in cui le ore passano più lente, potrei prendermi una pausa, ma poi decido di infarcirle di altri articoli da scrivere, per portarmi avanti, che non si sa mai. Maledetta precarietà, che ci fa credere di non fare mai abbastanza, in attesa di quello che potrebbe arrivare (ma non verrà). Precario…
L’insegnamento più bello
Le cose più importanti sull’amore le ho imparate senza dubbio vivendo. E osservando. È da questa riflessione che in settimana mi è venuto spontaneo lanciare l’ennesimo ‘sondaggio della Francina’ su Facebook, chiedendo ad amiche e amici cos’hanno imparato loro dell’amore dai loro genitori e dai loro nonni. Le risposte come sempre lasciano senza fiato per quanto realismo misto a dolcezza emanano. Io personalmente ho imparato tanto dal nonno Ino: ho imparato che non importa quanto arrabbiato sei con tua moglie, nei tuoi sogni comunque continuerai a dedicarle canzoni d’amore e quando fingerai di allontanarti da casa per farla preoccupare o per non sentirla urlare, alla fine tornerai sempre da lei. Ho imparato dalla nonna Isetta che è importante avere una linea comune e condivisa nell’educazione dei figli e a ringraziare Dio ogni giorno per il dono dell’amore e della famiglia. Ho imparato dalla nonna Teresa che un grande amore rimane tale per sempre, nonostante lui non ci sia più e…
Siamo compagni
Per me le parole sono sempre state importanti: una parola detta senza pensarci, al momento sbagliato, può rovinare un momento; una parola può definire una persona, un rapporto. Così se mentre all’inizio della nostra storia, mi andava bene essere definita da lui come la sua tipa o ragazza, vista anche la giovane età in cui ci siamo messi insieme, c’è stato un momento poi in cui non mi è andato bene più, perché mi sembrava riduttivo dopo tutto quel tempo insieme e dopo aver cominciato a correre insieme per superare i numerosi ostacoli che hanno iniziato a frapporsi fra noi e i nostri sogni. A quel punto, definire cosa eravamo l’una per l’altro è diventato più complicato: secondo le convenzioni, tecnicamente ancora non eravamo fidanzati perché non vi era stato nessun inginocchiamento con richiesta ufficiale della mano, moglie men che meno perché nessuno aveva portato all’altare nessuna… Quindi, cosa eravamo? È lì che si è insinuata la parola compagno, all’apparenza…
Lieto fine
Strano come da degli episodi quasi insignificanti, la vita poi ti suggerisca delle riflessioni. Così è capitato a me. Ultimamente sono davvero un’esperta di fiabe e mondi magici, seguendo da vicino e in prima persona il progetto Fairitales, lanciato dal mio fidanzato. E proprio a tal proposito, l’altro giorno cercando il plurale corretto di lieto fine, ho fatto un’incredibile scoperta, almeno per me: sin da piccole, raccontandoci le varie vicissitudini di Cenerentola e combriccola, le nostre mamme hanno sempre concluso la storia, narrandoci di un lieto fine. Ma la dicitura corretta non dovrebbe essere ‘lieta fine’, intesa come un finale felice? Il fine in italiano è l’obiettivo, lo scopo con cui si fa qualcosa, non la fine di una storia. Sicuramente vi sarà una spiegazione semantica a questo mio cruccio, ma questa rivelazione mi ha ispirato una riflessione sui rapporti e le relazioni: non è che questo equivoco linguistico con il quale tutte siamo cresciute, questa ricerca spasmodica di un…
Lezioni d’amore
“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e a inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità!”. Ogni giorno lo vedo lì fuori in giardino, che aspetta di vederla, anche solo di adocchiarla con la coda dell’occhio. Ogni giorno, la stessa scena si ripete, da ormai qualche mese a questa parte. E non importa se fa freddo oppure caldo, se c’è il sole o una pioggia battente. Per esempio, l’altra mattina era lì, nel solito posto, ad aspettarla, sotto l’acqua. E quando la vede è un tripudio di gioia, e quando si incontrano è felicità senza pari. Lui aspetta solo lei, nessun’altra, ogni mattina, con la pioggia o con il sole. “Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana,…
Il cielo stellato dentro di te
«Si dice che quando una persona guarda le stelle è come se volesse ritrovare la propria dimensione dispersa nell’universo». Così diceva il grande Dalì circa un secolo fa, così è vero anche per noi oggi. Guardiamo le stelle per sognare, per esprimere i desideri, per fantasticare, per raggiungere coloro che sono lontani e coloro che adesso abitano su quelle stelle. Guardiamo il cielo per ridimensionarci, ma anche per aspirare all’immenso; guardiamo il cielo per guardarci dentro, per esplorare gli angoli più reconditi della nostra anima. Guardiamo il cielo per capire dove vogliamo andare, per ricominciare a respirare, per concentrarci sui nostri sogni. Mercoledì ho visto le stelle, le ho viste che era di pomeriggio. Le ho viste nitidamente: erano tante e punteggiavano un cielo blu scuro, scuro come la notte. Erano piccole ma dai contorni precisi. Non disegnavano nessuna costellazione, ma dentro ci si leggeva comunque il destino: un destino all’inizio dichiarato avverso, Saturno contro, quelle cose lì che capiscono…
Love songs
La musica è sempre stata una parte fondamentale della mia vita: mi ha accompagnato nei momenti belli e in quelli brutti, nei ricordi pieni di gioia e in quelli carichi di lacrime, mi ha fatto ballare e sfogare nella notte e cantare a squarciagola appena sveglia, mi ha donato sorrisi e pianti in egual misura. E anche quando credevo di essere sola, sola non lo ero mai, perché c’era lei a farmi compagnia. Ed è incredibile come riesca sempre a fissare nitidamente ogni cosa, una specie di estensione della nostra memoria e del nostro cuore, e a far riaffiorare i volti e i ricordi, anche quando pensavi di non pensarci più. L’altro giorno, sfogliando un vecchio numero di Elle, sono incappata in un articolo, in cui la giornalista chiedeva a una ventina di cantanti di raccontare le loro canzoni del cuore. Così, io ho pensato bene di lanciare #ISondaggidellaFranci e di girare la domanda alle mie amiche su Facebook: qual…