Settimana scorsa ho toccato il cielo con un dito. Sono stata in paradiso. Niente Hawaii, Bora Bora o simili, mi sono solo trasferita 5 km più in là rispetto a casa mia, a casa del mio moroso. Approfittando dell’assenza dei miei suoceri, in vacanza sulla riviera romagnola, abbiamo fatto le prove tecniche di convivenza in vista di un eventuale futuro a due e… Ed è stato dannoso, deleterio, perchè è stato troppo bello. Ora non riesco a pensare ad altro, non riesco più a farne a meno, come un drogato in crisi d’astinenza. Sapevo già che lui è speciale, ma non fino a questo punto: un uomo che si alza solo per farvi la colazione, che cucina per voi la sera, che vi prepara l’aperitivo, che vi spina il pesce, pur di farvelo mangiare, che vi prepara la schiscetta al mattino… voi come lo definireste? Tutte queste attenzioni, questi piccoli gesti d’amore mi facevano venir voglia di lavare i piatti,…
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Love forever does exist. E io c’ho le prove.
Di che cosa è fatto l’amore? Ma soprattutto, quanto dura? Abbiamo già provato a dare una risposta a questo quesito, che tuttavia rimane un’annosa questione aperta a millemila interpretazioni e opinioni. Io lo ribadisco: se uno lo vuole, l’amore può durare una vita. E c’ho le prove. Stamattina, scartabellando su Internet un po’ per lavoro e un po’ per curiosità, mi sono imbattuta in un progetto a dir poco meraviglioso. Il titolo? ‘Love ever after’, l’amore al di là. Al di là degli anni, delle difficoltà, dei bisticci, delle incomprensioni, dei tradimenti, della noia, dei nostri egoismi, di noi stessi. Per far spazio al noi, inteso come coppia. Lauren Fleishman, giovane fotografa di New York, dopo la morte del nonno, ha trovato sul suo comodino una lettera d’amore scritta da lui alla moglie dal fronte durante la Seconda Guerra Mondiale. Da lì, l’illuminazione: perché non fotografare e intervistare coppie, il cui matrimonio ha resistito a tutto, superando il test del…
Quanto dura l’amore?
“Una zanzara dura un giorno, una rosa dura tre giorni. Un gatto dura tredici anni, l’amore tre. È così. C’è prima un anno di passione, poi un anno di tenerezza e infine un anno di noia”. Olè. Che belle prospettive. Grazie Frederic Beigbeder per questo ritratto incoraggiante, ci viene quasi voglia di innamorarci. L’autore del romanzo ‘L’amore dura tre anni’, ora è diventato anche regista dell’omonimo film, in questi giorni nelle sale di tutta Italia. Settimana scorsa sono andato a vederlo in anteprima con il mio moroso e per tutto il tempo, non ho fatto altro che riflettere sulla mia storia d’amore e sulle sedicenti verità propinate dalla pellicola e mi sono chiesta: ma se l’amore dura davvero tre anni… allora il mio cos’è? Fratellanza, la solita minestra riscaldata, un passatempo? Stare insieme da dieci anni non è mica come dirlo, e dieci è più del triplo rispetto a tre: a questo punto della storia, sai che palle! E invece.…
Come polenta e merluzzo
Partiamo da due presupposti: il primo è che sono veneta per metà, da parte di papà. Il secondo è che credo nell’amore, ancor prima che nel matrimonio, ma che reputo una cosa fichissima il fatto che due innamorati si scelgano per la vita e si giurino amore eterno davanti a tutti, parentame, invidiosi e divinità (se ci credete) inclusi. Detto questo, vi chiederete: ma che sta dicendo? Delirio da caldo asfissiante? Troppo lavoro? Ora capirete. Settimana scorsa sono stata invitata come blogger all’evento ‘Per tutti i gusti – Il giro d’Italia a tavola’, un evento promosso dalla catena Starwood Hotels e coordinato da Carlo Vischi, direttore delle collane Trenta Gourmet di Trenta Editore e Immaginazione di Malvarosa Edizioni. L’obiettivo? Far scoprire le eccellenze gastronomiche delle varie regioni del nostro Paese. Premettiamo che io in cucina sono una frana, ma che di contro sono un’ottima forchetta, della serie: in mezzo a tutte quelle food blogger, mi sentivo come un pesce fuor…
Il mio matrimonio
A te che mi hai salvato. Piangevo. Stamattina sul treno piangevo, come una scema. Sul Vanity Fair di qualche mese fa (dovete sapere che ho arretrati di due mesi!) leggevo l’intervista fatta a Andrea, marito di Anna Lisa Russo, la ragazza scomparsa quasi un anno fa, sconfitta da un cancro. Diventata famosa suo malgrado, poiché teneva un blog dove raccontava la sua vicenda, le sue paure, i suoi sorrisi, la sua voglia di vivere, qui il marito Andrea (che l’ha voluta sposare un mese prima della morte) racconta dei loro progetti: “Una casa nel bosco, con le api per fare il miele e due capre, due asinelli, due ochette. Tutto due, perché diceva che nessuno doveva stare mai solo”. E allora piangevo. Piangevo, perché ricordavo di quella volta che successe a me, a noi. Solo con un epilogo, per fortuna, diverso. Che mi ha, ci ha reso diversi. E più forti. Avevo 21 anni. 20 e mezzo per la…
Desperate anch’io
Sono distrutta. Anzi, disperata. Doppiamente disperata. Desperate Housewives, una delle mie serie tv preferite, è finita. L’ultima puntata è andata in onda mercoledì scorso e il finale è stato non deludente, di più. Ecco la ragione della mia disperazione al quadrato. Dopo Sex & The City e le quattro amiche superfashion sessopatiche di New York, ora mi abbandona anche il quartetto di casalinghe di Wisteria Lane. E le mie serate non hanno più senso di esistere. Dopo di loro, il diluvio: non mi sono più affezionata a nessuna serie, anche perché non ho più avuto il tempo di stare incollata alla tv la sera (ma questo è un altro discorso). Io sono una superfan accanita dei misteri di Wisteria Lane: ho iniziato a seguire le vicende di questo ‘tranquillo’ sobborgo di non si sa di quale città americana proprio otto anni fa, quando lo trasmettevano su Rai2. Non mi perdevo una puntata e se la perdevo, la registravo (ai tempi…
Matrimonio, uomini e luoghi comuni
Fine del mese in redazione. Tempo di riviste. Arrivano a fiotti e per me è una goduria: Glamour, Myself, Traveller… Tutti i mensili più interessanti finiscono sulla mia scrivania, pronti per essere sbranati in treno dalla sottoscritta. Lunedì trovo GQ, il mensile dedicato agli ometti, una lettura che però non disdegno nemmeno io, anzi: reportage interessanti, argomenti intelligenti, che esulano un po’ dal solito ‘Come rimettersi in forma prima dell’estate’ o ‘Le nuove tendenze in fatto di costumi’. Sul famigerato treno, mi trovo a sfogliarlo con voracità, come mio solito, quando incappo in un pezzo dal titolo “Cosa devi sapere prima di sposarti”. Ho pensato: “Ah ah, interessante! Cià va. Leggiamo un po’…”. Banale e scontato. Solito articolo in cui un uomo mette in guardia i suoi simili dai pericoli del trappolone (vedi alla voce matrimonio). Diciotto – e ripeto diciotto – avvertimenti dati da colui che c’è cascato a colui che sta per fare lo sbaglio. “È una roba…
#solocosebelle
Che meraviglia quando si ricevono le belle notizie! Su Twitter esiste l’hashtag #solocosebelle: sarebbe magnifico poterlo mettere anche alla propria vita. E perchè no? In fondo è semplice: ci si sveglia la mattina e ci si propone di dare credito solo alle cose che ci fanno stare bene, lasciando da parte le delusioni, le maldicenze, gli scazzi e anche gli stronzi. Io è da un po’ che mi sono ripromessa di farlo: pensare ogni giorno ad una cosa che mi rende felice, anche piccolissima, e goderne. In questo mondo di brutture – specialmente in questa fetta di Storia – potrebbe essere l’antidoto alla depressione. Settimana scorsa sono state tre le cose che mi hanno resa felice, ma tanto. La prima è aver ricominciato a lavorare nella redazione dei miei sogni, tornare a quella quotidianità che dà un senso ai tuoi giorni, che non ti fa sentire inutile. Dici niente. La seconda è aver rivisto – e rivedere tuttora, tutti i…
Postcards from Kazakhstan
Cartoline dal Kazakistan: il mio amico Enrico, venuto a sapere che lavoro nel settore matrimonio e navigo a vista tra pizzi, merletti, abiti e sposine, mi ha gentilmente inviato queste deliziose foto scattate in Kazakistan, nella cittadina di Atyrau, sulle rive del Mar Caspio. Trovandosi lì per lavoro, ha immortalato queste allegre sposine che zompettavano felici tra le vie del paese, insieme al loro sposo e ai familiari. Da notare la ricchezza dei vestiti, tempestati di perline e pizzi, i diademi che impreziosiscono le acconciature e il curioso copricapo a forma di cono, con pon pon sulla sommità, che dev’essere un accessorio tradizionale che si usa indossare in quei paesi, poichè non è il primo che vedo durante i matrimoni a rito ortodosso. Abiti in stile princess, con gonna ampia, tripudio di balze e ruches, corpetti decorati e velo, per spose che sognano di essere principesse per un giorno. Proprio come noi. Grazie ad Enrico per l’emozionante reportage.…
Auguri mamma!
Spero di riuscire a diventare almeno la metà della donna che sei tu e di insegnare ai miei figli almeno la metà delle cose che mi hai insegnato tu. Sei tutto per me. Ti amo, mamma.…