Prova. Prova a immaginare di fare un passo nel vuoto, sorretto solo da un filo finissimo. Di affacciarti dalla rupe e di avere davanti un’altra montagna da raggiungere, l’obiettivo, la meta. Ma l’unico modo per poterla raggiungere è quel filo: una corda, robusta per poterti sostenere, ma troppo poco larga per garantirti l’equilibrio. Vedi dove devi arrivare, ma devi trovare il coraggio di arrivarci, l’incoscienza di muovere quei passi, uno dopo l’altro, avendo fede che la corda non si spezzi e che il tuo equilibrio sia abbastanza buono per non cadere giù. È così che, sudando copiosamente e tirando grandi respironi, chiudi gli occhi e ci provi: ti hanno insegnato che per rimanere in equilibrio non bisogna mai guardare giù, mai abbassare gli occhi, ma fissare sempre dritto davanti a sé, alla meta. E soprattutto che non bisogna titubare mai, ma dopo lo slancio iniziale, lanciarsi, andare, non fermarsi. Ma la paura di fallire, di cadere giù è troppa. È…
Posts by Francesca Favotto
Quattro parole
Poche ore e sarà vuoto. La mente e il cuore si faranno leggeri, il tempo di preparare tutto e abbandonarsi all’ignoto, al bello della novità. Tra poco sarà vacanza e voglio proprio gustarmi appieno il vero senso di questa parola, che letteralmente significa “fare spazio, fare vuoto”. Quattro parole voglio tenermi per me, per queste vacanze, quattro parole guida per vivermi questo tempo nuovo, lontano dall’abitudine e da quello che siamo abituati a vedere. La prima è chiudere: chiudere un articolo, col lavoro, la valigia. Stiparci dentro tutto il vissuto finora, tutte le preoccupazioni, ma anche le cose belle successe. Chiudere alcuni rapporti malconci, malandati, chiudere con il sentirsi sempre in difetto, chiudere col passato che ci ha fatto male, ma ci ha anche insegnato a crescere. Chiudere le porte tenute sempre socchiuse per vedere se qualcuno tornava, chiudere gli occhi e fare bei sogni, e provare a immaginare la vita che avremmo sempre voluto. Chiudere a volte non è…
Imparando a camminare
L’altro giorno ho assistito a una scena abbastanza comune, ma che mi ha fatto riflettere: un bambino che stava cominciando a camminare, facendo i primi goffi tentativi di tirarsi su in piedi. Prima puntava i piedini, poi le manine e poi tirando su il sederino, provava a perdere l’equilibrio per un attimo e a sollevare la testa, per poi tentare di muoversi in avanti e fare il primo passo. La prima volta non gli è riuscito, ci ha provato ma appena ce la stava facendo, è franato a terra. Niente paura, un piccolo accenno di pianto, ma poi ancora, di nuovo, ci ha ritentato, testardo e determinato come solo i bambini sanno essere. Dietro c’era una mamma premurosa e curiosa di vedere fin dove si sarebbe spinto, e se provava e prendergli le manine per dargli più stabilità, lui la scacciava, intenzionato a fargli vedere che da solo ce l’avrebbe fatta. La scena si è ripetuta un paio di volte,…
Un abbraccio… e tutto passa
Sono settimane che sono in crisi: tra il caldo asfissiante, i pensieri, le preoccupazioni e il lavoro incessante, mi sentivo e mi sento tuttora meno accomodante, più intollerante, meno paziente, più tendente alla tragedia. Non capita anche a voi di essere molto stanchi e di vedere tutto sotto una lente di ingrandimento? Anche il minimo problema, risolvibile in qualche giorno, può diventare un’insormontabile dramma. Pensate poi al disastro nucleare che può avvenire se nella coppia entrambi sono molto stressati e pieni di pensieri… Ecco, più o meno quello che stiamo vivendo io e il mio fidanzato da qualche mese a questa parte: tra i suoi problemi di salute e le mie preoccupazioni sul lavoro, a ogni minimo cambiamento, discussione, battibecco, io rimettevo in discussione tutta la nostra storia e così, finivamo per discutere animatamente. È successo anche lo scorso weekend, poco prima di partire per una gita fuori porta nei nostri luoghi del cuore, per cambiare un po’ aria e…
Tu sei lui
Qualche settimana fa la mia editor di VanityFair.it mi ha lasciato in consegna un pezzo sui segnali che ti indicano se hai trovato l’anima gemella. Pensandoci un po’, ispirandomi a un pezzo che avevo letto su un sito inglese precedentemente, facendo mente locale sulle mie amiche e su quella che è la mia esperienza, ne è venuta fuori una lista di 25 segnali, che se rispettati tutti, sì possono farti esclamare: “È l’uomo della mia vita!”. Man mano che scrivevo, cresceva la mia soddisfazione nel notare come il mio lui abbia quasi tutti questi requisiti e nell’avere la conferma – se mai ce ne fosse bisogno – che nonostante tutte le difficoltà, nonostante tutti gli ostacoli, nonostante a volte ci vogliamo strozzare a vicenda , siamo fatti per stare insieme e non c’è nessun altro che vorrei al mio fianco. In qualche modo, il pezzo (lo potete leggere qui) è diventato un racconto autobiografico del perché mi sono innamorata di…
La tua felicità è la mia felicità
Non va. È un periodo così. Passerà, mi dico da ormai un mesetto. Manca il respiro, sto sempre in affanno, con il fiato in rincorsa: sarà questo caldo… Ma va, per quello basta accendere il condizionatore e sparisce. È una soluzione illusoria, ma funziona, dà sollievo, almeno per un momento. Ma per i problemi, per i pensieri, per le preoccupazioni, dov’è il telecomando del condizionatore? Dove l’avete nascosto? Che poi, bastasse solo quello… È che funziona sempre così: arriva il periodo in cui sei più presa, hai mille cose da fare, non sai da che parte girarti e ti piombano addosso mille altri pensieri, mille altre preoccupazioni, mille imprevisti da risolvere. E non sai dove sbattere la testa. Ed entri in un circolo vizioso, e ti sembra che non vi sia soluzione. E la luce in fondo al tunnel non si vede. Annaspi, cercando di arrivare alla fine del giorno, quando riuscirai a tornare nemmeno sai come in superficie e…
È/non è
Se vi chiedessero cos’è il matrimonio, sapreste rispondere? È una domanda ostica, non banale, che richiede del tempo per rispondere. Per esempio, io che ne scrivo da tanti anni ormai, ma che ancora non lo sto vivendo sulla mia pelle, non saprei dare una risposta precisa. Se poi mi chiedessero addirittura cosa NON è, apriti cielo!, le cose si complicherebbero ancora di più. Il matrimonio è un giorno speciale, è una festa con chi ami, è una promessa eterna, è un contratto, è un impegno con l’altro? Tutto questo e forse niente. Non è un passo obbligato, non è necessario, non è accompagnarsi a chiunque per scongiurare il pericolo di rimanere soli? Anche, forse. Lo spunto per ragionarci su è arrivato da questo articolo trovato sull’Huffington Post, scritto da Margaret Rutherford, in cui elenca dodici cose che il matrimonio è e 12 che non è, per celebrare i 24 anni di matrimonio festeggiati con suo marito. Così ho deciso di…
Meritarsi l’amore
Ieri sera osservavo il comportamento di Buzz, il mio cagnolone: posizionato sotto la mia sedia, muovendomi, l’ho preso dentro e gli ho inavvertitamente schiacciato la zampina. Ebbene, invece di ribellarsi e protestare per quel torto, si è messo a scodinzolare e a leccarmi e a cercarmi e a guaire, quasi a chiedere scusa, come se quello che era successo fosse colpa sua. È nell’indole dei cani, certo, subire del male da chi amano e pensare anche di meritarselo, perché ti amano incondizionatamente, senza compromessi, sempre, qualunque cosa tu faccia loro. Ma tendono anche a non dimenticare, se i torti che fai loro sono voluti e reiterati. Così è anche per alcune donne: non riescono a non amare, nonostante le botte, le prese in giro, le bugie, le delusioni, le mancanze di rispetto. Lui può dirti che sei una cretina, può tentare di mortificarti, di umiliarti, può raccontarti le peggiori bugie, può urlarti dietro cose irripetibili, può approfittarsene di te, ma…
Cambiamento = sbattimento
“L’acqua cheta rovina i ponti”. Oppure “Ne uccide più la lingua che la spada”. Cos’hanno in comune questi due proverbi? Apparentemente nulla, ma se si sostituisce all’acqua e alla lingua, la parola orgoglio, allora hanno tutto. Ho visto rapporti finire, guastarsi, andare in malora, più che per fatti oggettivi, proprio per l’orgoglio. Un sentimento talmente potente, che però o ce l’hai o non ce l’hai. Chi ce l’ha, è convinto di essere sempre nel giusto, nonostante gli sbagli; chi non ce l’ha, è convinto di essere sempre nell’errore, nonostante non abbia fatto nulla di male. Perché, per carità, non si tratta di non sbagliare: lo sbaglio è alla base della natura umana, la caducità è il nostro mestiere, facciamo più errori che segni della croce, ma non facciamo abbastanza mea culpa. Perchè il nodo sta tutto lì. Possiamo anche aver capito di aver sbagliato, magari siamo anche arrivati a chiedere scusa, ma far corrispondere dopo azioni che denotino un certo…
Cosa non si fa per amore!
Per dimostrare l’amore occorrono gesti eclatanti? Credo piuttosto che servano piccoli gesti, che magari richiedono un piccolo sforzo, e che proprio per questo diventano eclatanti. Come per esempio, andare allo stadio a tifare per la squadra che da sempre non sopporti solo per amore. Una cavolata? Sì, può darsi, ma fino a qualche tempo fa mi costava fatica ed era motivo di grandi litigate con lui. Proprio sabato scorso mi sono ritrovata in curva allo stadio di Berlino ad assistere dal vivo alla finale di Champions League tra Juve e Barcellona, tra l’altro in curva in mezzo ai tifosi più tifosi che c’erano. Io da sempre tifosa interista, lì a fare il tifo per la Juve, la nostra acerrima nemica. Eppure. Eppure non avrei mai pensato di potermi divertire così tanto, di provare simili emozioni nel sentire l’inno dal vivo, vedere quei grandi campioni a pochi metri da me, guardare lui avere gli occhi pieni di luce e di commozione.…