L’altro giorno ho assistito a una scena abbastanza comune, ma che mi ha fatto riflettere: un bambino che stava cominciando a camminare, facendo i primi goffi tentativi di tirarsi su in piedi. Prima puntava i piedini, poi le manine e poi tirando su il sederino, provava a perdere l’equilibrio per un attimo e a sollevare la testa, per poi tentare di muoversi in avanti e fare il primo passo. La prima volta non gli è riuscito, ci ha provato ma appena ce la stava facendo, è franato a terra. Niente paura, un piccolo accenno di pianto, ma poi ancora, di nuovo, ci ha ritentato, testardo e determinato come solo i bambini sanno essere. Dietro c’era una mamma premurosa e curiosa di vedere fin dove si sarebbe spinto, e se provava e prendergli le manine per dargli più stabilità, lui la scacciava, intenzionato a fargli vedere che da solo ce l’avrebbe fatta. La scena si è ripetuta un paio di volte,…
Category Of Storie di tutti i giorni
Meritarsi l’amore
Ieri sera osservavo il comportamento di Buzz, il mio cagnolone: posizionato sotto la mia sedia, muovendomi, l’ho preso dentro e gli ho inavvertitamente schiacciato la zampina. Ebbene, invece di ribellarsi e protestare per quel torto, si è messo a scodinzolare e a leccarmi e a cercarmi e a guaire, quasi a chiedere scusa, come se quello che era successo fosse colpa sua. È nell’indole dei cani, certo, subire del male da chi amano e pensare anche di meritarselo, perché ti amano incondizionatamente, senza compromessi, sempre, qualunque cosa tu faccia loro. Ma tendono anche a non dimenticare, se i torti che fai loro sono voluti e reiterati. Così è anche per alcune donne: non riescono a non amare, nonostante le botte, le prese in giro, le bugie, le delusioni, le mancanze di rispetto. Lui può dirti che sei una cretina, può tentare di mortificarti, di umiliarti, può raccontarti le peggiori bugie, può urlarti dietro cose irripetibili, può approfittarsene di te, ma…
Cambiamento = sbattimento
“L’acqua cheta rovina i ponti”. Oppure “Ne uccide più la lingua che la spada”. Cos’hanno in comune questi due proverbi? Apparentemente nulla, ma se si sostituisce all’acqua e alla lingua, la parola orgoglio, allora hanno tutto. Ho visto rapporti finire, guastarsi, andare in malora, più che per fatti oggettivi, proprio per l’orgoglio. Un sentimento talmente potente, che però o ce l’hai o non ce l’hai. Chi ce l’ha, è convinto di essere sempre nel giusto, nonostante gli sbagli; chi non ce l’ha, è convinto di essere sempre nell’errore, nonostante non abbia fatto nulla di male. Perché, per carità, non si tratta di non sbagliare: lo sbaglio è alla base della natura umana, la caducità è il nostro mestiere, facciamo più errori che segni della croce, ma non facciamo abbastanza mea culpa. Perchè il nodo sta tutto lì. Possiamo anche aver capito di aver sbagliato, magari siamo anche arrivati a chiedere scusa, ma far corrispondere dopo azioni che denotino un certo…
Mai fatta una follia per amore?
Quando scrivo d’amore, di matrimonio, ma anche di sesso, insomma di tutto quello che ruota intorno alla coppia, ai sentimenti e ai rapporti interpersonali, mi sento particolarmente ispirata e do sempre il meglio di me. Come è successo per un pezzo pubblicato in settimana sul sito di Vanity Fair, dove parlavo delle cose folli che si fanno quando si è innamorati (qui dove poterlo leggere): in poche ore ha raggiunto numeri da capogiro, con migliaia di visualizzazioni e condivisioni sui social network. Perché c’è ancora voglia di innamorarsi e tutti bene o male, qualcosa di goffo, sdolcinato, folle, buffo, tenero l’abbiamo fatto per chi amiamo. Così ho pensato: “Perché non chiedere ai miei lettori di raccontarmi qualche follia fatta per amore?”. Ecco le risposte: c’è chi si è incatenato, chi ha appeso striscioni, chi ha compiuto viaggi in condizioni estreme, chi si è trasferito… Perché è “l’amor che move il sole e l’altre stelle” e se lo diceva anche il…
La medaglia d’argento
Qual è il peggiore nemico delle persone, e in generale della coppia? Qualcuno dice l’abitudine, altri la noia, altri la frustrazione. Può darsi. Epperò. Per qualcuno l’abitudine può essere un rassicurante porto dove cercare rifugio nei giorni di tempesta, la noia può essere annullata se si riesce a trovare un punto d’incontro nel fare le cose insieme, la frustrazione può essere spazzata via, discutendo dei problemi. No, secondo me c’è una cosa che è peggiore di tutte queste: la solitudine. La solitudine in una coppia? Certo, quella cosa che ti spinge a unirti a un’altra persona, solo per la paura di rimanere da soli, a circondarti di persone di cui faresti volentieri a meno, solo per non confrontarti con le tue paure. La solitudine è meschina, subdola: non ci fa fare repulisti, laddove sarebbe necessario; ci costringe a riempire i cassetti del nostro cuore con menzogne e rapporti di circostanza, pur di non sentirlo pesare. Perché il cuore è l’unica…
“E ho detto… Sì!”
Tutto è nato per caso. Come le cose belle, del resto. Io pubblico un articolo sugli anelli di fidanzamento (questo qui) e la mia amica Alessandra mi lancia una proposta: “Ma perché non chiedi al tuo pubblico di spedirti la foto del loro e di raccontarti la loro proposta di matrimonio?”. Detto, fatto. Una volta lanciata la sfida, come sempre è stata raccolta da numerose donne (e anche qualche uomo) che non hanno saputo resistere al raccontare una cosa bella, un momento unico, irripetibile, al condividere una gioia. “Perché la felicità è reale solo quando condivisa”, scrisse McCandless nel suo diario poco prima di morire in Alaska, e questa è una vera verità. Tutte storie di uomini che ci provano, di donne emozionate, di due persone che sanno che la loro vita da lì in poi cambierà. Perché si tratta di una promessa, una promessa importante, e le promesse si mantengono, nel bene o nel male. Ecco i loro racconti:…
Quell’amore che c’è… ma non c’è
Cosa significa rimanere soli, dopo una vita passata insieme, dopo che l’altro se ne va per sempre senza lasciare diritto di replica? Probabilmente significa morirci assieme, ma dentro, lasciandosi mangiare lentamente dal ricordo e da qualche rimpianto che ci trasciniamo dietro. Piano piano però si ricomincia a vivere, ce ne si fa una ragione, si trova il buono della vita, laddove ci ha strappato il compagno di viaggio, ci ha lasciato una sedia vuota di fronte e qualche pasto da consumare da soli. Ma cosa può voler dire, invece, rimanere soli con l’altro ancora al nostro fianco fisicamente, ma che non sa più chi è lui, chi siamo noi, cosa ci fa qui? Lascia un senso di impotenza e di frustrazione, vedere spegnersi pian piano colui che un tempo era volitivo, gagliardo, attivo, intraprendente e ci riempiva le giornate solo con la sua presenza. Lascia un senso di rabbia vederlo combattere contro una malattia subdola che azzera l’autonomia, la dignità…
Ti sposerò perché…
Sposarsi è una cosa meravigliosa. Lo dico sul serio e non solo perché ci lavoro e ci scrivo. È un impegno, una promessa, davanti a Dio o davanti allo Stato. Sempre e comunque, davanti a chi si ama. Sposarsi è una dichiarazione di intenti, è giurare che qualunque cosa accada, saremo lì, l’uno al fianco dell’altra, a lottare insieme per andare avanti. Ma spesso i motivi per cui ci si lega così indissolubilmente sono i più disparati: c’è chi lo fa per opportunismo, chi per non rimanere solo, chi perché ha fede, chi perché vuole tutelarsi. Di fondo, però, e in teoria dovrebbe esserci sempre l’amore. Qualche mese fa sull’Huffington Post è uscito un articolo dal titolo: Quindici ragioni per cui gli uomini vogliono sposarsi: da quello più romantico a quello più pragmatico, hanno detto la loro su un passo tanto importante quanto spesso visto come obbligatorio per un rapporto. Allora mi sono divertita anch’io a chiederlo attraverso il mio…
Come una coperta
Quando ci si lascia, soprattutto se non è una decisione consenziente, ma una scelta subita da parte di uno dei due, attore passivo nel teatro della coppia, laddove lei ti dice: “Non provo più per te quello che provavo prima”, la reazione possibile o l’unica immaginabile è: urlare, spaccare tutto, insultarla e poi lanciarle un mucchio di anatemi, e poi ancora indirizzarle improperi irripetibili e poi rimanere incazzato con lei, perché era il grande amore della tua vita, e dove ho sbagliato io, e perché io non ero il tuo, e cosa ho fatto di male. E fanculo. Non si sa se si arriva mai alla completa riparazione del cuore, a una imparziale autoanalisi e a una piena consapevolezza di quello che si era insieme e di quello che si è diventati da soli, tale per cui poi può arrivare spontaneo il perdono e il recupero del rapporto con un’altra veste. O l’interruzione definitiva. In settimana mi è capitato di…
L’attimo perfetto
La vita è questione di attimi. E di sguardi, cantava Paola Turci un tempo. Si frequentano decine di persone, ci si guarda negli occhi con molte meno, e però solo con uno scatta quel qualcosa, quella scintilla che ci fa dire: “Lui è quello che sposerò”. Che è molto oltre la soglia dell’innamoramento, perché si tratta di una consapevolezza mai avuta prima, di quell’istante perfetto e irripetibile che ci fa dire: “Voglio passare tutta la mia vita con quest’uomo”. È un istante, appunto. Ci si trova nel mezzo per caso, però quando lo si riconosce, si capisce che è quello che ci cambierà la vita. Per sempre. Qualche settimana fa è uscito sull’Huffington Post un articolo proprio su questa questione qua, dal titolo: “Ventitrè mariti raccontano il momento nel quale hanno pensato: “È lei”, una raccolta decisamente romantica e squisita di dichiarazioni di uomini che hanno saputo cogliere ‘quell’istante’. Io ho deciso di fare lo stesso e chiedere ad alcune…