Sarà stato nel modo in cui si tenevano le mani, la sua di lui sotto, a sostenere quella piccolina di lei, come a dirle: “Sono qui con te, ti sorreggo io”. Deve aver fatto così anche nella vita, Don: sempre pronto a supportare la moglie Maxine, a starle accanto, a proteggerla. Anche nell’ultimo suo periodo, quello più difficile, quello in cui ha combattuto contro la malattia: fratturatosi un’anca dopo una caduta, han passato gli ultimi giorni della loro esistenza fianco a fianco, in due letti separati ma vicini. E se ne sono andati insieme: prima lei e dopo quattro ore lui. Che senza di lei non sapeva stare. Me la immagino così la storia di Don e Maxine, che sta facendo il giro del mondo, apparsa sulle principali testate nazionali e internazionali: un amore folle, vero, un’unione d’anime e di cuori, un sodalizio durato 62 anni, fino a che il “finché morte non vi separi” è diventato realtà. Un link…
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Viaggi di nozze: è solo un film?
Ieri sera ci siamo ritrovati una mano di buoni amici per fare qualche gioco in scatola, visto il tempo che volge ormai all’autunno, saltando a piè pari il capitolo estate, ormai optional di lusso. Scoperto all’improvviso che in tv davano per l’ennesima volta “Viaggi di nozze” di Carlo Verdone come tappabuchi del palinsesto televisivo, non abbiamo saputo resistere e abbiamo ceduto: abbiamo mandato all’aria il proposito di giocare e ci siamo messi a guardarlo tutti insieme. Un richiamo impossibile da ignorare, vuoi per la comicità tutta Verdoniana, grezza ma mai volgare; vuoi per le macchiette tipiche del suo repertorio, quei personaggi molto ben connotati, con caratteristiche precise, che ti si fissano in testa per sempre; vuoi per la coppia Ivano – Jessica (rigorosamente pronunciata “Ccccessica!”), da sempre la mia preferita, due coatti che peggio non si può, di cui almeno un italiano su tre ricorda ogni battuta a memoria. La trama è semplice: tre coppie appena sposate di cui viene…
Le suocere sono come le Superga
“Definitemi all’antica, ma il matrimonio è un’unione sacra che andrebbe affrontata con la massima attenzione”. “Non si è sposata quattro volte?”. “Sì, cara. E questo fa di me un’esperta, non credi?”. Dal film “Quel mostro di suocera” Ecco, questo è soltanto uno dei molti dialoghi al vetriolo tra Viola, madre di un brillante chirurgo che decide di sposare Charlie, precaria caliente, nella commedia con Jane Fonda, Jennifer Lopez e nientepopodimenoche quel gran gnoccolone di Michael Vartan. Perché la suocera è quella persona che non avresti mai chiesto nella tua vita, ma che ti ritrovi nonostante, come quelli optional che fanno parte dell’all inclusive, ma di cui facevi volentieri a meno, tipo gli animatori che ti sfracassano i maroni per fare acquagym quando tu vorresti solo prenderti il sole e basta. Per dire. È colei da cui non puoi prescindere, perché diede i natali al tuo grande amore, l’uomo della tua vita, senza cui non vivresti e blablabla… ma senza di lei,…
Appesi a un valore
“Stanotte sono rimasta sveglia a guardarti. Dio come sei bello, adoro toccarti i capelli mentre stai dormendo, mi piace guardare le tue labbra che si increspano e seguire con le dita il tuo profilo. Tanto so che non ti svegli. Prima avevi il sonno leggero, bastava un mio bacio innocente per farti aprire le palpebre, così potevo perdermi nel tuo sguardo profondo. Da quando ti sei ammalato il sonno si è fatto più profondo, la dottoressa ha detto che dipende dall’anemia. Ieri ti ho trovato sul divano, a testa in giù, a Donatella ho detto che stavamo giocando a nascondino e che tu ti eri nascosto così bene, che io non ti ho trovato, e ti sei addormentato. Lei ha riso, tu hai accennato un sorriso, io ho fatto finto di ridere. Ma dentro sono rotta, mi sento come un disco in vinile incrinato, all’apparenza sono intatta, ma basta toccarmi nel modo sbagliato che mi divido in mille pezzi. Rido…
Questione di vocali
L’amore è una questione di vocali. Se cambi amore e lo fai diventare amare, poi non cambia molto, ma già se donna la fai diventare danno, come recita il proverbio e come molti uomini pensano, esercitando così il loro potere tramite la violenza, allora cambia tutto. Oppure se dal supporto, si passa a un rassegnato e muto sopporto non è più amore, è abitudine, è rancore, è noia, è rassegnazione. Ma non amore. Stare in coppia, vivere l’amore, avere una relazione felice è il lavoro più difficile e impegnativo che esista: richiede dedizione, costanza, abnegazione, pazienza, devozione, capacità di scelta, coraggio e anche un pizzico di follia. Eppure, nonostante questo, non c’è nessuno che non voglia viverlo, siamo un po’ tutti alla ricerca dell’amore, come si cerca il Santo Graal. Poi, però, quando ci si para davanti… c’è chi fugge, “perché non voglio rinunciare alla mia libertà”; c’è chi ci gioca un po’ e poi si stanca, come i bimbi…
Il romanticismo è…
In settimana mi è capitato per lavoro di dover scrivere un pezzo su un sondaggio che chiedeva a mille italiani dai 18 ai +55 anni: “Che cos’è per voi il romanticismo?”. Divertente osservare come con l’aumentare dell’età e dei problemi si passava dall’ideale (un bacio, un abbraccio a chi si ama, io e te per sempre) al concreto (lui che butta la spazzatura, lui che lava i piatti al posto mio). È buffo come davvero all’aumentare della consapevolezza che uno ha di sé e dei propri sentimenti, cambi il modo di valutare anche i più piccoli gesti: quello che agli occhi degli altri, magari può sembrare rude o banale, ai nostri invece è una cosa che ci rende felici. Alla fine, far star bene e sorridere il partner è una cosa romantica, forse la più romantica di tutte. Visto che l’argomento mi stuzzicava e volevo sentire un parere diverso dal mio, ho fatto il mio personalissimo sondaggio su Facebook e…
Amo le cose semplici
Amo le cose semplici: una birra con gli amici, rispondere direttamente a una domanda senza giri di parole, il sole di sabato mattina, un pezzo di pane per colazione, risvegliarsi accanto a chi si ama. Amo le cose semplici: un’amica che ti chiede come stai, invece che giudicare, il vento tra i capelli mentre lavori all’aria aperta, programmando un’intera settimana di lavoro. Amo le cose semplici: loro due stesi al sole che ti sorridono, “Cosa facciamo questo pomeriggio?” “Non lo so… Andiamo a fare la spesa?” “E questa sera?” “Stasera stai ancora qui, con me”. Amo le cose semplici: alzarsi mollemente dal letto, guardare un film per iniziare bene la giornata, vivere ogni giorno come se fosse sabato. Amo le cose semplici: il risveglio con il cagnolone che salta sul letto, guardare fuori e vedere che c’è il sole, stiracchiarsi all’aria aperta e inspirare la campagna a pieni polmoni. Amo le cose semplici: le persone che rispondono alle mail, le…
Piccoli gesti
Piccoli gesti. C’è bisogno di piccole cose, di un pensiero in pillole per sentirci amati, vivi. Più volte in questi giorni, mi è capitato di leggere su Facebook status di miei amici che invocavano piccoli gesti, un segno, un accenno per ritrovare la fiducia di andare avanti, nella vita e in una storia. Perché è dalle cose piccole che si può partire e fare la differenza. Le cose grandi spaventano, abbiamo bisogno di segni a misura d’uomo per non sentirci scoraggiati da subito. Spesso, anche in una storia, le promesse grandi possono spaventare: il per sempre viene rifuggito perché troppo impegnativo, così anche il matrimonio, troppo formale. Allora, perché non partire dalle cose piccole, dai piccoli passi, fatti uno per volta, con calma senza fretta? Spesso ci proiettiamo con ansia e spasimo in un desiderio affannato di futuro, rischiando così di appannare il presente. Un errore che ho fatto anch’io in passato: pensavo, volevo, desideravo un domani, quando invece trascurando…
Hey, sto uscendo con una persona…
In questi giorni sta facendo il giro del web il post scritto da Jarrid Wilson, un pastore di Bellingham, nello stato di Washington, in America. Un bel ragazzo, giovane, con la faccia un po’ da nerd, sposato e di professione autore di libri e blogger. Un blog seguitissimo e ovviamente di parte, dove ogni cosa, ogni suggerimento che dà, ogni post che pubblica fa riferimento al suo super Boss, che sta lassù nei cieli. Condivisibile o meno la sua opinione e il suo punto di vista, giusto qualche mese fa, ha pubblicato un post in cui confessava apertamente di stare uscendo con qualcuno, nonostante fosse sposato. Lì per lì, la cosa mi ha stranito: non sono per la poligamia, men che meno per il tradimento, ma poi leggendo… ecco la rivelazione: stava uscendo con sua moglie, che nonostante avesse sposato qualche anno prima, continuava a essere per lui “quella del primo appuntamento”, quella delle palpitazioni, del cuore in gola, della…
Ricordi che sanno di coccole e di casa
Vi ricordate le belle tradizioni di una volta, quelle che purtroppo oggi non si usano quasi più? Come quella della dote, il corredo di biancheria per la casa che la mamma o la nonna preparavano, magari ricamando lenzuola e asciugamani a mano, per la figlia o la nipote prossima al matrimonio. Mia mamma ancora oggi ogni tanto sospira, riguardando la biancheria che mia nonna le aveva consegnato il giorno di matrimonio, un po’ perché sono cose davvero improponibili per colori e stile, un po’ per la nostalgia e la riconoscenza verso quel gesto d’amore da mamma a figlia. Anche mia mamma mi sta preparando una specie di dote: non è il corredo fatto a mano, ma una serie di cose che se mai dovessi sposarmi, potrebbero servirmi: dalle tazzine agli strofinacci, li sta radunando tutti in una vecchia cassapanca, pronti a essere recapitati nella mia futura casa, quando sarà. Lo trovo un gesto d’infinita tenerezza ed è un vero peccato…