“Chi ti farà piangere? Chi ti addormenterà? Chi userà lo sguardo tuo? Chi lo fa al posto mio? Io dove sarò?”. Subsonica Ultimamente, da un anno a questa parte, mi succede una cosa strana, che poi così strana non è: se non sono insieme a Teo, non riesco a dormire. O meglio, prendo sonno sì, ma dopo ore e ore di rigiramenti nel letto, per trovare una posizione, per respirare meglio, per scacciare i pensieri. Capita infatti che quando faccio tardi e lui non sta bene per via della cura, mi chieda di dormire a casa mia per non disturbarlo nel cuore della notte, mentre lui è già a letto. L’altra notte ero nel mio letto, quello da ‘nubile’, e nonostante non avessi pensieri e la stanchezza, non son riuscita a prendere sonno prima di due ore. Due ore infinite, in cui siccome non hai nulla da fare, poi i pensieri ti vengono per forza. Cominci a pensare ai pezzi…
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Vedessi solo sole
Ho, abbiamo una vita precaria. Tutti in generale, ma nel particolare io e Teo. Da tempo mi interrogo sul senso che può avere un legame che presto o tardi si spezzerà. Tutti i legami son destinati a finire, per scelta o per destino. Ma quando sai che la spada che pende sulla tua testa ha un filo che non regge abbastanza da superare il tempo e lo spazio, cosa fai? C’è chi davanti a legami di questo genere, fugge per paura di soffrire. “Preferisco soffrire prima, quando scelgo di privarmene consapevolmente”. Sì, come se dopo sia facile far finta di non essersi mai conosciuti, di non essersi mai amati, di aver condiviso un pezzo di strada insieme. C’è chi sceglie di restare invece. E non è coraggio né tornaconto, solo voglia di esserci, di viversi fino in fondo. Come quando ti lanci a tutta velocità contro un muro consapevolmente: non è che prima dello schianto non hai una paura fottuta,…
La signora degli anelli
Ogni anello che indosso ha per me un significato particolarissimo. Non particolarmente amante del genere, mi sono ritrovata nel corso del tempo a indossarne cinque: c’è il primo che mi ha regalato Teo appena messi insieme; poi c’è quello in pietra infilatomi al dito in mezzo ad Alexanderplatz a Berlino; poi ce n’è un altro, semplicissimo, che Teo comprò da un venditore ambulante a uno dei nostri tornei di beach volley; e ancora, quello con il cuore rosso smaltato che abbiamo comprato a Pitigliano quest’estate. E infine, c’è quello che racchiude tutta la mia famiglia, i valori per me importanti: è un rosario del Santuario della Madonna di Monte Berico, cui erano devotissimi i miei nonni paterni, regalatomi da mia sorella qualche anno fa. È usurato e consunto e rovinato e brutto, ma senza mi sento nuda. A dire il vero, senza ognuno dei miei anelli mi sento a disagio: una volta, già sulla via per le vacanze, son tornata…
Mostrare l’amore
Se c’è una cosa che da sempre tutti i figli rimproverano ai genitori è il metodo d’educazione: “Se m’avessi dato qualche schiaffo in meno (ai tempi miei si usava senza ripercussioni o recriminazioni sociali), impartito qualche castigo in meno e qualche esempio in più, oggi saprei cosa fare e come comportarmi in certe situazioni”. Classico. Peccato che educare, insegnare qualcosa, non sia semplice. Capisco i genitori, anche se non lo sono ancora: dare una sberla, alzare la voce o mettere in castigo è molto più facile e veloce che mettersi in gioco, in discussione e mostrare la vita. La verità è che manco loro sanno bene cosa sia e come si viva, sta cazzo di vita. Ai miei non posso dire niente: nonostante tutto, se oggi so come stare al mondo, so cosa è giusto o non è giusto fare e ho una mia precisa e definita personalità, in parte è anche merito loro. Certo, non sono la figlia perfetta,…
La danza della foglia
“La libertà della foglia che abbandona il ramo è la responsabilità di tornare ogni primavera”. Fabrizio Caramagna Esterno, giorno. Fine settembre. Da pochi giorni è già autunno, eppure la natura non ci vuol sentire: le foglie sugli alberi sono ancora tutte verdi e rigogliose, il sole cerca ancora di riscaldare le ossa. Oh no… ecco che una foglia si stacca dal ramo, per via di una folata di vento, e viene trasportata poco più lontano, lasciata cadere per terra con una delicata violenza, quella di chi sa che non può opporsi al suo destino, ma che ancora non tutto è finito. Ora è tempo che l’albero si metta a riposo, trattenga le energie per una nuova rinascita: della foglia non c’è bisogno, non più, non ora. Ma il suo momento tornerà. Interno, giorno. Metà settembre. Ospedale. “La malattia si è ripresentata… Senza cure non può stare… Proponiamo una chemio contenitiva, che miri a tenerlo sotto controllo, se non a…
Vado in vacanza
Vado in vacanza, e poi continui a fare quello che facevi prima: stare ore su Facebook, controllare la posta da ogni dove, rispondere ai commenti e alle mail. Vado in vacanza e non stacchi mai da quell’idea di essere onnipresente, sempre ammirato, sempre sotto i riflettori. Vado in vacanza… e la differenza dove sta? Sono sempre stata brava a fare spazio: a un certo punto le cose che si accumulano nell’armadio, in libreria, in cantina, nel cuore, nella testa, mi vien voglia di gettarle via, di fare pulizia. Scatta quel clic, quel raptus che ti dà l’adrenalina giusta per dedicarti a mettere ordine, dentro e fuori di te. Prima ancora dei manuali bestseller, prima ancora di tutte le raccomandazioni da parte di luminari della scienza, per me liberarmi del superfluo, dell’inutile, del surplus è sempre stata una condizione necessaria per andare avanti. Anche la vacanza lo è, ma per essere davvero efficacia, deve per forza di cose essere l’opposto di…
Un taglio col passato
L’emozione più grande per voi nell’ultimo periodo? Per me è stato un taglio di capelli. Sì, un gesto banale, ripetitivo, cadenzato dalla ricrescita della chioma, per qualcuno un momento di relax nella vita frenetica, per altri solo una scocciatura e un inutile esborso di soldi, comunque sia, per tutti un appuntamento usuale, per niente speciale con la propria bellezza e la cura di sé. Ottobre Teo si presenta davanti a me con il rasoio elettrico, deciso a far piazza pulita sulla testa della sua folta chioma, ai tempi lunga, lucente, di un bel nero corvino, dei capelli bellissimi. “Ma amore, han detto all’ospedale che con questa cura non dovresti perderli”, “Non mi interessa: già la chemio mi dà ansia, non voglio dover aver paura di trovarmi delle ciocche per le mani. Non ce la farei”. A quel punto, facendomi coraggio, mi sono armata del rasoio e ho rasato quasi a zero la sua testa. La chemio avrebbe fatto il resto:…
Il momento giusto
Stamattina apro Facebook e mi imbatto in questa frase: “Quando il cambiamento non fa più paura, allora è il momento giusto”. Io che credo nelle coincidenze, nelle cose che capitano quando è ora, la prendo come una benedizione, come una conferma. Perché nell’ultimo periodo di cambiamenti ce ne sono stati e parecchi e spaventosi nella mia vita. Ma non ho (quasi) mai avuto paura. Non perché ero certa dell’esito positivo, non perché abbia i superpoteri o sia supersicura di me stessa, semplicemente perché accanto a me ho la persona giusta con cui affrontarli, semplicemente perché abbiamo così tanta voglia di vivere che la vita non può non ascoltare i nostri desideri. Il sintomo che la paura non sta agendo, non sta erodendo lo scoglio della speranza, è quando si ricomincia a fare progetti: una persona impaurita è una persona immobile, che non guarda avanti, ma non si gode nemmeno il presente, che subisce quello che le succede senza margine d’azione. Per…
L’eternità in un istante
Tutti noi sin dalla nascita siamo proiettati nell’immortalità: a nessuno a nessuna età viene in mente che prima o poi, un giorno, non ci saremo più. Per questo tendiamo a procrastinare, a rimandare a domani quello che non abbiamo voglia di fare oggi, dicendo: “Tanto c’è tempo”. C’è tempo domani per scrivere quell’articolo che oggi non ho voglia di scrivere, per mettersi a dieta, per chiedere scusa, per progettare una vita insieme, per organizzare un matrimonio, per fare un figlio… C’è tempo domani, tanto abbiamo tutta la vita davanti. Un orizzonte di spazio infinito per tentare di essere felici, per provare a vivere. Che di solito la parola fine compare solo prima dei titoli di coda, e i titoli di coda in un’esistenza scorrono solo in prossimità di quella comune ai più come vecchiaia. Ma se così non fosse? Se il destino volesse tirare il sipario e far finire lo spettacolo molto prima? Se a trent’anni tu fossi costretto a…
Spazi di tè
Lavorare da casa non è facile. Lavorare da casa con a casa il proprio compagno lo è ancora meno. Un sottile gioco d’equilibri può evitare la tragedia quotidiana delle infinite umane incomprensioni. Orari diversi, esigenze diverse, non avere orari: tutto può portare a una possibile discussione. Ultimamente la mia anima è in balia dei sensi di colpa: da una parte il lavoro, che non si può rimandare; dall’altra, il voler dedicare più tempo a lui, più fragile per via della malattia. In definitiva, anche quando sembra che stia facendo bene, la sensazione è di stare facendo tutto una merda. Giorni in cui non ho tempo nemmeno per respirare, altri in cui le ore passano più lente, potrei prendermi una pausa, ma poi decido di infarcirle di altri articoli da scrivere, per portarmi avanti, che non si sa mai. Maledetta precarietà, che ci fa credere di non fare mai abbastanza, in attesa di quello che potrebbe arrivare (ma non verrà). Precario…