“Tu sei una persona di quelle che si incontrano quando la vita decide di farti un regalo”. Quando lessi questa frase di Charles Dickens, mi piacque subito perché la trovai innegabilmente vera. Non so se tutti noi abbiamo una persona del genere nella nostra vita, ma io di sicuro sì. E sei tu. Te che ho incontrato ormai 13 anni fa e proprio oggi su Facebook una ragazza che entrambi conosciamo virtualmente, ma nessuno dei due di persona, mi ha scritto: “Eh, ma mi sa che tu hai ancora la stessa faccia da ebete di quando l’hai conosciuto anni fa!”, alludendo a quanto potessi essere innamorata. Te che la vita non finisce mai di prendere a schiaffi, ogni volta barcolli sì, ma resti in piedi, inarrestabilmente. Te che hai sogni grandi e bellissimi e io dico che ce la faremo a farli diventare realtà tutti, ma tutti tutti. Te che hai paura del futuro – un po’ come tutti –…
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La medaglia d’argento
Qual è il peggiore nemico delle persone, e in generale della coppia? Qualcuno dice l’abitudine, altri la noia, altri la frustrazione. Può darsi. Epperò. Per qualcuno l’abitudine può essere un rassicurante porto dove cercare rifugio nei giorni di tempesta, la noia può essere annullata se si riesce a trovare un punto d’incontro nel fare le cose insieme, la frustrazione può essere spazzata via, discutendo dei problemi. No, secondo me c’è una cosa che è peggiore di tutte queste: la solitudine. La solitudine in una coppia? Certo, quella cosa che ti spinge a unirti a un’altra persona, solo per la paura di rimanere da soli, a circondarti di persone di cui faresti volentieri a meno, solo per non confrontarti con le tue paure. La solitudine è meschina, subdola: non ci fa fare repulisti, laddove sarebbe necessario; ci costringe a riempire i cassetti del nostro cuore con menzogne e rapporti di circostanza, pur di non sentirlo pesare. Perché il cuore è l’unica…
“E ho detto… Sì!”
Tutto è nato per caso. Come le cose belle, del resto. Io pubblico un articolo sugli anelli di fidanzamento (questo qui) e la mia amica Alessandra mi lancia una proposta: “Ma perché non chiedi al tuo pubblico di spedirti la foto del loro e di raccontarti la loro proposta di matrimonio?”. Detto, fatto. Una volta lanciata la sfida, come sempre è stata raccolta da numerose donne (e anche qualche uomo) che non hanno saputo resistere al raccontare una cosa bella, un momento unico, irripetibile, al condividere una gioia. “Perché la felicità è reale solo quando condivisa”, scrisse McCandless nel suo diario poco prima di morire in Alaska, e questa è una vera verità. Tutte storie di uomini che ci provano, di donne emozionate, di due persone che sanno che la loro vita da lì in poi cambierà. Perché si tratta di una promessa, una promessa importante, e le promesse si mantengono, nel bene o nel male. Ecco i loro racconti:…
Quell’amore che c’è… ma non c’è
Cosa significa rimanere soli, dopo una vita passata insieme, dopo che l’altro se ne va per sempre senza lasciare diritto di replica? Probabilmente significa morirci assieme, ma dentro, lasciandosi mangiare lentamente dal ricordo e da qualche rimpianto che ci trasciniamo dietro. Piano piano però si ricomincia a vivere, ce ne si fa una ragione, si trova il buono della vita, laddove ci ha strappato il compagno di viaggio, ci ha lasciato una sedia vuota di fronte e qualche pasto da consumare da soli. Ma cosa può voler dire, invece, rimanere soli con l’altro ancora al nostro fianco fisicamente, ma che non sa più chi è lui, chi siamo noi, cosa ci fa qui? Lascia un senso di impotenza e di frustrazione, vedere spegnersi pian piano colui che un tempo era volitivo, gagliardo, attivo, intraprendente e ci riempiva le giornate solo con la sua presenza. Lascia un senso di rabbia vederlo combattere contro una malattia subdola che azzera l’autonomia, la dignità…
Che cos’è l’amore?
Provate a pensare qual è la domanda più difficile che vi è stata mai rivolta. Una recente indagine rivela che i tabù di oggi hanno a che fare con il sesso (ancora) e con lo stipendio. Effettivamente se chiedete a un adulto qual è la sua posizione preferita a letto o quanto guadagna in un mese, molti diventeranno rossi o imbarazzati prima di rispondere. Ma lo stesso, secondo me, accade per una domanda ancora più banale ma non semplice: “Che cos’è l’amore?”. Quanti genitori si son sentiti rivolgere questa domanda e hanno cominciato a farfugliare risposte raffazzonate, spesso arrampicandosi sui vetri, senza ben sapere effettivamente che cosa sia. Perché noi adulti andiamo cercando la risposta filosofica, quella giusta, quella ad effetto che impressiona, senza effettivamente andare a fondo nella cosa. L’altro giorno stavo leggendo lo speciale Family di Vanity Fair (sì, sono un po’ indietro con gli arretrati!) e mi sono imbattuta nel video di Franck, il bambino protagonista dell’intervista…
Wedding Update: bilancio? Positivo!
In tutte le storie, in quelle d’amore, d’amicizia o di lavoro, si arriva a un punto in cui bisogna fare un bilancio: mettersi al tavolo, ragionare sulle cose e tirare le somme, per vedere se si sono raggiunti gli obiettivi prefissati oppure se si è ancora un po’ lontani, o semplicemente sulla strada giusta. In questo ultimo mese mi è capitato di fare molti bilanci e non tutti si sono rivelati soddisfacenti per me, alcuni a dire il vero anche un po’ deludenti, ragione per cui mi sono messa subito a capire i miei errori e a lavorarci su, per migliorare le cose e me stessa, in primis. Ma uno su tutti mi ha fatto capire quanta passione, quanto impegno e quanta dedizione io ci stia dedicando e quindi di essere sulla strada giusta, una strada intrapresa con grande speranza, ma che non pensavo mi portasse fino a qui: quella lavorativa. Quando iniziai ormai quasi quattro anni fa avevo in…
Ti sposerò perché…
Sposarsi è una cosa meravigliosa. Lo dico sul serio e non solo perché ci lavoro e ci scrivo. È un impegno, una promessa, davanti a Dio o davanti allo Stato. Sempre e comunque, davanti a chi si ama. Sposarsi è una dichiarazione di intenti, è giurare che qualunque cosa accada, saremo lì, l’uno al fianco dell’altra, a lottare insieme per andare avanti. Ma spesso i motivi per cui ci si lega così indissolubilmente sono i più disparati: c’è chi lo fa per opportunismo, chi per non rimanere solo, chi perché ha fede, chi perché vuole tutelarsi. Di fondo, però, e in teoria dovrebbe esserci sempre l’amore. Qualche mese fa sull’Huffington Post è uscito un articolo dal titolo: Quindici ragioni per cui gli uomini vogliono sposarsi: da quello più romantico a quello più pragmatico, hanno detto la loro su un passo tanto importante quanto spesso visto come obbligatorio per un rapporto. Allora mi sono divertita anch’io a chiederlo attraverso il mio…
Quello che ci frega
Quello che ci frega è l’aspettativa. Nella vita, dico. E anche nei rapporti. Ci incontriamo, ci annusiamo, ci intendiamo, ci innamoriamo, e investiamo una grossa parte di noi, convinti di essere ricambiati alla pari. E invece. “Quello che volevo come sempre non c’è, solo un po’ d’amore che diventa polvere…”, cantava qualche anno fa il buon Cremonini. E come dargli torto, anche se qui sembra che quel ‘come sempre’ lasci intendere a un’abitudine. E comunque, se ci ha scritto su una canzone, allora vuol dire che non ti ci abitui mai. È l’aspettativa che ci frega. Quell’aspettare ricolmo di speranza, quell’andare avanti convinti di qualcosa che forse è solo nella nostra testa, quel coraggio che ci prende di fare la cosa giusta, sperando che ad azione corrisponda un’azione uguale. Ma è scritto nella dinamica che può esistere anche la contraria, solo che tendiamo a non prenderla mai in considerazione. Strani esseri siamo noi umani: conosciamo tutte le possibili conseguenze, ma…
Venerdì 17
Oggi è venerdì 17. E per me è un giorno bellissimo. Credo che la sfiga ce la attiriamo addosso noi per il nostro modo di vedere e vivere le cose, non certo per alcune credenze o convenzioni sociali, che vorrebbero alcune date o alcune cose portarogne a prescindere. Oggi è il mio giorno della felicità, il giorno della settimana in cui ringrazio per le cose belle che mi sono capitate e che mi hanno regalato un grammo di felicità (ne avevo parlato qui). Ed è venerdì 17. Mentre molti sono lì ad attendere che la prossima sfiga li colpisca solo perché è venerdì 17, io oggi mi sono svegliata con il sorriso. Ed è venerdì 17. O come venerdì 13: c’è chi dice che porti cose buone, chi dice che porti solo negatività. Io l’ho sempre e solo vissuto come un giorno qualunque, che è diventato poi speciale per me: era un 13 quando feci il colloquio in Condè Nast…
Come una coperta
Quando ci si lascia, soprattutto se non è una decisione consenziente, ma una scelta subita da parte di uno dei due, attore passivo nel teatro della coppia, laddove lei ti dice: “Non provo più per te quello che provavo prima”, la reazione possibile o l’unica immaginabile è: urlare, spaccare tutto, insultarla e poi lanciarle un mucchio di anatemi, e poi ancora indirizzarle improperi irripetibili e poi rimanere incazzato con lei, perché era il grande amore della tua vita, e dove ho sbagliato io, e perché io non ero il tuo, e cosa ho fatto di male. E fanculo. Non si sa se si arriva mai alla completa riparazione del cuore, a una imparziale autoanalisi e a una piena consapevolezza di quello che si era insieme e di quello che si è diventati da soli, tale per cui poi può arrivare spontaneo il perdono e il recupero del rapporto con un’altra veste. O l’interruzione definitiva. In settimana mi è capitato di…