Sarà stato nel modo in cui si tenevano le mani, la sua di lui sotto, a sostenere quella piccolina di lei, come a dirle: “Sono qui con te, ti sorreggo io”. Deve aver fatto così anche nella vita, Don: sempre pronto a supportare la moglie Maxine, a starle accanto, a proteggerla. Anche nell’ultimo suo periodo, quello più difficile, quello in cui ha combattuto contro la malattia: fratturatosi un’anca dopo una caduta, han passato gli ultimi giorni della loro esistenza fianco a fianco, in due letti separati ma vicini. E se ne sono andati insieme: prima lei e dopo quattro ore lui. Che senza di lei non sapeva stare. Me la immagino così la storia di Don e Maxine, che sta facendo il giro del mondo, apparsa sulle principali testate nazionali e internazionali: un amore folle, vero, un’unione d’anime e di cuori, un sodalizio durato 62 anni, fino a che il “finché morte non vi separi” è diventato realtà. Un link…
Category Of Storie di tutti i giorni
Le suocere sono come le Superga
“Definitemi all’antica, ma il matrimonio è un’unione sacra che andrebbe affrontata con la massima attenzione”. “Non si è sposata quattro volte?”. “Sì, cara. E questo fa di me un’esperta, non credi?”. Dal film “Quel mostro di suocera” Ecco, questo è soltanto uno dei molti dialoghi al vetriolo tra Viola, madre di un brillante chirurgo che decide di sposare Charlie, precaria caliente, nella commedia con Jane Fonda, Jennifer Lopez e nientepopodimenoche quel gran gnoccolone di Michael Vartan. Perché la suocera è quella persona che non avresti mai chiesto nella tua vita, ma che ti ritrovi nonostante, come quelli optional che fanno parte dell’all inclusive, ma di cui facevi volentieri a meno, tipo gli animatori che ti sfracassano i maroni per fare acquagym quando tu vorresti solo prenderti il sole e basta. Per dire. È colei da cui non puoi prescindere, perché diede i natali al tuo grande amore, l’uomo della tua vita, senza cui non vivresti e blablabla… ma senza di lei,…
Appesi a un valore
“Stanotte sono rimasta sveglia a guardarti. Dio come sei bello, adoro toccarti i capelli mentre stai dormendo, mi piace guardare le tue labbra che si increspano e seguire con le dita il tuo profilo. Tanto so che non ti svegli. Prima avevi il sonno leggero, bastava un mio bacio innocente per farti aprire le palpebre, così potevo perdermi nel tuo sguardo profondo. Da quando ti sei ammalato il sonno si è fatto più profondo, la dottoressa ha detto che dipende dall’anemia. Ieri ti ho trovato sul divano, a testa in giù, a Donatella ho detto che stavamo giocando a nascondino e che tu ti eri nascosto così bene, che io non ti ho trovato, e ti sei addormentato. Lei ha riso, tu hai accennato un sorriso, io ho fatto finto di ridere. Ma dentro sono rotta, mi sento come un disco in vinile incrinato, all’apparenza sono intatta, ma basta toccarmi nel modo sbagliato che mi divido in mille pezzi. Rido…
Lavorare in coppia? Si può!
Coppia: lavorare o non lavorare insieme? Condividere tutto, anche un progetto, un mestiere, un’attività o tenere i due ambiti ben separati? L’annosa questione pare non trovare una risposta definitiva: c’è chi dice che è meglio di no, per evitare di dover litigare o avere incomprensioni che si trascinano poi anche in camera da letto e chi invece, è entusiasta di poter stare fianco a fianco tutto il giorno e condividere eventuali gioie o problemi. Questo è il caso di Barbara Perrone, lifestyle blogger (Tec tangibiliemozionidicarta) & social media addicted, che insieme a Davide Tiezzi, travel blogger & soul photographer e suo compagno nella vita, ha lanciato il progetto “Travel&Swap”, un nuovo di fare vacanza basato sul baratto: l’anno scorso hanno fatto il giro della Malesia, barattando workshop di allestimento tavola e di furoshiki per tutti gli ospiti della struttura che aveva aderito allo swap, ma poi hanno deciso di aggiungere un vero e proprio supporto di comunicazione digitale in cambio…
Tanto è solo per adesso
La crisi (economica) picchia duro: infrange delicati sogni di cristallo, rallenta o annienta progetti di vita, distrugge coppie, facendo nascere una crisi nella crisi. Perché non è facile far fronte ai problemi del quotidiano, se l’unico chiodo fisso è sentirsi inutili per il fatto di avere un lavoro precario o non avercelo affatto. Ne sa qualcosa Alessandra Celentano, mia collega e ‘amica’ virtuale, che proprio quando stava completando il puzzle del suo sogno, quando stava per mettere la ciliegina sulla torta, ha visto saltare dei pezzi a causa della crisi: il lavoro diminuiva, lei aveva più tempo a disposizione e così, invece che stare a piangersi addosso, si è inventata un romanzo: “Tanto è solo per adesso”, edito tramite Youcanprint con il meccanismo del self-publishing. Trama: Roma, maggio 2008. Martina ha 28 anni e lavora con un contratto a termine nella redazione di una rivista femminile. Allegra e un po’ svampita, fatica a scegliere un paio di scarpe o il…
Per sempre
Ho per le mani la penultima copia di Vanity Fair e sto piangendo. Sono seriamente commossa. Ho appena finito di leggere di Fedora e Rinaldo (potete trovarla qui), una storia così bella che mi ha fatto esclamare due cose, appena letta l’ultima parola: “Porca miseria, avrei voluto scriverla io!” e “Porca miseria, come vorrei viverla io!”. Una storia che mi è venuta a cercare, sfogliando distrattamente la rivista: non avevo visto il lancio in copertina, ma aprendola a caso, il destino mi ha portato lì. Cinque minuti, tra un lavoro e un altro, per distrarmi, cinque minuti di pura magia. Fedora e Rinaldo sono due privilegiati perché la vita ha fatto loro il dono di conoscere l’amore vero, l’amore per sempre. Cento anni a testa, si conoscono da 91 e si amano da sempre. Da quando si sono conosciuti a scuola, da quando han piantato nelle campagne marchigiane il loro rametto, poi diventato una robusta quercia. Amici per la pelle,…
La questione del frangettone
Martedì sera, durante la partita di calcetto del mio moroso. Io: “Lui mi ha conosciuto che ero senza frangetta…”. Lui: “Com’era bella, pulcino!”. Io: “Sì, lui vuole che me la levo e faccio ricrescere i capelli davanti…”. Vale: “E perché non lo fai, se piaci a lui?”. Io: “Perché così piaccio a me”. Ieri sera, a cena tra amiche. Ale: “Sì, lei è il classico tipo che se lui le dice: come ti sei vestita? La gonna è troppo corta, lei va a cambiarsi. Io invece sono il tipo che se mi dici: non ti sembra di essere un po’ troppo scollata?, io mi slaccio un altro bottone”. Io: “Sì, anche a me continua a dire quanto non gli piace il mio frangettone, ma io vado avanti ad accorciarlo quando serve, perché mi piace così, fa parte di me”. Ale: “Sì, a me nessuno deve dire cosa fare o come essere. Io sono io, stop”. Oggi, puntata di Scrubs. Drew: “Stasera ti porto a cena.…
Amo le cose semplici
Amo le cose semplici: una birra con gli amici, rispondere direttamente a una domanda senza giri di parole, il sole di sabato mattina, un pezzo di pane per colazione, risvegliarsi accanto a chi si ama. Amo le cose semplici: un’amica che ti chiede come stai, invece che giudicare, il vento tra i capelli mentre lavori all’aria aperta, programmando un’intera settimana di lavoro. Amo le cose semplici: loro due stesi al sole che ti sorridono, “Cosa facciamo questo pomeriggio?” “Non lo so… Andiamo a fare la spesa?” “E questa sera?” “Stasera stai ancora qui, con me”. Amo le cose semplici: alzarsi mollemente dal letto, guardare un film per iniziare bene la giornata, vivere ogni giorno come se fosse sabato. Amo le cose semplici: il risveglio con il cagnolone che salta sul letto, guardare fuori e vedere che c’è il sole, stiracchiarsi all’aria aperta e inspirare la campagna a pieni polmoni. Amo le cose semplici: le persone che rispondono alle mail, le…
Una canzone per te
Oggi va così. Oggi sono melanconica. O meglio, oggi sono all’apice della malinconia, saranno settimane che va avanti così. Sarà il cambio di stagione, saranno i mille pensieri, sarà che si sta avvicinando la primavera e a me il cambio di stagione gioca brutti scherzi, ma oggi è tutto il giorno che ho in testa le canzoni di una volta, quelle dei grandi cantautori italiani piene di magia, di tensione affettiva ma anche di malinconia. Endrigo, Tenco, Lauzi… “Io che amo solo te”, “Mi sono innamorato di te”… e mi è tornato in mente il mio nonno, che spesso gliele cantava alla mia nonna, di giorno ma anche di notte. Mi capitava spesso, quando andavo a letto, di sentirlo nella stanza a fianco intonare le note di “Parlami d’amore Mariù” e di ricordare nei suoi sogni, di quando da giovane gliela cantava alla nonna. Ma si usa ancora? Ci sono ancora uomini che prendono le mani dell’amata tra le loro…
Hey, sto uscendo con una persona…
In questi giorni sta facendo il giro del web il post scritto da Jarrid Wilson, un pastore di Bellingham, nello stato di Washington, in America. Un bel ragazzo, giovane, con la faccia un po’ da nerd, sposato e di professione autore di libri e blogger. Un blog seguitissimo e ovviamente di parte, dove ogni cosa, ogni suggerimento che dà, ogni post che pubblica fa riferimento al suo super Boss, che sta lassù nei cieli. Condivisibile o meno la sua opinione e il suo punto di vista, giusto qualche mese fa, ha pubblicato un post in cui confessava apertamente di stare uscendo con qualcuno, nonostante fosse sposato. Lì per lì, la cosa mi ha stranito: non sono per la poligamia, men che meno per il tradimento, ma poi leggendo… ecco la rivelazione: stava uscendo con sua moglie, che nonostante avesse sposato qualche anno prima, continuava a essere per lui “quella del primo appuntamento”, quella delle palpitazioni, del cuore in gola, della…