Settembre: comincia un nuovo anno. Mi do nuovi propositi, non per omologarmi, ma per migliorarmi. Voglio frequentare un corso di primo intervento per mettermi alla prova e poter fare tutto il possibile per essere utile al prossimo. Voglio imparare a dire di no alle cose che non mi convengono, che non mi rendono felice. Voglio imparare a non rendere conto di come gestisco il mio tempo, se la cosa non danneggia nessuno. Voglio allontanare le persone tossiche, che inquinano l’anima e la vita e a lungo andare diventano letali. Voglio imparare a non chiedere scusa se dedico del tempo a me stessa. Voglio cominciare a prendermi cura della mia anima seriamente: se hai cura delle cose che contano, le cose belle arriveranno da sè, come le api nei giardini più belli. Per questo, voglio cominciare a praticare yoga in modo serio: per mettermi in contatto con me stessa e imparare ad amarmi. Voglio prendermi cura di casa mia: imparare a…
Category Of Strettamente personale
In silenzio
Io per natura parlo tanto, ma – e qui non sembra – solo se ho qualcosa da dire. Infatti, – e qui non sembra – apprezzo tanto anche il silenzio. Anzi lo cerco, lo bramo. In un’epoca in cui anche se non hai un cazzo da dire, ti invitano a farlo, è bello stare un po’ in silenzio. Migliaia di Stories, di video in diretta, con gente che pur di riempirsi la giornata mostra lo yogurt che sta mangiando a colazione; status sul nulla pieni di commenti, pur di passare il pomeriggio a rispondere e controbattere: l’impressione è che non si apra più la bocca (o il cervello) quando si ha qualcosa da dire, ma che la si apra a prescindere pur di. Abbiamo perso il valore del silenzio, la sua preziosità. Il silenzio non è assenza di parole, ma presenza dello spirito. È disporre di un momento per imparare ad ascoltare, per ricominciare ad ascoltarsi. Tutte le parole, i…
Trincea
Ve la ricordate la guerra di trincea durante la Prima Guerra Mondiale? Sì, quella estenuante serie di battaglie su più fronti, in cui non vinceva solo chi riusciva ad avanzare, ma vinceva anche chi riusciva a non arretrare, a non perdere uomini, a non alzare bandiera bianca. A resistere, insomma. Noi la stiamo vivendo, questa guerra in trincea: una lotta che dura da 11 anni ormai, tra noi e il suo tumore. Milioni di puntini nel suo petto, noi due e migliaia di altre persone che ci vogliono bene da questa parte del fronte. I primi anni erano tutte battaglie vinte, il bastardo batteva la ritirata, a colpi di operazioni e chemio. Oggi lui è ancora lì, nei suoi polmoni. Ma non sta avanzando. E noi non arretriamo di un passo, armati fino ai denti. Non stiamo alzando bandiera bianca. Non stiamo perdendo vita, insomma. C’è ancora speranza di vincere la guerra. E questo nella malattia significa la vittoria più…
La differenza che c’è
Mi hanno chiesto la differenza tra innamorarsi e amare. Vediamo… Innamorarsi è quando lo vedi per la prima volta e senti il cuore in gola letteralmente; è non vedere l’ora di vederlo ed essere felice appena lo scorgi; è impegnarti a essere la migliore versione di te stessa affinché lui ti scelga per cominciare una vita insieme. Amare è tutta questa roba qui, tutti i giorni; non è impegnarsi perché ti scelga per cominciare, ma perché ti scelga ogni giorno. È svegliarsi e ringraziare di averlo accanto nonostante di notte russi; è vedere le prime rughe comparire sul suo viso e sceglierlo; è vedere i primi capelli bianchi e sceglierlo; è mettere su 15 chili e sceglierla; è sentirsi dire dalla sua oncologa: “No, signora, noi ci impegneremo al meglio, ma suo marito ai 50 non ci arriva”, farsi due conti e sceglierlo; è vederlo ricoperto dalle pustole per via delle cure e sceglierlo. È come scalare la montagna, camminare…
Chi dice che l’amore è bello è un bugiardo
“Non è più baci sotto il portone, non è più l’estasi del primo giorno, è una mano sugli occhi prima del sonno. È questo che sei per me”. Niccolò Fabi L’amore è complicato. Un vero casino. A tratti una merda. Più sacrifici che soddisfazioni. Non sto parlando dell’innamoramento, no. L’amore è un’altra cosa. È quando il giorno prima lo vorresti picchiare e quello dopo non potresti vivere senza; è quando piangi tutto il giorno e hai gli occhi talmente gonfi da bruciare, ma poi lo vedi e tutto passa; è quando ti giri e ti rendi conto che avete costruito tanto insieme, nonostante ogni giorno sembra che no; è qualcosa che ha a che fare con la pazienza e la lungimiranza e l’aspettare qualcosa che, quando arriva, no, non si esaurisce l’entusiasmo; è quando maledici il giorno che l’hai incontrato perchè mannaggialcazzo, io avevo dei sogni – l’abito bianco, la staccionata bianca, due bambini, un cane – e ora…
La teoria della relatività
Salve, ho quasi 32 anni e quasi metà della mia vita ho convissuto con la malattia. Non la mia, ma del mio compagno: ma poi alla fine che differenza fa? Lui la porta dentro, un ospite indesiderato che alberga nel suo intestino, poi nel suo fegato, ora nei suoi polmoni. Stiamo cercando di sfrattarlo, ma con scarsi risultati. I medici dicono che basta che dormi, solo alloggio, niente vitto. Fosse facile. Il terrore che si risvegli affamato come una belva c’è sempre. Lui la porta dentro, la bestia. Lui rischia la sua vita. Io comunque la porto nel cuore. Ogni tanto mi rende rabbiosa, intransigente, impaziente, incazzata, perché il senso che tutta questa grande sofferenza non sia un’ingiustizia ancora non ce l’ho. Quella consapevolezza, quella serenità io ancora non ce l’ho. Ma il fatto che entrambi siamo felici e riusciamo a vivere con il sorriso vuol dire che stiamo facendo un percorso bello, il percorso giusto che ci porta a…
Come ero, come eravamo
“Come ero | e come sono ora | dove ero | e come sento ora, lo so quello di cui ho bisogno, lo so”. Giorgia Ero più giovane, avevo più entusiasmo, da qualche mese è spuntato il primo capello bianco, proprio nella frangetta. Ero più magra e più in forma, avevo più fiato, senza dubbio. Ero meno cinica, diciamo anche meno stronza: col passare degli anni, mi sono arrogata il diritto di dire sempre come la penso. Che senso ha essere circondata da ipocriti o gente che non si stima? Ero meno stanca: ora mi sembra sempre di stare in affanno, di rincorrere il tempo, invece che di dominarlo. Avevo meno lavoro: era anche vero che stavo agli inizi della mia avventura, che ancora mi appassiona, come il primo giorno. Ero più entusiasta, avevo molte più aspettative, sulle persone, sui rapporti, sul lavoro, anche sull’amore: sognavo la classica favola, un marito, due figli, un cane e la staccionata bianca.…
Vince chi molla
“La salvezza non si controlla… Vince chi molla”. Niccolò Fabi Ci hanno insegnato ad accumulare, a trattenere, ad avere, a possedere. E infatti, le persone le reputiamo di nostra proprietà, non un dono, ma un acquisto. Ma degli acquisti prima o poi ci si stanca, ce ne si disfa quando non servono più. Dei doni no. Ci hanno insegnato a vincere, che De Coubertin era un coglione, perché si accontentava e chi si accontenta è infelice a prescindere, a raggiungere il successo a ogni costo, a stare sempre un passo avanti, ad avere sempre l’ultima parola. Ma dopo l’ultima parola di solito cala il silenzio. E silenzio può voler dire solitudine. Per anni ho accumulato: beni, ricchezze, parole, incomprensioni, rospi. Per anni ho voluto vincere: nelle competizioni, sul lavoro, nelle discussioni. Ed ero povera. E non avevo niente, quando in teoria avrei dovuto aver tutto. Poi sei arrivato tu. Che mi hai insegnato a lasciar andare, a non trasformare tutto…
Siamo una famiglia
Pensavo che essere una famiglia dipendesse unicamente dal fatto di essere sposati, di avere firmato delle carte che ne attestassero lo status quo. Di poter chiamare marito il partner solo se era scritto ufficialmente da qualche parte. Sorridevo quando sentivo due conviventi dire: a noi non serve altro per sentirci famiglia. Che cretina che ero. Da qualche tempo – da quando cioè mi sono trasferita a casa di lui, da quando la malattia è ricomparsa, da quando all’ospedale ce lo accompagno io e non più i suoi, da quando dentro dall’oncologa a colloquio ci andiamo in due, da quando dormiamo insieme il più delle notti, da quando a breve avremo una casa tutta nostra, da quando sto anche pensando: “Che bello sarebbe avere un figlio” (poi mi faccio prendere dalle seghe mentali del “chi lo manterrà?” o del “i medici non ci danno garanzie sul suo futuro, come possiamo pensare a un figlio?” o molto banalmente “un figlio? Io? Ma…
La magia del Natale
Sono le 18.30 dell’antivigilia e sono ancora al pc a lavorare. È stata una giornata di imprevisti da risolvere, di telefonate non risposte, di lavori monotoni, così come nelle ultime settimane. Niente a che fare con il Natale, insomma. Eppure. Proprio oggi ragionavo sulla magia di questo periodo: le luci accese, il camino che riscalda la casa, i regali sotto l’albero, le musichette che riempiono l’aria di gioia… Sembra facile vedere la magia, eppure tanti sono ciechi a questo richiamo. Perché forse non basta. Non basta cercare di crearla, la magia bisogna averla dentro nel cuore. E se il cuore è schiacciato da un macigno che ne rallenta il battito? Allora bisognerà volerlo un po’ di più. Oggi una mia amica mi scriveva che anche quest’anno il Natale non lo sente perché ha il cuore pesante. Non può immaginare quanto la capisco: il mio cuore ultimamente è affaticato e mezzo azzoppato dalle mille preoccupazioni, eppure proprio questo mi ha spinto…